{"id":25051,"date":"2024-10-09T11:20:57","date_gmt":"2024-10-09T09:20:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=25051"},"modified":"2024-10-09T11:22:48","modified_gmt":"2024-10-09T09:22:48","slug":"greenpeace-emissioni-di-metano-delle-grandi-aziende-di-carne-e-latticini-comparabili-a-quelle-delle-aziende-fossili-tagli-nel-settore-potrebbero-rallentare-drasticamente-il-riscaldamento-globale-in","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/25051\/greenpeace-emissioni-di-metano-delle-grandi-aziende-di-carne-e-latticini-comparabili-a-quelle-delle-aziende-fossili-tagli-nel-settore-potrebbero-rallentare-drasticamente-il-riscaldamento-globale-in\/","title":{"rendered":"Greenpeace: emissioni di metano delle grandi aziende di carne e latticini comparabili a quelle delle aziende fossili."},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c95db3e9-allevamento-intensivo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25055\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c95db3e9-allevamento-intensivo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c95db3e9-allevamento-intensivo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c95db3e9-allevamento-intensivo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c95db3e9-allevamento-intensivo-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c95db3e9-allevamento-intensivo.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Secondo un&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/25045\/limpronta-climatica-delle-grandi-aziende-di-carne-e-latticini-focus-sul-metano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo rapporto<\/a>&nbsp;di Greenpeace Nordic, le emissioni stimate di metano di 29 grandi aziende produttrici di carne e latticini a livello mondiale, che includono il gruppo italiano Cremonini, sono comparabili a quelle delle 100 maggiori aziende del settore dei combustibili fossili. Si tratta di un contributo significativo alla crisi climatica perch\u00e9, nel breve periodo, il metano \u00e8 un gas a effetto serra ancora pi\u00f9 potente dell\u2019anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>).<\/p>\n\n<p>La buona notizia \u00e8 che, secondo l\u2019analisi dell&#8217;associazione ambientalista, una riduzione nella sovrapproduzione e nel consumo eccessivo di carne e latticini nei Paesi a medio e alto reddito potrebbe rallentare il riscaldamento del pianeta, facendoci guadagnare un po\u2019 di tempo per compiere l\u2019indispensabile transizione energetica dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Questo richiede per\u00f2 una rapida e giusta transizione anche del sistema alimentare verso una dieta a base prevalentemente vegetale, in linea con le raccomandazioni di&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.thelancet.com\/journals\/lancet\/article\/PIIS0140-6736(18)31788-4\/abstract\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>EAT-Lancet Planetary Health<\/em><\/a><em>.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n<p>Ridurre le emissioni legate a carne e latticini porterebbe infatti a un effetto raffreddamento della temperatura media globale di 0,12\u00b0C entro il 2050, cio\u00e8 a una riduzione del 37% del riscaldamento aggiuntivo previsto per la met\u00e0 del secolo legato al settore, pari a 0,32\u00b0C. Queste nuove proiezioni si basano sullo scenario di&nbsp;<a href=\"https:\/\/openknowledge.fao.org\/server\/api\/core\/bitstreams\/2c6bd7b4-181e-4117-a90d-32a1bda8b27c\/content\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>business-as-usual<\/em><\/a>&nbsp;dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura (FAO).<\/p>\n\n<p>Sarebbe un risultato molto importante perch\u00e9 quando si parla di crisi climatica ogni frazione di grado in pi\u00f9 o in meno conta: si stima per esempio che per ogni 0,3\u00b0C di riscaldamento evitato si&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41893-023-01132-6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">potrebbe ridurre l&#8217;esposizione al caldo estremo per 410 milioni di persone<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abPer tanto tempo abbiamo osservato la crescita senza freni delle grandi aziende di carne e latticini, come se il settore fosse in qualche modo esente da responsabilit\u00e0 verso la crisi climatica, ma non \u00e8 affatto cos\u00ec\u00bb,&nbsp;dichiara&nbsp;<strong>Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura di Greenpeace Italia<\/strong>.&nbsp;\u00abSiamo spesso stati messi di fronte a una realt\u00e0 nella quale sono gli allevatori o i consumatori a dover cambiare, mentre queste aziende decidono cosa gli agricoltori devono produrre, quanto devono essere pagati e cosa noi dobbiamo mangiare. Ora per\u00f2 sappiamo che un cambiamento del sistema \u00e8 possibile\u00bb.<\/p>\n\n<p>Per tenere alta l\u2019attenzione sul tema, in vista del summit mondiale sul clima delle nazioni Unite di novembre (COP29), attiviste e attivisti di Greenpeace in tutto il mondo hanno gi\u00e0 intrapreso numerose azioni contro l&#8217;industria della carne e dei prodotti lattiero-caseari, prendendo di mira attori globali. L\u2019obiettivo \u00e8 rendere visibili, mediante fumogeni rosa, le emissioni di metano di queste aziende e denunciare i tentativi di greenwashing dei giganti del settore per nascondere il loro impatto ambientale, proponendo false soluzioni, a volte con la complicit\u00e0 di governi che troppo spesso antepongono i loro interessi anzich\u00e9 la sicurezza di milioni di persone esposte ai rischi della crisi climatica.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nel rapporto \u00e8 presente anche il gruppo italiano Cremonini che, tramite la controllata Inalca, \u00e8 uno dei maggiori player europei per la produzione di carne bovina, nonch\u00e9 numero uno in Italia nel settore. Tra gli altri, il gruppo Cremonini controlla numerosi marchi nazionali, come Montana, Manzotin, Fiorani e Montagna. Nel 2022 ha commercializzato complessivamente quasi 480 mila tonnellate di carne. Di queste, oltre 200 mila tonnellate di carne bovina sono state macellate direttamente da Inalca nei propri stabilimenti, mentre oltre 230 mila tonnellate di carne bovina e 40 mila tonnellate di carne suina sono state acquistate presso terzi, per un totale di emissioni stimate pari a 0,32 megatonnellate di metano.<\/p>\n\n<p>\u00abI governi devono guidare gli investimenti e le politiche per avviare il cambiamento\u00bb, aggiunge&nbsp;<strong>Ferrario<\/strong>. \u00abAbbandonando la sovrapproduzione e il consumo eccessivo di carne e latticini, sostenendo gli agricoltori e i lavoratori del settore in una giusta transizione. E cos\u00ec facendo, salvando milioni di vite limitando il riscaldamento globale\u00bb.<\/p>\n\n<p>Gli scienziati concordano sul fatto che il metano, un gas a effetto serra 80 volte pi\u00f9 potente dell&#8217;anidride carbonica (CO<sub>2<\/sub>) nell\u2019arco di 20 anni dall\u2019emissione, deve diminuire rapidamente gi\u00e0 in questo decennio per prevenire gli effetti pi\u00f9 gravi della crisi climatica. Nonostante la comunit\u00e0 scientifica indichi negli allevamenti la pi\u00f9 grande fonte di metano di origine antropica, finora il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.unep.org\/resources\/report\/eye-methane-international-methane-emissions-observatory-2022-report\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Global Methane Pledge (GMP)<\/a>, lanciato nel 2021 alla COP26, si \u00e8 concentrato solo sulla richiesta di ridurre le emissioni di metano nel settore dei combustibili fossili, senza imporre una drastica e necessaria limitazione anche alle grandi aziende industriali di carne e latticini.<\/p>\n\n<p><strong>CONTATTI:<\/strong><\/p>\n\n<p>Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura,&nbsp;348.3988616Ufficio Stampa Greenpeace Italia,&nbsp;342.5532207<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A confermarlo \u00e8 il nuovo studio di Greenpeace Nordic, che include anche il gruppo italiano Cremonini.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":25056,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Le emissioni di metano delle grandi aziende di carne e latticini sono comparabili a quelle delle industrie fossili","p4_og_description":"Secondo un\u00a0nuovo rapporto\u00a0di Greenpeace Nordic, le emissioni stimate di metano di 29 grandi aziende produttrici di carne e latticini a livello mondiale, che includono il gruppo italiano Cremonini, sono comparabili a quelle delle 100 maggiori aziende del settore dei combustibili fossili","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[42,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-25051","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-allevamenti","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25051","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25051"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25060,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25051\/revisions\/25060"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25051"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=25051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}