{"id":26177,"date":"2025-01-22T11:02:20","date_gmt":"2025-01-22T10:02:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26177"},"modified":"2025-01-22T11:02:25","modified_gmt":"2025-01-22T10:02:25","slug":"greenpeace-presenta-la-prima-mappa-della-contaminazione-da-pfas-delle-acque-potabili-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/26177\/greenpeace-presenta-la-prima-mappa-della-contaminazione-da-pfas-delle-acque-potabili-italiane\/","title":{"rendered":"Greenpeace presenta la prima mappa della contaminazione da PFAS delle acque potabili italiane"},"content":{"rendered":"\n<p>I PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) sono presenti nel 79% dei campioni di acqua potabile analizzati da Greenpeace Italia nell\u2019ambito dell&#8217;indagine indipendente \u201cAcque Senza Veleni\u201d. L\u2019organizzazione ambientalista, che tra settembre e ottobre 2024 ha raccolto campioni in 235 citt\u00e0 di tutte le Regioni e le province autonome, ha presentato oggi a Roma la prima mappa della contaminazione da PFAS nelle acque potabili in Italia. Le molecole pi\u00f9 diffuse sono risultate, nell\u2019ordine, il cancerogeno PFOA (nel 47% dei campioni), seguito dal composto a catena ultracorta TFA (in 104 campioni, il 40% del totale, presente in maggiori quantit\u00e0 in tutti quei campioni in cui \u00e8 stato rilevato) e dal possibile cancerogeno PFOS (in 58 campioni, il 22% del totale).\u00a0<\/p>\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/26152\/la-prima-mappa-della-contaminazione-da-pfas-in-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi il report integrale e le schede di tutte le regioni e province autonome.<\/a><\/strong><\/p>\n\n<p>L\u2019analisi dei 260 campioni dimostra una diffusa presenza di questi composti pericolosi, con almeno tre campioni positivi per ogni Regione, eccezion fatta per la Valle d\u2019Aosta in cui sono stati prelevati solo due campioni. Livelli elevati si registrano in Lombardia (ad esempio in quasi tutti i campioni prelevati a Milano) e in numerosi comuni del Piemonte (Torino, Novara, alcuni comuni dell\u2019alessandrino, ma anche Bussoleno in Valle di Susa), del Veneto (anche in comuni fuori dall\u2019area rossa gi\u00e0 nota per essere tra le pi\u00f9 contaminate d\u2019Europa, come Arzignano, Vicenza, Padova e Rovigo), dell\u2019Emilia-Romagna (Ferrara, Comacchio, Reggio Emilia), della Liguria (Genova, Rapallo, Imperia), della Toscana (Arezzo, Lucca, Prato), della Sardegna (Olbia, Sassari e Cagliari) e Perugia in Umbria.<\/p>\n\n<p>Nonostante l\u2019Italia ospiti alcuni dei pi\u00f9 gravi casi di contaminazione dell\u2019intero continente europeo (in parti del Veneto e del Piemonte) a oggi i controlli sui PFAS nelle acque potabili sono per lo pi\u00f9 assenti o limitati a poche aree geografiche. A partire dall\u2019inizio del 2026, entrer\u00e0 in vigore in Italia la direttiva europea 2020\/2184 che impone dei limiti normativi. I parametri di legge fissati a livello comunitario sono per\u00f2 stati superati dalle pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche (ad esempio quelle diffuse dall\u2019EFSA) tant\u2019\u00e8 che recentemente l\u2019Agenzia europea per l\u2019ambiente (EEA) ha dichiarato che i limiti in via di adozione rischiano di essere inadeguati a proteggere la salute umana. Per questo numerose nazioni europee (Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Svezia e la regione belga delle Fiandre) e gli Stati Uniti hanno gi\u00e0 adottato limiti pi\u00f9 bassi.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Secondo le evidenze raccolte da Greenpeace Italia con la campagna \u201cAcque senza veleni\u201d, milioni di persone nel nostro Paese hanno ricevuto nelle loro case acqua contaminata da alcuni PFAS classificati come cancerogeni, la cui presenza \u00e8 considerata inaccettabile in molte nazioni. Infatti, confrontando i risultati con i limiti vigenti in altri Paesi, dalla raccolta dati di Greenpeace \u00e8 emerso, ad esempio, che il 41% dei campioni analizzati supera i parametri danesi e il 22% supera i valori di riferimento negli Stati Uniti.<\/p>\n\n<p>Nell\u2019ambito delle sue analisi indipendenti, Greenpeace Italia ha inoltre verificato la presenza nelle acque potabili italiane del TFA, la molecola del gruppo dei PFAS pi\u00f9 diffusa sul pianeta, per cui nel nostro Paese non esistono dati pubblici. <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/26014\/tfa-il-pfas-piu-presente-sul-pianeta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Il TFA \u00e8 una sostanza persistente e indistruttibile<\/a> ancora oggetto di approfondimenti scientifici che, per le sue stesse caratteristiche, non pu\u00f2 essere rimossa mediante i pi\u00f9 comuni trattamenti di potabilizzazione. Il comune di Castellazzo Bormida (AL) ha mostrato i valori pi\u00f9 elevati (539,4 nanogrammi per litro), seguito da Ferrara (375,5 nanogrammi per litro) e Novara (372,6 nanogrammi per litro). Concentrazioni molto alte si registrano anche ad Alghero (SS), Cuneo, Sassari, Torino, Cagliari, Casale Monferrato (AL) e Nuoro. La Sardegna (77% dei campioni positivi), il Trentino Alto Adige (75% dei campioni positivi) e il Piemonte (69% dei campioni positivi) sono le Regioni in cui la contaminazione da TFA \u00e8 risultata essere pi\u00f9 diffusa.<\/p>\n\n<p>\u00ab\u00c8 inaccettabile che, nonostante prove schiaccianti sui gravi danni alla salute causati dai PFAS, alcuni dei quali riconosciuti come cancerogeni, e la contaminazione diffusa delle acque potabili italiane, il nostro governo continui a ignorare questa emergenza, fallendo nel proteggere adeguatamente la salute pubblica e l\u2019ambiente\u00bb, <strong>afferma Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia<\/strong>. \u00abAncora oggi non esiste nel nostro Paese una legge che vieti l\u2019uso e la produzione dei PFAS. Azzerare questa contaminazione \u00e8 un imperativo non pi\u00f9 rinviabile. Il governo Meloni deve rompere il silenzio su questa crisi: la popolazione ha diritto a bere acqua pulita, libera da veleni e contaminanti\u00bb.<\/p>\n\n<p>Da tempo Greenpeace Italia ha lanciato una petizione che chiede al nostro governo di mettere al bando l\u2019uso e la produzione di tutti i PFAS, sostituendoli con alternative pi\u00f9 sicure e gi\u00e0 disponibili nella quasi totalit\u00e0 dei settori industriali. La petizione, sottoscritta da oltre 136 mila persone, non ha trovato ancora alcun riscontro nell\u2019azione legislativa: l\u2019esecutivo italiano e i ministri competenti continuano a non intervenire sacrificando milioni di persone alla contaminazione da PFAS .<\/p>\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/26152\/la-prima-mappa-della-contaminazione-da-pfas-in-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi il report integrale e le schede di tutte le regioni e province autonome.<\/a><\/strong><\/p>\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/public.tableau.com\/app\/profile\/greenpeace.italy\/viz\/AcquaSenzaVeleni\/Target100ngl\">Naviga la mappa interattiva con tutti i risultati della nostra indagine.<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace Italia ha raccolto e analizzato campioni di acqua potabile in 235 citt\u00e0 di tutte le Regioni e le province autonome per verificare la contaminazione da PFAS. Ecco i risultati.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":26065,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[43,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-26177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-pfas","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26177"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26177\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26178,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26177\/revisions\/26178"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26065"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26177"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=26177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}