{"id":2366,"date":"2018-04-19T10:00:53","date_gmt":"2018-04-19T10:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=2366"},"modified":"2019-11-06T09:52:56","modified_gmt":"2019-11-06T08:52:56","slug":"risposta-a-generali-strategia-sul-cambiamento-climatico-insufficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/2366\/risposta-a-generali-strategia-sul-cambiamento-climatico-insufficiente\/","title":{"rendered":"Greenpeace risponde a Generali: strategia sul cambiamento climatico insufficiente"},"content":{"rendered":"<p>La strategia sul cambiamento climatico approvata a febbraio da Generali era gi\u00e0 nota a tutti gli stakeholder, azionisti e non. Si tratta di una strategia insufficiente, un primo passo troppo timido, seppur verso la giusta direzione. Se per\u00f2 Generali pensa di aver completato il suo lavoro in difesa del clima con questa strategia, come sembra dalla nota pubblicata in occasione della odierna Assemblea degli Azionisti, si sbaglia di grosso.<\/p>\n<p>In particolare, in relazione al settore dell\u2019underwriting: Generali assicura oggi alcune delle centrali e miniere di carbone pi\u00f9 inquinanti d\u2019Europa. E a quanto si apprende dalla strategia adottata non ha intenzione di smettere. Stiamo parlando, ad esempio, della miniera di Turow, situata al confine tra Polonia e Repubblica Ceca che ha forti impatti sul clima, da cui si estraggono 7,5 milioni di tonnellate all\u2019anno di carbone, e che inoltre inquina anche l\u2019acqua di oltre 30 mila persone. Se si vuole difendere il clima, come Generali dice di voler fare, non si pu\u00f2 essere coinvolti in progetti del genere.<\/p>\n<p>Sul settore degli investimenti \u00e8 certamente positivo il disinvestimento annunciato, cos\u00ec come l\u2019aumento di investimenti in settori green (che non sono tuttavia specificati nel dettaglio). Il problema riguarda per\u00f2 le cosiddette \u201ceccezioni\u201d, previste per quei Paesi che sono al momento fortemente dipendenti dal carbone, come ad esempio la Polonia. Proprio in questi Paesi infatti si trovano le centrali e miniere pi\u00f9 inquinanti d\u2019Europa. Il settore del carbone polacco causa ogni anno oltre 5mila morti premature stimate, di cui pi\u00f9 di 400 in Italia. Generali deve eliminare queste \u201ceccezioni\u201d e abbandonare completamente gli investimenti nel carbone, anche nell&#8217;Europa dell&#8217;Est.<\/p>\n<p>Il fatto che questi impianti rappresentino una minima parte degli investimenti e degli asset del Leone di Trieste altro non \u00e8 che un\u2019aggravante: dato che si tratta di un business marginale, dovrebbe essere pi\u00f9 facile uscirne. E soprattutto Generali deve smettere di valutare le proprie \u201ceccezioni\u201d solamente in base all\u2019importanza economica: una miniera che inquina l\u2019acqua di 30 mila persone \u00e8 un business che non deve essere portato avanti, e lo stesso vale per centrali a carbone come Opole, la pi\u00f9 grande espansione al momento in costruzione in Europa, o Kozienice, la seconda centrale a carbone pi\u00f9 grande d\u2019Europa, che gi\u00e0 prima della recente espansione causava oltre 600 morti premature stimate ogni anno.<\/p>\n<p>Poco importa quanto queste assicurazioni ed investimenti pesino sul business di Generali, gli impatti di queste \u201ceccezioni\u201d sono enormi sia sull\u2019ambiente che sulle persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La strategia sul cambiamento climatico approvata a febbraio da Generali era gi\u00e0 nota a tutti gli stakeholder, azionisti e non. 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