{"id":25179,"date":"2024-10-22T10:34:17","date_gmt":"2024-10-22T08:34:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=25179"},"modified":"2024-10-22T10:34:22","modified_gmt":"2024-10-22T08:34:22","slug":"greenpeace-alla-cop16-di-questo-passo-proteggeremo-il-30-degli-oceani-nel-2100-invece-che-nel-2030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/25179\/greenpeace-alla-cop16-di-questo-passo-proteggeremo-il-30-degli-oceani-nel-2100-invece-che-nel-2030\/","title":{"rendered":"Greenpeace alla Cop16: \u00abDi questo passo, proteggeremo il 30% degli oceani nel 2100 invece che nel 2030\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"679\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/04\/c5835591-squali-oceano-pacifico-1024x679.jpg\" title=\"Uno squalo seta e altre forme di vita marina si aggirano intorno a un dispositivo di aggregazione dei pesci (FAD)\" alt=\"\" class=\"wp-image-23092\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/04\/c5835591-squali-oceano-pacifico-1024x679.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/04\/c5835591-squali-oceano-pacifico-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/04\/c5835591-squali-oceano-pacifico-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/04\/c5835591-squali-oceano-pacifico-510x338.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/04\/c5835591-squali-oceano-pacifico.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Mentre i governi hanno iniziato i colloqui alla COP16 delle Nazioni Unite sulla biodiversit\u00e0 a Cali, in Colombia, un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-international-stateless\/2024\/10\/b53a2f62-from-commitment-to-action-achieving-the-30x30-target-through-the-global-ocean-treaty.pdf?__hstc=188183927.7e020baadbbf41c091160f6355855fe9.1729583115171.1729583115171.1729583115171.1&amp;__hssc=188183927.1.1729583115171&amp;__hsfp=3964714263&amp;_ga=2.210323987.740036887.1729583114-66458108.1729583114\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto\u00a0<\/a>di Greenpeace International pubblicato ieri avverte che, al ritmo attuale, l&#8217;obiettivo di proteggere almeno il 30% degli oceani con aree marine protette (AMP) entro il 2030 (cosiddetto \u201cobiettivo 30&#215;30\u201d), concordato da tutti i governi alla COP15, non sar\u00e0 raggiunto prima del 2107.<\/p>\n\n<p>\u00abMancano sei anni al 2030 e ancora non \u00e8 stato fatto quasi nessun progresso verso la protezione del 30% degli oceani del mondo. Al ritmo attuale, non raggiungeremo il 30% di protezione in mare prima del prossimo secolo\u00bb, ha dichiarato Megan Randles, Policy Advisor di Greenpeace UK, presente alla COP16 sulla biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Il&nbsp;rapporto&nbsp;ha verificato lo stato di protezione della biodiversit\u00e0 marina, svelando che non \u00e8 stato fatto quasi nulla da quando \u00e8 stato raggiunto l\u2019accordo internazionale ed evidenzia i principali problemi che impediscono di raggiungere l&#8217;obiettivo 30&#215;30 nei tempi previsti.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nei trentadue anni trascorsi dal Vertice della Terra di Rio del 1992, in cui \u00e8 stata istituita la Convenzione per la diversit\u00e0 biologica,<strong>&nbsp;solo l&#8217;8,4% dell&#8217;oceano globale \u00e8 stato protetto<\/strong>. Di questo, soltanto il 2,7% risulta altamente protetto e sottoposto a rigide misure di conservazione, e la percentuale si riduce allo 0,9% per le aree d&#8217;alto mare, che sono al di fuori della giurisdizione nazionale. Per raggiungere il 30% nei prossimi sei anni, dovranno essere istituite ogni anno da qui alla fine del 2030 circa 23,5 aree marine protette delle dimensioni della&nbsp;Francia.<\/p>\n\n<p>La situazione non cambia in Italia, dove<strong>&nbsp;meno dell\u20191% dei mari italiani \u00e8 sottoposto a misure di tutela efficaci<\/strong>.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/24263\/mediterraneo-nuova-indagine-di-greenpeace-meno-dell1-dei-mari-italiani-e-davvero-protetto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Un\u2019indagine di Greenpeace Italia<\/a>&nbsp;pubblicata a luglio aveva evidenziato che solo le AMP e i Parchi Nazionali hanno regolamenti efficaci in grado di tutelare la biodiversit\u00e0 marina. Altre aree individuate e definite importanti per la loro biodiversit\u00e0, come ad esempio il Santuario Pelagos e i SIC (Siti di Interesse Comunitario), invece, rappresentano solo \u201cparchi di carta\u201d, aree in cui non vi \u00e8 nessuna azione di mitigazione degli impatti antropici.<\/p>\n\n<p>\u00abLe aree marine protette possono generare enormi benefici, sia da un punto di vista biologico che socio-economico-culturale per le comunit\u00e0 locali, ma in Italia sono ancora troppo poche. Chiediamo che ne vengano istituite di nuove in aree ecologicamente e biologicamente importanti e che soprattutto vengano ben gestite e monitorate nel tempo, con azioni di controllo diretto delle attivit\u00e0 di pesca e sfruttamento delle risorse\u00bb&nbsp;dichiara Valentina Di Miccoli, campaigner mare di Greenpeace Italia.&nbsp;\u00abL\u2019obiettivo del 30&#215;30 pu\u00f2 essere raggiunto solo con grandi sforzi sia nelle acque territoriali che in alto mare. I governi, incluso quello italiano, devono ratificare al pi\u00f9 presto il trattato ONU per la protezione degli oceani, che ad oggi vede solo 13 ratifiche delle 60 necessarie per farlo entrare in vigore\u00bb, continua Di Miccoli.<\/p>\n\n<p>La COP16 delle Nazioni Unite sulla biodiversit\u00e0 rappresenta un momento cruciale per bloccare la perdita di biodiversit\u00e0 in corso, e fare le giuste scelte per salvaguardare il pi\u00f9 grande patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 che abbiamo, gli oceani.<\/p>\n\n<p><strong><em>Valentina Di Miccoli \u00e8 disponibile per interviste (in italiano).&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p><strong><em>La delegazione di Greenpeace alla COP16 \u00e8 disponibile per interviste (in inglese).<\/em><\/strong><\/p>\n\n<p>CONTATTIUfficio stampa Greenpeace Italia,&nbsp;340 571 8019 \/ 342 5532207<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u00a0rapporto\u00a0di Greenpeace International avverte che, al ritmo attuale, l&#8217;obiettivo &#8220;30&#215;30\u201d non sar\u00e0 raggiunto prima del 2107.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":18771,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"L'allarme di Greenpeace sugli oceani alla COP16 sulla biodiversit\u00e0","p4_og_description":"I dati di un rapporto di Greenpeace International avverte che, al ritmo attuale, l'obiettivo 30x30 sar\u00e0 raggiunto nel 2107.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[22,18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-25179","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25179"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25181,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25179\/revisions\/25181"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25179"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25179"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25179"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=25179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}