{"id":23457,"date":"2024-06-03T10:09:39","date_gmt":"2024-06-03T08:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=23457"},"modified":"2025-11-20T11:54:12","modified_gmt":"2025-11-20T10:54:12","slug":"brandy-melville-i-danni-del-fast-fashion-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/23457\/brandy-melville-i-danni-del-fast-fashion-made-in-italy\/","title":{"rendered":"Brandy Melville nella bufera: i danni del fast fashion Made in Italy"},"content":{"rendered":"\n<p>Il marchio di moda Brandy Melville, nato in Italia negli Anni Ottanta e oggi assai noto tra le giovani ragazze della Gen-Z, \u00e8 finito in questi giorni su alcuni dei principali quotidiani e riviste del mondo come <em>Guardian<\/em>, <em>New York Times<\/em>, <em>Rolling Stone<\/em> e <em>Time<\/em>. La notizia \u00e8 un documentario HBO che getta una luce, o meglio un\u2019ombra, sulle attivit\u00e0 del brand, portando l\u2019attenzione sui <strong>danni ambientali del fast fashion Made in Italy<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Il documentario <em>Brandy Hellville &amp; The Cult of Fast Fashion<\/em> della regista premio Oscar Eva Orner <strong>evidenzia come l\u2019azienda di moda, al pari dei grandi brand Zara e H&amp;M, persegua con ostinazione un modello di business e una strategia commerciale che privilegia la rapidit\u00e0 e la sovrapproduzione alla qualit\u00e0<\/strong>, sfruttando manodopera a basso costo negli stabilimenti produttivi e nei punti vendita. E che in maniera indiretta, spingendo i consumatori a cambiare abiti a ritmi frenetici, inonda le nazioni del Sud del mondo con capi di abbigliamento usati che vanno ad accumularsi in discariche a cielo aperto.<\/p>\n\n<p>E non finisce qui: il documentario riporta una lunga serie di pesanti accuse, che vanno da casi di <strong>razzismo nelle politiche di assunzione a un assetto societario poco chiaro, fino al sospetto che Brandy Melville abbia copiato modelli di altri marchi di abbigliamento concorrent<\/strong>i. A essere duramente contestata \u00e8 anche la controversa politica della taglia unica, tarata sul fisico di giovani ragazze sottopeso, ritenuta responsabile di disturbi alimentari in numerose teenager, soprattutto negli Stati Uniti e in Cina.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/beca42b7-brandy-melville-fast-fashion-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23460\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/beca42b7-brandy-melville-fast-fashion-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/beca42b7-brandy-melville-fast-fashion-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/beca42b7-brandy-melville-fast-fashion-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/beca42b7-brandy-melville-fast-fashion-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/beca42b7-brandy-melville-fast-fashion.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Scopri le alternative alla moda usa e getta: leggi la nostra guida gratuita &#8220;Oltre il fast fashion&#8221;<\/em><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-fast-fashion\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=fast-fashion&amp;utm_content=guida-brandy-melville\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCARICALA ORA<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-ad2f72ca wp-block-group-is-layout-flex\"><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Brandy Melville incoraggia lo spreco&nbsp;<\/h2>\n\n<p>Brandy Melville \u00e8 famoso per i prezzi bassi dei suoi capi, solitamente inferiore a 50 dollari: ma <strong>se i vestiti costano poco, \u00e8 anche perch\u00e9 i lavoratori sono sottopagati<\/strong>. Nonostante Brandy Melville si fregi dell\u2019etichetta Made in Italy, l\u2019azienda \u00e8 un colosso con un fatturato nel 2023 da 212,5 milioni di dollari, una trentina di negozi negli Stati Uniti e almeno 90 punti vendita in tutto il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>L\u2019unico collegamento con l\u2019Italia, nota il documentario, \u00e8 lo stabilimento di Prato<\/strong>: non perch\u00e9 sia un esempio di pregiato artigianato tessile della Toscana, ma per lo <strong>sfruttamento dei lavoratori immigrati dalla Cina<\/strong>. L\u2019intero assetto produttivo, incentrato sulle tendenze e la politica \u201cone size\u201d, \u00e8 funzionale a tagliare ulteriormente i costi e spingere i clienti a consumare di pi\u00f9. Se i capi di abbigliamento sono fabbricati in tempi rapidissimi, a prezzo basso e grazie a manodopera sottopagata, ci\u00f2 significa sacrificare la qualit\u00e0 e inevitabilmente i<strong> consumatori sono costretti a cambiare rapidamente i loro abiti<\/strong>.<\/p>\n\n<p>N\u00e9 l\u2019atteggiamento \u00e8 differente se si guarda alle strategie di marketing. Nel documentario viene acceso un faro sulla gestione dei canali social di Brandy Melville, un aspetto particolarmente sensibile visto il pubblico prevalentemente teenager. <strong>Tutto \u00e8 orientato a incoraggiare l\u2019acquisto di nuovi abiti grazie a un utilizzo spregiudicato del \u201cmodello influencer\u201d<\/strong>: l\u2019azienda non si limita a sfornare costantemente nuove tendenze, ma mette in atto strategie al limite della manipolazione.<\/p>\n\n<p>Brandy Melville, infatti, condivide spesso sul proprio account Instagram, che attualmente conta oltre 3 milioni di follower, foto di clienti che indossano i suoi capi. Questa comunicazione spinge molte ragazze a postare le foto in cui indossano gli abiti Brandy Melville e taggare il marchio nella speranza che la foto venga condivisa, ovviamente cambiando spesso l\u2019outfit. Una pubblicit\u00e0 gratuita, insomma, dove la casa di moda ci guadagna due volte.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/033ee533-1-fast-fashion-brandy-melville-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23461\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/033ee533-1-fast-fashion-brandy-melville-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/033ee533-1-fast-fashion-brandy-melville-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/033ee533-1-fast-fashion-brandy-melville-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/033ee533-1-fast-fashion-brandy-melville-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/033ee533-1-fast-fashion-brandy-melville.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Vestirsi rispettando il pianeta \u00e8 possibile: scopri come fare con la nostra guida &#8220;Oltre il fast fashion&#8221;!<\/em><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-fast-fashion\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=fast-fashion&amp;utm_content=guida-brandy-melville\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCARICA ORA<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-ad2f72ca wp-block-group-is-layout-flex\"><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Ghana come discarica a cielo aperto<\/h2>\n\n<p><strong>Tutto questo, come del resto l\u2019intero modello della moda rapida (fast-fashion), genera un\u2019immensa quantit\u00e0 di rifiuti,<\/strong> che stanno diventando un problema serio, soprattutto per alcune zone del mondo. Infatti, l\u2019eccesso di produzione di marchi in stile Brandy Melville, una volta diventato rifiuto, finisce per essere abbandonato in paesi a basso reddito come il Ghana, dove <strong>i rifiuti di abbigliamento hanno ormai trasformato le spiagge della capitale Accra in discariche a cielo aperto<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Insomma, rifiuti tessili provenienti dall\u2019Occidente soffocano le spiagge del Ghana, inquinano i mari e hanno conseguenze disastrose sulla vita marina. Con l\u2019esplosione negli ultimi anni della moda veloce, la situazione sta precipitando altrettanto velocemente. <strong>Il Ghana importa ogni anno circa 152.600 tonnellate di vestiti di seconda mano<\/strong>. I residenti di Accra li chiamano <em>Oburoni Wawu<\/em>, tradotto letteralmente \u201cabiti dell\u2019uomo bianco morto\u201d. Ogni settimana, nel porto di Tema, il pi\u00f9 grande del Ghana, a est di Accra, arrivano circa cento container lunghi 12 metri, pieni di oltre 15 milioni di articoli di moda usati.&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>Circa il 70% di questi abiti viene inviato al mercato dell&#8217;usato di Kantamanto, uno dei pi\u00f9 grandi mercati al mondo<\/strong>, con oltre 30.000 lavoratori che vendono, puliscono, riparano e riciclano i rifiuti tessili del ricco Occidente. E questo \u00e8 solo un aspetto dell\u2019impatto del fast fashion nel Sud del mondo, sfruttato dai marchi di moda anche nelle risorse e nelle catene di fornitura e, per ironia della sorte, colpito pi\u00f9 duramente dagli effetti dei cambiamenti climatici generati dalle emissioni di gas serra: di cui il settore tessile rappresenta una delle principali cause.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/4b113ac4-mercato-kantamanto-ghana-1024x684.jpg\" title=\"Una rivenditrice di jeans nel mercato dell&#039;usato di Kantamanto, in Ghana\" alt=\"Una rivenditrice di jeans nel mercato dell'usato di Kantamanto, in Ghana\" class=\"wp-image-23484\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/4b113ac4-mercato-kantamanto-ghana-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/4b113ac4-mercato-kantamanto-ghana-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/4b113ac4-mercato-kantamanto-ghana-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/4b113ac4-mercato-kantamanto-ghana-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/4b113ac4-mercato-kantamanto-ghana.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il mercato dell&#8217;usato di Kantamanto, in Ghana, raccoglie i rifiuti tessili generati dall&#8217;industria del fast fashion<\/figcaption><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 ora di mettere fine ai danni fast fashion&nbsp;<\/h2>\n\n<p>Il fast fashion soffoca il pianeta con enormi quantit\u00e0 di rifiuti tessili, spreca risorse preziose, viola i diritti dei lavoratori e incoraggia una spirale senza fine di sovrapproduzione e consumismo: per i colossi della moda \u00e8 arrivato il momento di adottare pratiche pi\u00f9 sostenibili e responsabili. <\/p>\n\n<p><strong>Ma anche tu puoi fare la differenza con le tue azioni<\/strong>: scarica gratis la nostra guida &#8220;Oltre il fast fashion&#8221;: dentro troverai tanti consigli per fare acquisti consapevoli  rispettando il pianeta e le persone.&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Scarica la nostra guida \u201cOltre il fast fashion\u201d<br><br><\/strong><em>Un manuale gratuito per imparare a fare acquisti pi\u00f9 consapevoli!<\/em><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-fast-fashion\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=fast-fashion&amp;utm_content=guida-brandy-melville\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCARICA ORA<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-ad2f72ca wp-block-group-is-layout-flex\"><\/div>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sovrapproduzione, manodopera a basso costo ed enormi quantit\u00e0 di rifiuti tessili: sono questi gli ingredienti del fast fashion Made in Italy.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23460,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Brandy Melville, i danni del fast fashion Made in italy","p4_og_description":"Brandy Melville persegue un modello di business che privilegia la rapidit\u00e0 e la sovrapproduzione alla qualit\u00e0. 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