{"id":25668,"date":"2024-11-26T10:46:20","date_gmt":"2024-11-26T09:46:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=25668"},"modified":"2024-11-26T10:50:01","modified_gmt":"2024-11-26T09:50:01","slug":"media-e-clima-nuovo-studio-greenpeace-sui-giornali-piu-pubblicita-di-aziende-inquinanti-che-articoli-sulla-crisi-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/25668\/media-e-clima-nuovo-studio-greenpeace-sui-giornali-piu-pubblicita-di-aziende-inquinanti-che-articoli-sulla-crisi-climatica\/","title":{"rendered":"Media e clima, nuovo studio Greenpeace: \u00abSui giornali pi\u00f9 pubblicit\u00e0 di aziende inquinanti che articoli sulla crisi climatica\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/11\/014651e1-gp0sttccl-1024x768.jpg\" title=\"Woman Living in Tingerup Collects Articles about Factory Farming, Denmark. \u00a9 Greenpeace \/ Wildlight \/ Selene Magnolia\" alt=\"\" class=\"wp-image-25669\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/11\/014651e1-gp0sttccl-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/11\/014651e1-gp0sttccl-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/11\/014651e1-gp0sttccl-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/11\/014651e1-gp0sttccl-453x340.jpg 453w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/11\/014651e1-gp0sttccl.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Greenpeace \/ Wildlight \/ Selene Magnolia<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Sui principali quotidiani e telegiornali italiani diminuisce ulteriormente l\u2019attenzione per la crisi climatica, mentre aumenta la dipendenza economica della stampa dalle pubblicit\u00e0 delle aziende inquinanti. Circa il 14% degli articoli e delle notizie trasmesse diffonde inoltre argomentazioni critiche o contrarie alle azioni per il clima, basate sul presunto carattere \u201cideologico\u201d e sui costi eccessivi della transizione energetica, nonostante la comunit\u00e0 scientifica sia invece unanime nel chiedere di agire con urgenza. \u00c8 il quadro che emerge dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/24237\/media-e-crisi-climatica-il-monitoraggio-periodico-di-greenpeace-su-quotidiani-e-tg-2024\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo rapporto che Greenpeace Italia ha commissionato all\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>, istituto di ricerca specializzato nell\u2019analisi della comunicazione. Lo studio ha esaminato, nel periodo fra maggio e agosto 2024, come la crisi climatica \u00e8 stata raccontata dai cinque quotidiani nazionali pi\u00f9 diffusi (Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore, Avvenire, La Stampa) e dai telegiornali serali delle reti Rai, Mediaset e La7.&nbsp;<\/p>\n\n<p>La ricerca pubblicata oggi aggiorna il monitoraggio periodico di Greenpeace sull\u2019informazione dei cambiamenti climatici in Italia avviato nel 2022. I risultati mostrano che nel secondo quadrimestre del 2024 sui&nbsp;<strong>telegiornali<\/strong>&nbsp;si \u00e8 parlato del clima e della transizione energetica in media una volta ogni due giorni, ma le notizie realmente dedicate alla crisi climatica sono state in media appena una ogni dieci giorni. Ancora meno si \u00e8 parlato di combustibili fossili come causa della crisi climatica: considerando tutti i TG esaminati, \u00e8 accaduto appena quattro volte in quattro mesi. Il TG5 si conferma il telegiornale che ha dato pi\u00f9 spazio al riscaldamento del pianeta, mentre all\u2019estremo opposto il TG La7 di Enrico Mentana ha parlato della crisi climatica appena una volta al mese.<\/p>\n\n<p>Nello stesso periodo, i principali&nbsp;<strong>quotidiani<\/strong>&nbsp;italiani hanno pubblicato in media 4,5 articoli al giorno in cui si fa almeno un accenno al clima e alla transizione energetica, ma gli articoli realmente dedicati alla crisi climatica sono stati in media appena uno ogni due giorni. Si accentua inoltre la dipendenza della stampa dalle&nbsp;<strong>pubblicit\u00e0<\/strong>&nbsp;delle aziende pi\u00f9 inquinanti (compagnie del gas e del petrolio, dell\u2019automotive, aeree e crocieristiche): con l\u2019eccezione di Avvenire, sugli altri quotidiani si arriva a una media di oltre cinque inserzioni pubblicitarie a settimana, pi\u00f9 degli articoli dedicati alla crisi climatica, addirittura pi\u00f9 di una al giorno su la Repubblica. Un\u2019ulteriore conferma arriva dal fatto che aziende e rappresentanti del mondo economico e finanziario costituiscono circa il 40% dei soggetti che trovano pi\u00f9 spazio nel racconto giornalistico del riscaldamento globale (e di questi, oltre un terzo sono aziende inquinanti), staccando di gran lunga politici, esperti e scienziati, e ambientalisti.<\/p>\n\n<p>In base ai risultati dello studio, Greenpeace ha aggiornato la&nbsp;<strong>classifica dei principali quotidiani italiani<\/strong>: ancora una volta si avvicina alla sufficienza solo Avvenire (con 5,4 punti su 10), seguito con punteggi molto bassi da la Repubblica (3,0), Corriere della Sera (2,8) La Stampa (2,8) e Il Sole 24 Ore (2,6). I giornali sono stati valutati mediante cinque parametri: 1) quanto parlano della crisi climatica; 2) se citano i combustibili fossili tra le cause; 3) quanta voce hanno le aziende inquinanti e 4) quanto spazio \u00e8 concesso alle loro pubblicit\u00e0; 5) se le redazioni sono trasparenti rispetto ai finanziamenti ricevuti dalle aziende inquinanti.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abTra maggio e agosto i media italiani si sono interessati della crisi climatica solo in occasione delle elezioni europee e quando le ondate di calore e la siccit\u00e0 hanno ricordato che gli eventi meteorologici estremi non risparmiano il nostro Paese\u00bb, dichiara Giancarlo Sturloni, responsabile della comunicazione di Greenpeace Italia. \u00abLo scarso interesse mediatico verso la crisi climatica \u00e8 tale che ormai sui giornali esaminati ci sono pi\u00f9 pubblicit\u00e0 di aziende inquinanti che articoli dedicati al riscaldamento globale. E per non dispiacere gli sponsor da cui dipendono per sopravvivere di molti quotidiani e televisioni, non si parla quasi mai di cause e responsabili, a partire dalle aziende fossili come ENI, campione di pubblicit\u00e0 e greenwashing\u00bb.<\/p>\n\n<p>Lo studia esamina anche le dichiarazioni sul clima e sulla transizione energetica rilasciate dai principali&nbsp;<strong>leader politici italiani<\/strong>&nbsp;su Facebook, sui quotidiani e sui telegiornali. I risultati del secondo quadrimestre confermano che la crisi climatica resta marginale nel dibattito politico nazionale, nonostante il periodo esaminato coincidesse con le elezioni europee. Il ministro dell\u2019Ambiente Pichetto Fratin \u00e8 il politico che pi\u00f9 parla di clima, seguito da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra e dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che si conferma la voce che pi\u00f9 apertamente osteggia le azioni per il clima. L\u2019elenco completo delle figure politiche analizzate comprende: Bonelli, Calenda, Conte, Fratoianni, Giorgetti, Lollobrigida, Magi, Meloni, Pichetto Fratin, Renzi, Salvini, Schlein e Tajani.<\/p>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia cala ancora l&#8217;attenzione per il tema e aumentano la dipendenza dalle aziende inquinanti e le argomentazioni contro la transizione energetica: \u00e8 il quadro che emerge dall&#8217;analisi commissionata all&#8217;Osservatorio di Pavia<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":25669,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Media e clima, nuovo studio di Greenpeace","p4_og_description":"Sui giornali pi\u00f9 pubblicit\u00e0 di aziende inquinanti che articoli sulla crisi climatica: \u00e8 quanto emerge dall'analisi commissionata all'Osservatorio di Pavia","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-25668","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25668"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25673,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25668\/revisions\/25673"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25669"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25668"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=25668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}