{"id":24187,"date":"2024-07-22T11:15:18","date_gmt":"2024-07-22T09:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24187"},"modified":"2024-07-22T11:15:22","modified_gmt":"2024-07-22T09:15:22","slug":"clima-nuovo-rapporto-eni-continua-a-investire-in-combustibili-fossili-oltre-500-progetti-avviati-dopo-laccordo-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/24187\/clima-nuovo-rapporto-eni-continua-a-investire-in-combustibili-fossili-oltre-500-progetti-avviati-dopo-laccordo-di-parigi\/","title":{"rendered":"Clima, nuovo rapporto: \u00abENI continua a investire in combustibili fossili, oltre 500 progetti avviati dopo l\u2019Accordo di Parigi\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Un <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/24182\/eni-bomba-climatica-contro-la-pace-e-i-diritti\/\">nuovo rapporto di Greenpeace Italia sulle attivit\u00e0 di esplorazione ed estrazione di gas e petrolio di ENI<\/a> mostra come, dei 767 progetti in cui \u00e8 attualmente coinvolta a livello globale la multinazionale italiana, ben 552 abbiano iniziato (o inizieranno) a estrarre fonti fossili dopo l\u2019Accordo sul clima di Parigi, raggiunto del 2015. Per novantasei di questi progetti hanno addirittura acquisito la licenza dopo quella data.\u00a0<\/p>\n\n<p>Un trend che non si \u00e8 interrotto nemmeno dopo che nel 2021 l\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia (AIE) aveva raccomandato di non procedere con nuovi investimenti in combustibili fossili. Ignorando questa esortazione, 29 progetti di ENI hanno ottenuto una licenza dopo il 2021. Nel complesso, i 552 progetti successivi al 2015 riconducibili in qualche modo a ENI sono una vera e propria bomba climatica: secondo i calcoli di Greenpeace Italia, le loro emissioni totali potrebbero produrre di circa 5.433 Mega tonnellate di CO<sub>2<\/sub> equivalente (Mt CO\u2082-eq), di cui 2.537 Mt CO\u2082-eq<sub> <\/sub>in quota ENI: un valore altissimo, pari a 6,5 volte le emissioni dell\u2019Italia nel 2023 (<a href=\"https:\/\/emissioni.sina.isprambiente.it\/inventario-nazionale\/#Report\">387 Mt CO\u2082-eq<\/a>).&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abMentre il pianeta e il nostro Paese sono stretti tra eventi climatici estremi come siccit\u00e0, ondate di calore e alluvioni, con vittime e danni economici sempre pi\u00f9 cospicui, ENI continua a investire in combustibili fossili, incurante delle conseguenze causate dallo sfruttamento di gas e petrolio\u00bb, afferma Simona Abbate della campagna Clima di Greenpeace Italia. \u00abLa finestra temporale per invertire la rotta sta diventando sempre pi\u00f9 stretta, ma evidentemente questo non interessa a ENI e alle altre compagnie dell\u2019oil&amp;gas, le cui scelte industriali sono un biglietto di sola andata per il collasso climatico\u00bb.<\/p>\n\n<p>Lo scarso interesse di ENI per la tutela ambientale, malgrado il continuo ricorrere al greenwashing, \u00e8 dimostrato anche dal fatto che dei 767 progetti in cui l\u2019azienda \u00e8 coinvolta, ben 56 si trovano all\u2019interno di un&#8217;area protetta (con Italia, Regno Unito e Paesi Bassi in testa). Se si prendono in considerazione i 17 Paesi in cui le emissioni totali dei progetti partecipati da ENI sono pi\u00f9 elevate, 27 asset sono situati all\u2019interno di un&#8217;area protetta e 151 a meno di 10 chilometri, costituendo una potenziale minaccia per la biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Secondo quanto raccolto da Greenpeace Italia, inoltre, il 70% di questi 17 Paesi \u00e8 governato da regimi non democratici, cio\u00e8 &#8220;autoritari&#8221; o &#8220;ibridi&#8221; secondo il <a href=\"https:\/\/www.eiu.com\/n\/campaigns\/democracy-index-2023\/;\">Democracy Index<\/a>; per il 76% si tratta di Paesi in cui il livello di pace \u00e8 \u201cmolto basso\u201d, \u201cbasso\u201d o \u201cmedio\u201d secondo il <a href=\"https:\/\/www.visionofhumanity.org\/maps\/#\/\">Global Peace Index<\/a>; il 70% sono Paesi nei quali le violazioni dei diritti dei lavoratori sono \u201cregolari\u201d, se non \u201csistematiche\u201d o addirittura in un contesto di \u201cnessuna garanzia dei diritti\u201d secondo il <a href=\"https:\/\/issuu.com\/ituc\/docs\/en_2023_ituc_global_rights_index#:~:text=The%20ITUC%20Global%20Rights%20Index,year%20from%20April%20to%20March\">Global Right Index<\/a>, e per il 70% si tratta di Paesi al di sotto della media mondiale in termini di corruzione percepita secondo il <a href=\"https:\/\/www.transparency.org\/en\/cpi\/2023\">Corruption Perceptions Index<\/a>. In particolare, si segnalano le licenze ottenute da ENI nelle acque al largo della Striscia di Gaza nelle prime settimane dei bombardamenti israeliani.<\/p>\n\n<p>\u00abL\u2019alta percentuale di progetti localizzati in Paesi autoritari, in guerra, con scarse tutele dei lavoratori e alti livelli di corruzione dimostra come ENI non si preoccupi del rischio di alimentare situazioni di repressione politica, violazione dei diritti umani e di conflitto armato\u00bb, dice Sofia Basso della campagna Pace e Disarmo di Greenpeace Italia. \u00ab\u00c8 ormai evidente che una transizione energetica vera e giusta non risolverebbe solo l\u2019emergenza climatica, ma <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/17113\/eastmed-una-bomba-ad-orologeria-contro-il-clima-e-la-pace-2\/\">anche tante crisi geopolitiche che minacciano la sicurezza globale<\/a>\u00bb.<\/p>\n\n<p>Leggi <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/24182\/eni-bomba-climatica-contro-la-pace-e-i-diritti\/\">il repor integrale<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo rapporto di Greenpeace Italia sulle attivit\u00e0 di esplorazione ed estrazione di gas e petrolio di ENI mostra come, dei 767 progetti in cui \u00e8 attualmente coinvolta a livello&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":13668,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[29,32,49],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-24187","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-clima","tag-energia","tag-pace","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24187"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24187\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24189,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24187\/revisions\/24189"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24187"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=24187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}