{"id":24969,"date":"2024-10-02T15:21:17","date_gmt":"2024-10-02T13:21:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=24969"},"modified":"2024-10-03T15:24:42","modified_gmt":"2024-10-03T13:24:42","slug":"in-italia-gli-allevamenti-intensivi-causano-50mila-morti-premature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/24969\/in-italia-gli-allevamenti-intensivi-causano-50mila-morti-premature\/","title":{"rendered":"In Italia l&#8217;inquinamento degli allevamenti intensivi causa 50mila morti premature"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/2e3ae6a1-unnamed.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-24970\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/2e3ae6a1-unnamed.png 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/2e3ae6a1-unnamed-300x200.png 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/2e3ae6a1-unnamed-768x512.png 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/2e3ae6a1-unnamed-510x340.png 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Oggi in occasione della Giornata Mondiale per gli Animali negli Allevamenti, la coalizione \u201cOltre gli allevamenti intensivi. Per una transizione agro-ecologica della zootecnia\u201d pone i riflettori sul sistema intensivo di produzione di carne e denuncia: l\u2019entit\u00e0 degli impatti sull\u2019ambiente e sulla salute delle persone \u00e8 proporzionale al numero degli animali allevati.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Dati ISPRA rivelano che gli allevamenti intensivi sono causa del 75% di tutte le emissioni di ammoniaca in Italia, la seconda fonte di formazione di polveri sottili nel nostro Paese, che ogni anno in Italia causano circa 50.000 morti premature in Italia, in particolare in Pianura Padana, territorio non a caso con una massiccia presenza di allevamenti intensivi. Nell\u2019intero comparto dell\u2019agricoltura, il 79% delle emissioni di gas serra si deve agli allevamenti di animali destinati al consumo umano, che generano circa il 40% delle emissioni globali di metano.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Gli impatti ambientali, economici, sociali e sanitari degli allevamenti intensivi sono enormi e non pi\u00f9 sostenibili: dall\u2019utilizzo delle superfici agricole per la produzione di mangimi (circa due terzi dei cereali commercializzati in Europa si trasformano in mangime e circa il 70% dei terreni agricoli europei \u00e8 destinato all\u2019alimentazione animale), all\u2019enorme quantit\u00e0 di inquinanti come l\u2019emissione di ammoniaca e metano nell\u2019aria e nitrati nel suolo e nelle acque. La zootecnia industriale comporta la presenza di un elevato numero di animali in uno spazio ristretto, creando inoltre un ambiente favorevole al proliferare di virus e zoonosi. Senza dimenticare il consumo considerevole di acqua e la produzione di enormi quantit\u00e0 di escrementi animali da smaltire.\u202f&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cTutti questi numeri resi disponibili dalla ricerca scientifica e ambientale \u2013 fanno notare le Associazioni &#8211; rendono evidente l\u2019urgenza di avviare a livello globale, nell\u2019Unione Europea e nel nostro Paese una transizione della zootecnia intensiva verso modelli di allevamento agroecologici, anche a difesa delle piccole aziende, travolte anch\u2019esse dal modello attuale: in poco pi\u00f9 di 10 anni l\u2019Italia ha infatti perso quasi il 40 per cento delle sue \u2018piccole aziende\u2019 mentre sono cresciute quelle pi\u00f9 grandi che spesso adottano metodi pi\u00f9 intensivi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Le associazioni concludono che \u201canche per questo il cambiamento deve partire da un freno all\u2019ulteriore espansione degli allevamenti intensivi e passare per una progressiva riduzione del numero di animali allevati. Serve una moratoria sull\u2019apertura di nuovi allevamenti intensivi e sull\u2019aumento del numero di animali allevati in quelli gi\u00e0 esistenti, in particolare nelle zone pi\u00f9 inquinate dagli allevamenti intensivi, come molte aree della Pianura Padana\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per questo, le Associazioni Greenpeace Italia, ISDE Medici per l\u2019Ambiente, Lipu, Terra! e WWF hanno presentato a febbraio una proposta di legge, accompagnata da un manifesto, per cambiare il sistema degli allevamenti intensivi. Dopo essere passata al vaglio degli uffici legislativi, la proposta di legge \u201cOltre gli allevamenti intensivi. Per una transizione agro-ecologica della zootecnia\u201d \u00e8 stata pubblicata sul sito della Camera dei deputati il 23 luglio scorso, con le firme di 21 parlamentari di cinque diversi gruppi politici. Per incoraggiare la transizione ecologica delle grandi e medie aziende e rendere protagoniste le piccole aziende agricole, riconoscendo il giusto prezzo ai piccoli produttori e garantendo ai consumatori l\u2019accesso a cibi sani e di qualit\u00e0, la proposta di legge prevede un piano di riconversione del comparto, finanziato con un fondo dedicato.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Le cinque Associazioni attendono ora che il testo venga calendarizzato per essere discusso alla Camera e per stimolare il dibattito su questo importante tema organizzano un incontro il prossimo 24 ottobre a Roma, presso il Centro Congressi Cavour, dalle ore 14.30 alle 18.00, al quale sono invitati il Ministro dell\u2019Agricoltura Francesco Lollobrigida e il Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera On. Mirco Carloni.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>La transizione agro-ecologica degli allevamenti intensivi rappresenta una priorit\u00e0 anche alla luce dei contenuti del documento del \u201cDialogo strategico sul futuro dell&#8217;agricoltura nell&#8217;UE\u201d, presentato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen il 4 settembre scorso. Si tratta di idee che guideranno il lavoro della Commissione europea nella definizione di una nuova visione per l&#8217;agricoltura e l&#8217;alimentazione nei 27 Paesi membri. L\u2019Italia, con l\u2019approvazione della proposta di legge \u201cOltre gli allevamenti intensivi. Per una transizione agro-ecologica della zootecnia\u201d, ha l\u2019opportunit\u00e0 di essere l\u2019avanguardia del cambiamento dei modelli di gestione degli animali negli allevamenti, per garantire la salute delle persone e dell\u2019ambiente insieme al benessere degli animali allevati.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comunicato congiunto di Greenpeace, ISDE Medici per l\u2019Ambiente, Lipu, Terra! e WWF per denunciare il sistema degli allevamenti intensivi.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":21799,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Gli allevamenti intensivi contribuiscono a causare 50mila morti","p4_og_description":"In occasione della Giornata Mondiale per gli Animali negli Allevamenti, le Associazioni Greenpeace Italia, ISDE Medici per l\u2019Ambiente, Lipu, Terra! e WWF evidenziano numeri e impatti degli allevamenti intensivi.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[42,27],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-24969","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-allevamenti","tag-agricoltura","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24969"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24969\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24974,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24969\/revisions\/24974"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24969"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=24969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}