{"id":23740,"date":"2024-06-17T15:47:33","date_gmt":"2024-06-17T13:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=23740"},"modified":"2024-06-17T15:49:48","modified_gmt":"2024-06-17T13:49:48","slug":"giornata-mondiale-desertificazione-nuovi-dati-greenpeace-in-italia-inverni-sempre-piu-caldi-e-suoli-piu-poveri-dacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/23740\/giornata-mondiale-desertificazione-nuovi-dati-greenpeace-in-italia-inverni-sempre-piu-caldi-e-suoli-piu-poveri-dacqua\/","title":{"rendered":"Giornata mondiale desertificazione, nuovi dati Greenpeace: in Italia inverni sempre pi\u00f9 caldi e suoli pi\u00f9 poveri d&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18201\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/06\/441c5f35-gp0stswx9_web_size-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n<p>Un Nord sempre pi\u00f9 caldo, con un clima che si tropicalizza, e un suolo mediamente pi\u00f9 povero d\u2019acqua in tutte le regioni italiane, specie al Sud dove la siccit\u00e0 mette a rischio coltivazioni fondamentali per la dieta mediterranea: \u00e8 quanto emerge dai dati diffusi oggi da Greenpeace Italia in collaborazione con ricercatori esperti del settore,&nbsp;nella&nbsp;Giornata mondiale contro la desertificazione.<\/p>\n\n<p>Gli inverni sono sempre pi\u00f9 caldi in ogni angolo della Penisola, ma \u00e8 il Nord a scaldarsi di pi\u00f9 e a registrare le maggiori anomalie in termini di precipitazioni: negli ultimi 40 anni, a livello nazionale, l\u2019incremento della temperatura media invernale (gennaio-marzo) \u00e8 stato di quasi 1,5\u00b0C, con punte di quasi 2\u00b0C nel Nord Ovest e oltre 1,5\u00b0C nel Nord Est. I maggiori aumenti si sono registrati in Valle d\u2019Aosta, Piemonte e Lombardia. In soli due mesi dell\u2019inverno 2024 sull\u2019Italia del Nord \u00e8 caduta circa la stessa quantit\u00e0 d\u2019acqua piovuta in tutti e tre gli inverni precedenti.<\/p>\n\n<p>Nel resto del Paese, invece, negli inverni 2021-2024 si \u00e8 registrata una generale riduzione delle precipitazioni cumulate rispetto alla media del trentennio 1981-2010: una variazione che \u00e8 pi\u00f9 ampia al Sud (-2,3%) e nelle Isole (-5,7%), dove incide su aree gi\u00e0 caratterizzate da piogge pi\u00f9 scarse che altrove. In tutta la Penisola, il 2022 \u00e8 stato l\u2019anno pi\u00f9 siccitoso, con il Nord Ovest che ha visto le piogge ridursi del 64%.<\/p>\n\n<p>\u00abBisogna considerare che l\u2019incremento della temperatura media invernale registrato \u00e8 determinato considerando i dati di una lunga serie storica all\u2019interno della quale sono presenti variazioni a volte molto accentuate\u00bb, evidenziano i ricercatori dell\u2019ISTAT Stefano Tersigni e Alessandro Cimbelli. \u00abPer quanto riguarda il regime delle precipitazioni, queste sono sempre pi\u00f9 connesse a piogge molto intense e a eventi meteorologici estremi che provocano spesso alluvioni e dissesti perch\u00e9 il terreno non riesce ad assorbire precipitazioni cos\u00ec abbondanti e concentrate\u00bb.<\/p>\n\n<p>Ne risulta che i suoli di tutte le regioni italiane (a eccezione della Valle d\u2019Aosta) sono pi\u00f9 poveri d\u2019acqua rispetto alla media degli ultimi 30 anni. In particolar modo la Sicilia, dove il valore medio dell\u2019acqua presente nei suoli superficiali \u00e8 calato di oltre il 2% negli ultimi quattro inverni rispetto a quelli del trentennio precedente, o la Puglia e la Calabria che registrano entrambe un calo superiore all\u20191%. Numeri apparentemente esigui, ma che secondo gli esperti sono un campanello d\u2019allarme.<\/p>\n\n<p>\u00abUn suolo in media \u00e8 in grado di trattenere circa il 27% d&#8217;acqua di cui, generalmente, solo la met\u00e0 \u00e8 disponibile per le piante, all\u2019incirca il 15%\u00bb, spiega&nbsp;Tommaso Gaifami, agronomo dell\u2019Associazione Italiana di Agroecologia (AIDA). \u00abPertanto, anche la perdita di un solo punto percentuale equivale a una riduzione significativa del serbatoio di acqua a cui le radici delle piante possono attingere. Una carenza che, nei terreni agricoli, deve essere compensata attraverso l\u2019irrigazione, con un maggiore utilizzo di risorse idriche. Bisogna inoltre considerare che alcune tecniche tipiche dei sistemi agricoli intensivi rischiano di aggravare questa situazione, determinando un impoverimento del terreno, mentre le tecniche agroecologiche e l&#8217;inserimento di elementi naturali nelle aree agricole possono essere un importante alleato per trattenere l&#8217;umidit\u00e0 nel suolo\u00bb.<\/p>\n\n<p>Il quadro attuale indica che il Mezzogiorno e il suo comparto agricolo sono in particolare difficolt\u00e0, con conseguenti ripercussioni sull\u2019economia e sul fabbisogno dell\u2019intero Paese: \u00e8 al Sud e nelle Isole che si trova infatti il 99% delle superfici coltivate ad agrumi, l\u201981% di superfici coltivate a ulivi destinati alla produzione di olio e il 73% di superfici coltivate a grano duro, utilizzato per la produzione di pasta e pane \u201cmade in Italy\u201d.<\/p>\n\n<p>\u00abLe tendenze climatiche ci indicano che i suoli delle regioni del Mezzogiorno saranno&nbsp; sempre pi\u00f9 difficili da coltivare e che non potranno essere compensati dai terreni del Nord Italia, gi\u00e0 sfruttati in modo intensivo, minacciati da temperature medie in rapido aumento e da eventi climatici estremi sempre pi\u00f9 frequenti\u00bb, commenta Simona Savini, campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. \u00abPer questo \u00e8 urgente e necessario adattare il nostro modello agroalimentare a produzioni che richiedono meno acqua, a partire dalla riduzione dei terreni destinati alla mangimistica\u00bb.<\/p>\n\n<p>Per sensibilizzare cittadini, istituzioni e soggetti pubblici e privati all\u2019importanza della tutela di una risorsa idrica sempre pi\u00f9 a rischio, Greenpeace Italia annuncia inoltre il nuovo progetto \u201cFino all\u2019ultima goccia\u201d<strong>&nbsp;<\/strong>che nei prossimi mesi vedr\u00e0 impegnata l\u2019associazione ambientalista in una serie di attivit\u00e0, monitoraggi e collaborazioni con la comunit\u00e0 scientifica per cercare di preservare la nostra acqua su un pianeta sempre pi\u00f9 caldo.<\/p>\n\n<p>Per tutelare le nostre risorse idriche e affrontare il problema sistemico della siccit\u00e0, l\u2019organizzazione ambientalista chiede inoltre al governo misure concrete e urgenti in grado di ridurre a monte i consumi idrici nel settore agricolo, privilegiando l\u2019uso di terreni e acqua per la produzione di cibo anzich\u00e9 di mangimi animali, misure per incoraggiare l\u2019uso di tecniche agroecologiche che migliorino la salute dei suoli, inclusa la capacit\u00e0 di trattenere l\u2019umidit\u00e0. \u00c8 inoltre essenziale ridurre e poi azzerare le emissioni climalteranti, attraverso un aggiornamento del Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima con obiettivi in linea con l\u2019Accordo di Parigi, e fermare l\u2019inquinamento che avvelena le nostre risorse idriche,<strong>&nbsp;<\/strong>impedendo che contaminanti pericolosi come microplastiche, pesticidi e PFAS possano continuare a diffondersi nell\u2019ambiente mettendo in pericolo la salute delle persone e l\u2019integrit\u00e0 degli ecosistemi naturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al Nord si registrano le maggiori anomalie climatiche, mentre a Sud sono a rischio le coltivazioni tradizionali del &#8220;made in Italy&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":22591,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Desertificazione, nuovi dati Greenpeace: suoli pi\u00f9 poveri in tutta Italia","p4_og_description":"Inverni sempre pi\u00f9 caldi, specie al Nord, dove il clima si tropicalizza. 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