{"id":23652,"date":"2024-06-10T14:28:20","date_gmt":"2024-06-10T12:28:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=23652"},"modified":"2024-06-10T14:28:22","modified_gmt":"2024-06-10T12:28:22","slug":"inquinamento-fermata-dalle-autorita-la-produzione-di-pfas-della-solvay-greenpeace-italia-finalmente-unazione-a-tutela-di-ambiente-e-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/23652\/inquinamento-fermata-dalle-autorita-la-produzione-di-pfas-della-solvay-greenpeace-italia-finalmente-unazione-a-tutela-di-ambiente-e-salute\/","title":{"rendered":"Inquinamento, fermata dalle autorit\u00e0 la produzione di PFAS della Solvay. Greenpeace Italia: \u00abFinalmente un\u2019azione a tutela di ambiente e salute\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>A seguito di controlli ambientali effettuati da ARPA Piemonte che hanno certificato il mancato rispetto delle emissioni di PFAS nell\u2019ambiente, nelle scorse ore la Provincia di Alessandria ha inoltrato alla Solvay (oggi<strong> <\/strong>Syensqo, l\u2019unico stabilimento in Italia che tuttora produce queste pericolose sostanze) due diffide intimando allo stabilimento chimico di rispettare i limiti di legge consentiti per gli scarichi di queste sostanze. La provincia ha inoltre imposto allo stabilimento il fermo delle produzioni per 30 giorni.<\/p>\n\n<p>\u00abDopo anni di silenzi e inquinamento, finalmente gli enti pubblici adottano un primo provvedimento per tutelare l\u2019ambiente e la salute umana dalla produzione di PFAS da parte di Solvay\u00bb, commenta Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. \u00abCi auguriamo che questa sia solo la prima di una serie di iniziative degli enti preposti per imporre all\u2019azienda il limite di scarichi zero in aria, acqua e terreni\u00bb.<\/p>\n\n<p>Secondo Greenpeace Italia, in un territorio gi\u00e0 pesantemente sacrificato alle logiche del profitto a scapito della collettivit\u00e0, gli enti preposti devono mettere in atto ulteriori provvedimenti affinch\u00e9 non venga disperso nell\u2019ambiente un singolo nanogrammo di PFAS e che si proceda, nel tempo pi\u00f9 breve possibile, alle operazioni di bonifica. \u00c8 il momento che le autorit\u00e0 decidano di schierarsi definitivamente a tutela delle comunit\u00e0 locali anzich\u00e9 degli inquinatori.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nelle ultime settimane l\u2019azienda \u00e8 stata al centro di rilasci di PFAS particolarmente gravi (schiume nel fiume Bormida) e gli esiti di indagini di ARPA Piemonte hanno evidenziato elevati livelli di inquinamento sia nelle acque che nei terreni. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno identificato il sito alessandrino come quello pi\u00f9 inquinato da PFAS in tutta Europa. Nel 2007 l\u2019azienda era stata gi\u00e0 individuata come principale fonte di PFAS nel bacino del Fiume Po e recenti indagini condotte da Greenpeace Italia hanno evidenziato come le molecole prodotte unicamente nel sito alessandrino (cC6O4) siano state ritrovate nelle acque potabili di diversi comuni molto distanti dal polo chimico: non solo nella citt\u00e0 di Torino, ma anche in numerosi comuni della Valle di Susa e alcuni della Provincia di Sondrio in Lombardia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per tutelare l\u2019ambiente e la salute delle persone, gli Stati Uniti e diversi Paesi europei hanno gi\u00e0 adottato dei limiti all\u2019uso dei PFAS, sostituendoli con alternative pi\u00f9 sicure gi\u00e0 disponibili. Greenpeace Italia chiede alle istituzioni italiane di seguire l\u2019esempio con una legge nazionale che vieti l\u2019uso e la produzione di queste pericolose sostanze.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito di controlli ambientali effettuati da ARPA Piemonte che hanno certificato il mancato rispetto delle emissioni di PFAS nell\u2019ambiente, nelle scorse ore la Provincia di Alessandria ha inoltrato alla&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":22472,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[43],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-23652","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-pfas","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23652","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23652"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23653,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23652\/revisions\/23653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23652"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=23652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}