{"id":24892,"date":"2024-09-30T16:36:03","date_gmt":"2024-09-30T14:36:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24892"},"modified":"2024-09-30T16:44:26","modified_gmt":"2024-09-30T14:44:26","slug":"con-il-ddl-sicurezza-il-governo-reprime-il-dissenso-e-la-resistenza-passiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/24892\/con-il-ddl-sicurezza-il-governo-reprime-il-dissenso-e-la-resistenza-passiva\/","title":{"rendered":"Con il DDL sicurezza il governo reprime il dissenso e la resistenza passiva"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/09\/b925b274-11-3-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-24896\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/09\/b925b274-11-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/09\/b925b274-11-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/09\/b925b274-11-3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/09\/b925b274-11-3-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/09\/b925b274-11-3.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Il disegno di legge sulla sicurezza, approvato dalla Camera il 18 settembre, introduce diverse misure mirate a <strong>potenziare la repressione<\/strong>, inasprendo le pene gi\u00e0 esistenti e <strong>istituendo nuovi reati<\/strong> legati all&#8217;ordine pubblico.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il decreto non punisce solo gli ambientalisti<\/strong><\/h2>\n\n<p>Tra le principali novit\u00e0, l&#8217;introduzione di pene pi\u00f9 severe per chi mette in atto forme di <strong>resistenza passiva in carcere e nei centri per migranti<\/strong>, con condanne previste fino a cinque anni. Questa \u201cprima volta\u201d nella repressione della resistenza passiva rischia di divenire un precedente che permetter\u00e0, in futuro, di punire ogni forma di disobbedienza a qualunque ordine ed in qualunque ambito (cos\u00ec come il Daspo, nato negli stadi per reprimere gli ultras, \u00e8 stato poi esteso agli ambiti urbani ed \u00e8 oggi uno strumento di repressione amministrativa buono per tutte le forme di disagio e\/o di dissenso).<\/p>\n\n<p>Il nuovo ddl Sicurezza rende poi <strong>facoltativo<\/strong>, anzich\u00e9 obbligatorio,<strong> il rinvio della pena per donne incinte o con figli sotto l&#8217;anno<\/strong>, facilitando cos\u00ec la loro incarcerazione. Nonostante il governo affermi che questa misura sia mirata a colpire le \u201cborseggiatrici rom\u201d accusate di sfruttare la maternit\u00e0 per evitare il carcere, la realt\u00e0 \u00e8 che queste donne rappresentano solo una piccola parte del problema, mentre la norma compromette la <strong>tutela dei minori<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Vengono anche inasprite le pene per i <strong>danni di imbrattamento e danneggiamento di edifici pubblici<\/strong> durante manifestazioni e inserite aggravanti <strong>per chi protesta contro opere pubbliche strategiche<\/strong> come il Ponte sullo Stretto o la Tav. <\/p>\n\n<p>A ci\u00f2 si lega un\u2019ulteriore novit\u00e0 introdotta dal provvedimento, che trasforma il <strong>blocco stradale e ferroviario<\/strong>, anche quello pacifico, <strong>da semplice illecito amministrativo a vero e proprio reato penale<\/strong>: d\u2019ora in poi, chi vi prender\u00e0 parte, rischier\u00e0 fino a un mese di reclusione e una multa fino a 300 euro. Pi\u00f9 severe le pene laddove queste azioni avvengano durante manifestazioni collettive, caso in cui il periodo di reclusione pu\u00f2 essere esteso a due anni.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La resistenza \u00e8 arrivata nelle piazze<\/strong><\/h2>\n\n<p>La reazione delle associazioni sindacali, dei gruppi ambientalisti <a href=\"https:\/\/www.indifesadi.org\/2024\/09\/24\/in-difesa-di-democrazia-verso-la-manifestazione-nazionale-a-roma-il-25-settembre\/\">e della societ\u00e0 civile<\/a> ma anche di giuristi e magistrati non si \u00e8 fatta attendere. Molti di loro, infatti, negli scorsi giorni si sono mobilitati prendendo parte alle manifestazioni di denuncia contro il decreto, definendolo un chiaro esempio di <strong>populismo penale,<\/strong> basato sull\u2019istituzione di reati <em>ad hoc<\/em> che non solo potrebbero essere giudicati incostituzionali ma che offrono <strong>soluzioni penali a problematiche tipicamente sociali<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>La resistenza al ddl \u00e8 scesa in piazza: lo scorso <strong>25 settembre <\/strong>in tutta Italia si sono tenuti numerosi presidi per opporsi a un provvedimento ritenuto <strong>una minaccia per la democrazia<\/strong>. Tra le manifestazioni pi\u00f9 partecipate, quella in Piazza d&#8217;Italia a <strong>Roma<\/strong>, accompagnata da un <strong>presidio organizzato da Cgil e Uil davanti al Senato, a cui ha aderito anche Greenpeace<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Criminalizzazione del dissenso: \u201cun ddl liberticida\u201d<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il rischio \u00e8 che le persone si sentano pi\u00f9 intimidite, anzich\u00e9 pi\u00f9 sicure. E <strong>che ad aumentare non sia la sicurezza, ma la repressione<\/strong>. Non a caso le opposizioni hanno ribattezzato questo provvedimento \u201cddl liberticida\u201d.<\/p>\n\n<p>Le nuove aggravanti penali introdotte confermano la volont\u00e0 del governo di <strong>criminalizzare il diritto a manifestare<\/strong>, e si inseriscono nella scia di decreti varati in passato, come il ddl Caivano e il \u201cdecreto rave\u201d, che con questo condividevano il tentativo del governo di <strong>reprimere il dissenso in ogni sua forma<\/strong> con strumenti punitivi (alcuni giuristi hanno parlato per questo di un approccio basato sul <strong>\u201cpanpenalismo\u201d<\/strong>). <\/p>\n\n<p><strong>La tendenza all<\/strong>\u2019<strong>intimidazione e alla punizione penale<\/strong> era gi\u00e0 emersa chiaramente quando, lo scorso marzo, il tribunale di Roma aveva confermato la condanna <strong>a otto mesi di reclusione<\/strong> per i tre attivisti e attiviste di <strong>Ultima Generazione<\/strong> che il 2 gennaio 2023 avevano imbrattato con vernice lavabile la sede del Senato, chiedendo il pagamento di una multa preliminare da 60mila euro.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il futuro della disobbedienza civile \u00e8 a rischio<\/strong><\/h2>\n\n<p>A destare pi\u00f9 inquietudine tra i reati introdotti dal ddl sicurezza \u00e8 quello che punisce chiunque pratichi forme di <strong>resistenza passiva<\/strong> <strong>nelle carceri o nei CPR<\/strong>, i centri di permanenza per i rimpatri dove vengono detenuti i migranti. Questa novit\u00e0 nella repressione del dissenso, (che prevede <strong>pene fino a 20 anni<\/strong>)&nbsp; potrebbe creare un <strong>pericoloso precedente<\/strong>, aprendo la strada alla <strong>penalizzazione di qualsiasi forma di disobbedienza civile<\/strong>, indipendentemente dal contesto. Si \u00e8 parlato, per questo, di <strong>norme \u201canti gandhi\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>A pagare il conto, come al solito, sono le categorie meno tutelate<\/strong><\/h2>\n\n<p>Il pericolo insito in questo decreto, non ancora approvato in via definitiva e comunque, in potenza, soggetto al vaglio della Corte Costituzionale, va ben oltre il contenuto delle singole disposizioni: contribuisce a <strong>normalizzare <\/strong>una retorica che legittima <strong>la violenza contro categorie gi\u00e0 marginalizzate o sempre pi\u00f9 esposte, come donne, migranti, detenuti e attivisti<\/strong>. <\/p>\n\n<p>Davanti a questo tentativo autoritario di soffocare le voci, spesso gi\u00e0 vulnerabili, di chi esprime dissenso, non possiamo rimanere in silenzio. In democrazia, <strong>il dissenso e la protesta pacifica devono essere strumenti legittimi di espressione<\/strong>, soprattutto per chi, come gli <strong>attivisti ambientali<\/strong>, lotta per la <strong>giustizia climatica e sociale<\/strong> a livello globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad essere colpiti dall&#8217;inasprimento delle pene e dai nuovi reati non sono solo gli ambientalisti, ma anche migranti, detenuti e donne incinta.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":24893,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Con il DDL sicurezza il governo reprime il dissenso e la resistenza passiva","p4_og_description":"Il disegno di legge sulla sicurezza introduce diverse misure mirate a potenziare la repressione, inasprendo le pene gi\u00e0 esistenti e istituendo nuovi reati legati all'ordine pubblico. 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