{"id":24406,"date":"2024-08-07T13:20:47","date_gmt":"2024-08-07T11:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24406"},"modified":"2024-08-07T15:29:59","modified_gmt":"2024-08-07T13:29:59","slug":"mare-caldo-a-portofino-allarme-di-greenpeace-almeno-il-95-dei-fondali-ricoperto-di-mucillagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/24406\/mare-caldo-a-portofino-allarme-di-greenpeace-almeno-il-95-dei-fondali-ricoperto-di-mucillagine\/","title":{"rendered":"\u201cMare caldo\u201d a Portofino, allarme di Greenpeace: \u00abAlmeno il 95% dei fondali ricoperto di mucillagine\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/08\/cc04e29a-portofinositotorretta-20-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-24408\" style=\"width:744px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/08\/cc04e29a-portofinositotorretta-20-1.jpg 600w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/08\/cc04e29a-portofinositotorretta-20-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/08\/cc04e29a-portofinositotorretta-20-1-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n<p>Circa il 95-100% dei fondali tra i 15 e i 30 metri di profondit\u00e0 nell\u2019Area marina protetta di Portofino era ricoperto di mucillagine gi\u00e0 a fine giugno, con gravi rischi per la biodiversit\u00e0 che popola i fondali: \u00e8 quanto emerge dalle analisi sulle ultime rilevazioni subacquee effettuate da Greenpeace Italia in collaborazione con il DiSTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova nell\u2019ambito di \u201cMare Caldo\u201d, progetto che monitora gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini costieri di scogliera rocciosa.<\/p>\n\n<p>\u00abLe mucillagini hanno un impatto estremamente dannoso sulle comunit\u00e0 bentoniche, in particolare su coralli, bivalvi, coralligeno in generale e prateria di Posidonia, sospendendo i processi fisiologici di questi organismi\u00bb, spiega Valentina Di Miccoli della campagna Mare di Greenpeace Italia. \u00abAd esempio, la&nbsp;<em>Pinna nobilis<\/em>, ormai quasi estinta nel bacino del Mediterraneo, potrebbe scomparire definitivamente se ricoperta di mucillagine nelle rare zone dove si registra la presenza di pochi individui. Inoltre, la mucillagine pu\u00f2 danneggiare anche il settore della pesca e compromettere quello del turismo\u00bb.<\/p>\n\n<p>Le mucillagini, la cui abbondante presenza riscontrata nei nostri mari ha fatto notizia nelle ultime settimane, sono materiale organico particellare che forma uno strato gelatinoso sui fondali marini, ricoprendo tutte le specie che vivono a stretto contatto con il fondale. Determinate condizioni, come l\u2019aumento della temperatura delle acque, la bassa intensit\u00e0 del vento, ma anche l\u2019inquinamento e il carico di materia organica, possono contribuire a un eccesso di produzione di mucillagine da parte di alcune specie di alghe.<\/p>\n\n<p>\u00abLa mucillagine si forma in superficie ma poi cade sul fondo per effetto della gravit\u00e0 andando a ricoprire completamente gli organismi bentonici che vivono a stretto contatto con il substrato roccioso\u00bb, spiega Monica Montefalcone, del DISTAV dell\u2019Universit\u00e0 di Genova. \u00abGeneralmente questo fenomeno si osserva un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 nella stagione, dopo la comparsa del cosiddetto termoclino estivo, cio\u00e8 lo strato d\u2019acqua che separa le acque superficiali da quelle pi\u00f9 profonde e dove la temperatura subisce un rapido cambiamento. Al momento del nostro monitoraggio, gli organismi mostravano ancora un discreto stato di salute, ma se la mucillagine permarr\u00e0 per tutta l\u2019estate, \u00e8 probabile che molti di essi cominceranno a soffocare e moriranno a inizio autunno\u00bb.<\/p>\n\n<p>\u00abLe gorgonie \u2013 continua Montefalcone \u2013 sono risultate gli organismi maggiormente colpiti nell\u2019area marina protetta di Portofino, nei siti di Isuela e Torretta da noi monitorati: si presentavano ricoperte in abbondanza da mucillagine al di sopra dei 30 metri, mentre al di sotto si trovavano fortunatamente ancora in buono stato. Ma il rischio \u00e8 che gli aggregati di mucillagine continuino a cadere e impattino anche le colonie situate a maggiori profondit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n<p>Secondo Greenpeace, per proteggere il Mediterraneo servono misure adeguate per mitigare gli effetti negativi delle attivit\u00e0 antropiche e l\u2019istituzione di un maggior numero di aree marine protette, al momento l\u2019unico strumento efficace per salvaguardare la biodiversit\u00e0 dei nostri mari.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grave rischio per la biodiversit\u00e0 dell&#8217;area marina protetta. 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