{"id":24056,"date":"2024-07-05T14:22:36","date_gmt":"2024-07-05T12:22:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24056"},"modified":"2024-07-05T14:22:41","modified_gmt":"2024-07-05T12:22:41","slug":"mare-caldo-nuovo-rapporto-di-greenpeace-per-tutelare-i-mari-italiani-dalla-crisi-climatica-servono-piu-aree-marine-protette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/24056\/mare-caldo-nuovo-rapporto-di-greenpeace-per-tutelare-i-mari-italiani-dalla-crisi-climatica-servono-piu-aree-marine-protette\/","title":{"rendered":"Mare Caldo, nuovo rapporto di Greenpeace: \u00abPer tutelare i mari italiani dalla crisi climatica, servono pi\u00f9 aree marine protette\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/234ba6b2-marecaldo_07-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16123\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/234ba6b2-marecaldo_07-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/234ba6b2-marecaldo_07-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/234ba6b2-marecaldo_07-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/234ba6b2-marecaldo_07-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/06\/234ba6b2-marecaldo_07.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>I nostri mari stanno subendo profonde trasformazioni per gli effetti, sempre pi\u00f9 evidenti, del cambiamento climatico e delle anomalie termiche. Le gorgonie mostrano sempre pi\u00f9 segni di mortalit\u00e0, mentre si diffondono le specie termofile come il famigerato vermocane e quelle aliene provenienti dai tropici, che prediligono acque pi\u00f9 calde. Lo rivelano&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/07\/77722ee3-distav_relazione-mare-caldo-quarto-anno-2022-2023-new.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">i dati raccolti nel 2023 nell\u2019ambito del progetto Mare Caldo<\/a>, condotto grazie alla collaborazione tra il DISTAV (Dipartimento di scienze della terra, dell\u2019ambiente e della vita) dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e Greenpeace Italia per monitorare gli impatti della crisi climatica sulla biodiversit\u00e0 marina delle comunit\u00e0 di scogliera.<\/p>\n\n<p>I risultati del rapporto sono stati presentati questa mattina a Genova, a bordo della nave Arctic Sunrise di Greenpeace, durante il convegno \u201cObiettivo 30&#215;30 &#8211; Proteggere il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030\u201d organizzato nell\u2019ambito della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/23748\/a-luglio-salperemo-con-la-nave-arctic-sunrise-nel-mar-tirreno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">spedizione \u201cC\u2019\u00e8 di mezzo il mare\u201d<\/a>, alla vigilia della Giornata internazionale del Mar Mediterraneo che ricorre il prossimo 8 luglio.&nbsp;All\u2019incontro, moderato da Sara Del Dot, giornalista di E-Planet (Italia1), hanno preso parte Giuseppe Onufrio e Giuseppe Ungherese, rispettivamente direttore esecutivo e responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia; Leonardo Tunesi di ISPRA; Giulia Bernardi di Blue Marine Foundation; il direttore Mauro Giorgio Mariotti, Lorenzo Merotti e Valentina Cappanera dell\u2019Area Marina Protetta di Portofino; Ilaria Lavarello dell\u2019Area Marina Protetta delle Cinque Terre; Pietro Cimmino, del DISTAV dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova.<\/p>\n\n<p>Nelle 12 aree di studio italiane che partecipano al progetto, di cui 11 sono in aree marine protette (AMP), appaiono evidenti gli effetti del riscaldamento dell\u2019acqua, indipendentemente dalla localizzazione geografica e dal diverso livello di protezione ambientale. Il confronto tra le diverse aree ha evidenziato lo stato di maggiore sofferenza dell\u2019ecosistema marino dell\u2019Isola d\u2019Elba, l\u2019unica area non protetta tra quelle monitorate dal progetto Mare Caldo. Qui le comunit\u00e0 di scogliera sono infatti fortemente dominate da alcune specie e risultano essere meno resilienti alle conseguenze del cambiamento climatico.<\/p>\n\n<p>Nel 2023 sono stati condotti i monitoraggi biologici nelle AMP di Capo Milazzo e delle Isole Tremiti. Gli organismi pi\u00f9 sensibili sono risultati le diverse specie di gorgonie (<em>Eunicella cavolini<\/em>,&nbsp;<em>Eunicella singularis<\/em>, e&nbsp;<em>Paramuricea clavata<\/em>), le quali sono apparse spesso coperte dalla mucillagine, che in alcuni casi arrivava a coprire il 30-40% delle colonie. Segni importanti di sbiancamento sono stati riscontrati sulle alghe corallinacee incrostanti e sui madreporari&nbsp;<em>Cladocora coespitosa<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Astroides calycularis<\/em>.<\/p>\n\n<p>I monitoraggi condotti in questi anni indicano che le specie termofile tipiche di acque pi\u00f9 calde, tra cui il pesce pappagallo (<em>Sparisoma cretense<\/em>), il barracuda mediterraneo (<em>Sphyraena viridensis<\/em>) e il vermocane (<em>Hermodice carunculata<\/em>), diventano sempre pi\u00f9 abbondanti, specialmente nel sud Italia. Inoltre, sono sempre pi\u00f9 frequenti le specie aliene provenienti dai mari tropicali che, grazie alla loro forte competitivit\u00e0 e capacit\u00e0 di adattamento, alterano la biodiversit\u00e0 dei nostri mari e generano profonde alterazioni negli ecosistemi marini: ne sono un concreto esempio le specie di alghe verdi&nbsp;<em>Caulerpa cylindracea<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Caulerpa taxifolia<\/em>.<\/p>\n\n<p>\u00abLa rete Mare Caldo di registrazione delle temperature del mare e i continui monitoraggi nel tempo degli effetti del riscaldamento sugli ecosistemi marini sono uno strumento efficace per comprendere le risposte degli ecosistemi marini al cambiamento globale, permettendoci cos\u00ec di suggerire azioni concrete da intraprendere per arginare tali effetti, come ad esempio l\u2019aumento delle aree marine protette\u00bb, dichiara Monica Montefalcone, docente di Ecologia dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e responsabile scientifico del progetto.<\/p>\n\n<p>\u00abI monitoraggi del 2023 confermano gli impatti sempre pi\u00f9 evidenti del riscaldamento del pianeta ma ribadiscono l\u2019importanza della conservazione e dell\u2019effetto positivo che le aree marine protette hanno sulla biodiversit\u00e0\u00bb, dichiara Giuseppe Ungherese di Greenpeace Italia. \u00abLa mitigazione e la corretta gestione delle pressioni locali rappresentano le migliori strategie per aumentare la resilienza degli ecosistemi marini costieri. Laddove non esiste una protezione formale, come nel caso della stazione dell\u2019Isola d\u2019Elba, gli effetti negativi delle anomalie termiche sono ancora pi\u00f9 evidenti. Tuttavia, anche le aree protette soffrono il riscaldamento delle acque marine, a riprova che se vogliamo salvare gli ecosistemi marini la riduzione delle emissioni di gas serra per contrastare la crisi climatica non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati 2023 dello studio che monitora gli impatti della crisi climatica sulla biodiversit\u00e0 marina nel Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16123,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Mare Caldo, nuovo rapporto di Greenpeace","p4_og_description":"I risultati dello studio che monitora gli impatti della crisi climatica sulla biodiversit\u00e0 marina nel Mediterraneo.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[22,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-24056","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24056"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24059,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24056\/revisions\/24059"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16123"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24056"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24056"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24056"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=24056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}