{"id":25141,"date":"2024-10-18T11:44:53","date_gmt":"2024-10-18T09:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=25141"},"modified":"2024-10-18T12:00:19","modified_gmt":"2024-10-18T10:00:19","slug":"spedizione-di-greenpeace-sul-lys-monte-rosa-perso-il-30-della-superficie-dei-ghiacciai-alpini-in-30-anni-a-riscio-la-risorsa-idrica-sempre-piu-scarsa-e-contaminata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/25141\/spedizione-di-greenpeace-sul-lys-monte-rosa-perso-il-30-della-superficie-dei-ghiacciai-alpini-in-30-anni-a-riscio-la-risorsa-idrica-sempre-piu-scarsa-e-contaminata\/","title":{"rendered":"Spedizione di Greenpeace sul Lys, Monte Rosa: \u00abPerso il 30% della superficie dei ghiacciai alpini in 30 anni. A rischio la risorsa idrica, sempre pi\u00f9 scarsa e contaminata\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-25142\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-2048x1363.jpg 2048w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/c6a21198-gp_ghiacciaio_lys_6-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Ghiacciai che arretrano e fondono a un ritmo allarmante, acque di fusione potenzialmente contaminate da sostanze inquinanti che mettono a rischio la biodiversit\u00e0 degli ecosistemi montani e vallivi: \u00e8 la prima fotografia che emerge dalla spedizione effettuata a met\u00e0 ottobre da Greenpeace Italia sul Ghiacciaio del Lys, in Valle d\u2019Aosta. L\u2019organizzazione ambientalista, insieme al Comitato Glaciologico Italiano e al Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, ha osservato gli effetti del cambiamento climatico e delle attivit\u00e0 antropiche su uno degli ultimi giganti bianchi dell\u2019arco alpino, nell\u2019ambito del progetto \u201cFino all\u2019ultima goccia\u201d.<\/p>\n\n<p>I ricercatori e il team di Greenpeace hanno documentato il notevole ritiro del Ghiacciaio del Lys, nel gruppo del Monte Rosa, che dai primi dell\u2019Ottocento a oggi ha perso quasi 2 km di lunghezza e presenta ormai tre-quattro corpi glaciali disconnessi. Una sorte comune agli altri ghiacciai alpini che si stima abbiano perso&nbsp;circa il 30% della loro superficie negli ultimi 30 anni.&nbsp;Una perdita non solo per gli ecosistemi montani, ma anche per le comunit\u00e0 a valle.<\/p>\n\n<p>\u00abI dati storici disponibili ci dicono che tra la met\u00e0 dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento i ghiacciai italiani erano all\u2019incirca un migliaio, con una superficie complessiva di 650 km\u00b2; oggi ne contiamo molti meno poich\u00e9 molti si sono estinti, e i rimanenti occupano solamente una superficie di 370 km\u00b2: una perdita di quasi il 50%\u00bb, osserva Luigi Perotti, Segretario del Comitato Glaciologico Italiano. \u00abL\u2019innalzamento delle temperature e la fusione dei ghiacciai, accelerati negli ultimi 30 anni principalmente a causa delle attivit\u00e0 umane, stanno avendo e avranno ancor pi\u00f9 in futuro grandi ripercussioni sulla disponibilit\u00e0 della risorsa idrica e sulla sua stagionalit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n<p>\u00abI ghiacciai, come quello del Lys, sono sentinelle del cambiamento climatico, conservano le tracce del nostro passato e sono importanti riserve d\u2019acqua. Per questo occorre studiarli e proteggerli dagli impatti dei cambiamenti climatici e dell&#8217;inquinamento urbano, da agricoltura intensiva e da produzioni industriali, che riesce ad arrivare fino a quote cos\u00ec elevate\u00bb, dichiara&nbsp;Simona Savini di Greenpeace Italia. \u00abCon il nostro progetto \u201cFino all\u2019ultima goccia\u201d vogliamo chiedere impegni concreti a governi e aziende, per ripensare il nostro modello produttivo e ridurre le emissioni climalteranti e l\u2019inquinamento. Proteggendo i ghiacciai, proteggiamo anche la nostra acqua e con essa il nostro futuro\u00bb.<\/p>\n\n<p>Durante la spedizione, sono stati anche prelevati campioni dalle acque di fusione del Lys, per analizzare la presenza di possibili residui di PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) e di fitofarmaci, per indagare&nbsp;come l\u2019inquinamento e l\u2019agricoltura intensiva possano avere impatti persino in alta quota. Un inquinamento che si diffonde anche attraverso le precipitazioni, nelle quali la presenza di nitrati, provenienti principalmente dal traffico veicolare e dall\u2019uso di fertilizzanti&nbsp;in pianura, viene monitorata presso l\u2019Istituto Scientifico Angelo Mosso, in collaborazione con il CNR IRSA, come illustrato dal Professor Michele Freppaz durante la spedizione.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abCambiamento climatico e riscaldamento globale stanno accelerando la fusione glaciale, rilasciando non solo acque di fusione, ma anche contaminanti ambientali rimasti intrappolati nei ghiacci a volte per decenni\u00bb, spiega Marco Parolini, del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Milano. \u00abSono molecole \u201cstoriche\u201d, come il DDT ormai vietato e altri fitofarmaci utilizzati in agricoltura, o emergenti come i composti perfluoroalchilici (PFAS), estremamente reattive e potenzialmente pericolose per la salute degli organismi che popolano gli ecosistemi montani e vallivi: per questo \u00e8 molto importante indagarne e monitorarne la presenza\u00bb.<\/p>\n\n<p>Nei prossimi mesi, il progetto \u201cFino all\u2019ultima goccia\u201d promosso da Greenpeace Italia continuer\u00e0 a denunciare le cause e gli effetti della crisi climatica e della carenza idrica,&nbsp;attraverso una serie di ulteriori monitoraggi e di collaborazioni con la comunit\u00e0 scientifica, per contribuire a preservare la nostra acqua su un pianeta sempre pi\u00f9 caldo.<\/p>\n\n<p>CONTATTI<\/p>\n\n<p>Ufficio stampa Greenpeace Italia: +39 342 5532207<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Fino all&#8217;ultima goccia&#8221; abbiamo osservato gli effetti del cambiamento climatico su uno degli ultimi giganti bianchi dell\u2019arco alpino.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":25144,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"\"Fino all'ultima goccia\": Greenpeace sul Monte Rosa per monitorare lo stato dei ghiacciai alpini","p4_og_description":"I ricercatori e il team di Greenpeace hanno documentato il notevole ritiro del Ghiacciaio del Lys, nel gruppo del Monte Rosa.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-25141","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25141"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25147,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25141\/revisions\/25147"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25141"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=25141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}