{"id":24304,"date":"2024-07-30T12:21:27","date_gmt":"2024-07-30T10:21:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24304"},"modified":"2024-07-30T12:21:33","modified_gmt":"2024-07-30T10:21:33","slug":"nuovo-studio-greenpeace-su-media-e-clima-cala-attenzione-su-crisi-climatica-un-quarto-delle-notizie-sui-tg-alimenta-opposizione-a-transizione-ecologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/24304\/nuovo-studio-greenpeace-su-media-e-clima-cala-attenzione-su-crisi-climatica-un-quarto-delle-notizie-sui-tg-alimenta-opposizione-a-transizione-ecologica\/","title":{"rendered":"Nuovo studio Greenpeace su media e clima: \u00abCala attenzione su crisi climatica, un quarto delle notizie sui tg alimenta opposizione a transizione ecologica\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"708\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers-1024x708.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17517\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers-1024x708.jpeg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers-300x207.jpeg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers-768x531.jpeg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers-1536x1062.jpeg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers-492x340.jpeg 492w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/04\/fbdf494c-newspapers.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Sui principali quotidiani e telegiornali italiani diminuisce la copertura della crisi climatica, ma aumenta lo spazio offerto a chi si oppone alla transizione ecologica, al punto che il 25,5% delle notizie trasmesse dai TG nazionali diffonde argomentazioni critiche o contrarie alle azioni per il clima. \u00c8&nbsp;il quadro inquietante che emerge dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24237\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo rapporto che Greenpeace Italia ha commissionato all\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato, nel periodo fra gennaio e aprile 2024, come la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dai cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa) e dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7.<\/p>\n\n<p>La ricerca pubblicata oggi aggiorna il monitoraggio periodico di Greenpeace sull\u2019informazione dei cambiamenti climatici in Italia avviato nel 2022. I risultati mostrano che nel primo quadrimestre del 2024 sui&nbsp;<strong>telegiornali<\/strong>&nbsp;si parla del clima e della transizione energetica nel 2% delle notizie trasmesse, ma le notizie realmente dedicate alla crisi climatica sono in media lo appena lo 0,1% (circa una ogni dieci giorni per ciascun TG). Inoltre, un quarto delle notizie in cui si parla del clima veicola narrative di resistenza alle azioni necessarie per mitigare il riscaldamento globale, senza che peraltro siano mai messe in discussione. Gli argomenti principali sono i costi considerati eccessivi della transizione e il suo presunto carattere \u201cideologico\u201d, nonostante la comunit\u00e0 scientifica sia invece unanime nel sostenere la necessit\u00e0 di agire con urgenza. Il TG5 \u00e8 il telegiornale che ha dato pi\u00f9 spazio al riscaldamento del pianeta, mentre all\u2019opposto il TG La7 di Enrico Mentana ha parlato della crisi climatica una sola volta in quattro mesi.<\/p>\n\n<p>Nello stesso periodo, i principali&nbsp;<strong>quotidiani<\/strong>&nbsp;italiani hanno pubblicato&nbsp;in media 4,4 articoli al giorno in cui si fa almeno un accenno al clima e alla transizione energetica, ma gli articoli realmente dedicati alla crisi climatica sono in media appena uno ogni due giorni.&nbsp;Si conferma inoltre&nbsp;la dipendenza della stampa italiana dalle&nbsp;<strong>pubblicit\u00e0<\/strong>&nbsp;delle aziende pi\u00f9 inquinanti (compagnie del gas e del petrolio, dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche): con l\u2019eccezione di Avvenire, sugli altri quotidiani nel periodo in esame si arriva a una media quattro inserzioni pubblicitarie a settimana, pi\u00f9 degli articoli dedicati alla crisi climatica. Un\u2019ulteriore conferma arriva dal fatto che&nbsp;aziende e rappresentanti del mondo economico e finanziario costituiscono il 41% dei soggetti che trovano pi\u00f9 spazio nel racconto giornalistico&nbsp;del riscaldamento globale, staccando di gran lunga politici, esperti e scienziati, e ambientalisti.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha aggiornato la&nbsp;<strong>classifica dei principali quotidiani italiani<\/strong>: ancora una volta si avvicina alla sufficienza solo Avvenire (con 5,6 punti su 10), guadagna posizioni Il Sole 24 Ore grazie a una maggiore copertura della crisi climatica (3,8 punti), seguono con punteggi gravemente insufficienti Corriere della Sera (3,4), La Stampa (3,2) e la Repubblica (2,6). I giornali sono stati valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se citano i combustibili fossili tra le cause; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti.<\/p>\n\n<p>\u00abLa Terra si surriscalda sempre pi\u00f9 in fretta, ma l\u2019influenza del governo e delle aziende inquinanti sui principali media nazionali impedisce di cogliere la gravit\u00e0 della minaccia, nonostante l\u2019intensificarsi di alluvioni catastrofiche e di ondate di calore estreme che non risparmiano il nostro Paese\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abQuesto spiega anche perch\u00e9 su giornali e tv non si parla quasi mai dei combustibili fossili come causa della crisi climatica, e ancora meno delle aziende del gas e del petrolio come responsabili: in quattro mesi \u00e8 accaduto appena due volte sui quotidiani e una sola volta nei telegiornali, senza mai citare il colosso italiano ENI, campione di pubblicit\u00e0 infarcite di greenwashing\u00bb.<\/p>\n\n<p>Lo studia&nbsp;esamina&nbsp;anche le dichiarazioni sul clima e sulla transizione energetica rilasciate dai principali&nbsp;<strong>leader politici italiani<\/strong>&nbsp;su Facebook, sui quotidiani e sui telegiornali. I risultati&nbsp;del primo quadrimestre confermano che la crisi climatica resta marginale nel dibattito politico nazionale. Paradossalmente, sono i leader di destra a parlare di pi\u00f9 di clima su quotidiani e telegiornali, ma spesso per esprimere posizioni ambigue o apertamente critiche verso la transizione. Salvini si conferma il campione di resistenza alle azioni per il clima, seguito dalla premier Meloni e da Giorgetti. L\u2019elenco completo delle figure politiche&nbsp;analizzate&nbsp;comprende: Bonelli, Calenda, Conte, Fratoianni, Giorgetti, Lollobrigida, Magi, Meloni, Pichetto Fratin, Renzi, Salvini, Schlein e Tajani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un quadro inquietante emerge dal nuovo rapporto che Greenpeace Italia ha commissionato all&#8217;Osservatorio di Pavia per monitorare l&#8217;informazione sulla crisi climatica.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23076,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Media e clima, nuovo studio di Greenpeace: \"In Italia cala l'attenzione sulla crisi climatica\"","p4_og_description":"Un quarto delle notizie sui TG alimenta l'opposizione alla transizione ecologica. 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