{"id":23519,"date":"2024-05-31T15:58:30","date_gmt":"2024-05-31T13:58:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=23519"},"modified":"2024-05-31T16:01:50","modified_gmt":"2024-05-31T14:01:50","slug":"vermocane-greenpeace-la-diffusione-e-colpa-della-crisi-climatica-per-prevenire-i-danni-servono-piu-aree-marine-protette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/23519\/vermocane-greenpeace-la-diffusione-e-colpa-della-crisi-climatica-per-prevenire-i-danni-servono-piu-aree-marine-protette\/","title":{"rendered":"Vermocane, Greenpeace: la diffusione \u00e8 colpa della crisi climatica, per prevenire i danni servono pi\u00f9 aree marine protette"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"645\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/6e1f47dc-gp1svc8d_medium-res-with-credit-line-1200px-1024x645.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23520\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/6e1f47dc-gp1svc8d_medium-res-with-credit-line-1200px-1024x645.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/6e1f47dc-gp1svc8d_medium-res-with-credit-line-1200px-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/6e1f47dc-gp1svc8d_medium-res-with-credit-line-1200px-768x484.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/6e1f47dc-gp1svc8d_medium-res-with-credit-line-1200px-510x321.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/05\/6e1f47dc-gp1svc8d_medium-res-with-credit-line-1200px.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>La notizia del moltiplicarsi di esemplari di vermocane nei mari del Sud Italia sta suscitando preoccupazione per i potenziali danni che la specie pu\u00f2 arrecare alle persone e alla fauna marina. Gli impatti della crisi climatica sul Mediterraneo, del resto, sono molteplici e l\u2019espansione di specie termofile come il vermocane ne \u00e8 un indicatore chiaro. D\u2019altra parte, le evidenze scientifiche ci dicono anche che laddove gli ecosistemi sono protetti, e quindi in migliore salute, le specie termofile hanno impatti inferiori.<\/p>\n\n<p>\u00abIl Mediterraneo sta pagando un prezzo elevato per l\u2019effetto dei cambiamenti climatici: diventa sempre pi\u00f9 povero con grandi stravolgimenti della sua biodiversit\u00e0\u00bb, dichiara Valentina di Miccoli, campagna Mare di Greenpeace Italia. \u00abCome dimostra il nostro&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18113\/nuovo-rapporto-mare-caldo-di-greenpeace-la-crisi-climatica-impoverisce-i-mari-italiani-e-aumenta-gli-eventi-estremi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">progetto Mare Caldo<\/a>, laddove esistono misure efficaci di tutela delle nostre acque queste resistono meglio agli impatti della crisi climatica, di cui la diffusione di specie come il vermocane \u00e8 una delle prove pi\u00f9 evidenti. Per questo abbiamo bisogno di aumentare la rete di aree marine protette in Italia\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il vermocane (<em>Hermodice carunculata<\/em>) \u00e8 una specie nativa termofila, che predilige cio\u00e8 temperature calde, e la sua maggiore presenza \u00e8 un indicatore del cambiamento climatico.&nbsp;Questo anellide \u00e8 un predatore generalista molto vorace che si alimenta di coralli, gorgonie, stelle marine e altre specie tipiche dei nostri mari. \u00c8 lungo tra i 15-30 cm e presenta delle setole urticanti che possono provocare irritazione e sensazione di bruciore sulla pelle. Tipico delle coste ioniche, si \u00e8 ormai diffuso nel Mar Mediterraneo Centrale, con diversi avvistamenti lungo il Mar Tirreno e l&#8217;Adriatico. Questa invasione \u00e8 coerente con il consistente aumento delle temperature del Mar Mediterraneo.<\/p>\n\n<p>Il progetto Mare Caldo, nato nel 2019 grazie a una collaborazione tra Greenpeace Italia e il DISTAV di Genova, monitora la temperatura e la presenza di diverse specie termofile in alcune Aree Marine Protette (AMP) italiane: ci\u00f2 che emerge dai dati raccolti negli anni \u00e8 che il cambiamento climatico sta avendo importanti effetti, oltre che sulla biodiversit\u00e0, anche sull\u2019assetto biogeografico del Mediterraneo. L\u2019aumento della temperatura media annua e la riduzione della variabilit\u00e0 annuale conseguente la mitigazione delle temperature invernali hanno profondamente inciso sulla distribuzione e la dispersione di diverse specie. Ad esempio&nbsp;nel&nbsp; primo anno di progetto (2019 &#8211; 2020) nell\u2019AMP del Plemmirio vicino Siracusa si \u00e8 riscontrata una crescita esponenziale del vermocane, divenuta particolarmente abbondante negli strati pi\u00f9 superficiali ma presente fino ai 40 metri di profondit\u00e0. Nel secondo anno di progetto (2020 -2021) nell\u2019AMP di Capo Carbonara a sud-est della Sardegna, i dati raccolti confrontati con quelli degli anni precedenti hanno rilevato che i maggiori cambiamenti nel tempo possono essere attribuiti prevalentemente all\u2019arrivo delle specie termofile, tra cui in particolare il vermocane.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abSeguire l\u2019espansione di questa specie e di altre specie termofile \u00e8 fondamentale per capire gli impatti sulle comunit\u00e0 bentoniche rocciose costiere e i conseguenti effetti negativi sulla biodiversit\u00e0, sulla salute pubblica e sulla pesca commerciale\u00bb, sottolinea di Miccoli. \u00abI dati raccolti in questi anni anni col progetto Mare Caldo hanno evidenziato come aree protette gestite con misure efficaci sono pi\u00f9 resilienti agli effetti del riscaldamento globale. Il nostro governo ha l\u2019opportunit\u00e0 di creare una rete efficace di aree marine protette ratificando quanto prima il Trattato globale per la protezione degli oceani e lavorando alacremente per raggiungere l&#8217;obiettivo ambizioso di proteggere il 30% dei nostri mari entro il 2030\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l&#8217;organizzazione ambientalista, impegnata da anni nel progetto di monitoraggio delle temperature del Mediterraneo &#8220;Mare Caldo&#8221;, occorre tutelare efficacemente i nostri mari e ratificare al pi\u00f9 presto il Trattato globale per la protezione degli oceani.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23520,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Vermocane, Greenpeace: diffusione \u00e8 colpa della crisi climatica","p4_og_description":"Secondo l'organizzazione ambientalista, impegnata nel progetto Mare Caldo, per prevenire i danni servono pi\u00f9 aree marine protette","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,29,22],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-23519","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-clima","tag-biodiversita","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23519","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23519"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23524,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23519\/revisions\/23524"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23520"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23519"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=23519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}