{"id":26315,"date":"2025-02-03T15:16:24","date_gmt":"2025-02-03T14:16:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26315"},"modified":"2025-02-03T15:20:54","modified_gmt":"2025-02-03T14:20:54","slug":"aviaria-e-peste-suina-nuovi-focolai-negli-allevamenti-intensivi-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/26315\/aviaria-e-peste-suina-nuovi-focolai-negli-allevamenti-intensivi-italiani\/","title":{"rendered":"Aviaria e peste suina: nuovi focolai negli allevamenti intensivi italiani"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Italia si trova di nuovo a fronteggiare problemi sanitari legati agli allevamenti intensivi. Il rapido diffondersi dell\u2019influenza aviaria e della peste suina africana sta mettendo a dura prova il settore zootecnico, con <strong>abbattimenti di massa degli animali, misure restrittive e gravi ripercussioni economiche<\/strong>. Ma questa crisi va oltre il danno immediato: evidenzia le fragilit\u00e0 di un sistema produttivo che favorisce la proliferazione di virus mettendo a rischio non solo gli animali, ma anche la salute e l\u2019ambiente.<\/p>\n\n<p>Di fronte a tutto questo, \u00e8 il momento di chiedersi: possiamo davvero continuare con un sistema che mette al primo posto la produttivit\u00e0 ad ogni costo, sacrificando tutto il resto?<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/a6f96671-allevamento-intensivo-avicolo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26317\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/a6f96671-allevamento-intensivo-avicolo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/a6f96671-allevamento-intensivo-avicolo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/a6f96671-allevamento-intensivo-avicolo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/a6f96671-allevamento-intensivo-avicolo-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/a6f96671-allevamento-intensivo-avicolo.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La diffusione dell\u2019aviaria: un problema in Italia e nel mondo<\/h2>\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.izs.it\/BENV_NEW\/datiemappe.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Da gennaio 2024, in Italia sono stati accertati ben 70 focolai di influenza aviaria<\/a><\/strong>, di cui 21 accertati solo nel mese di gennaio tra le province di Mantova e Verona, e con un ultimo caso che segna la comparsa del virus anche in provincia di Torino. <a href=\"https:\/\/www.izs.it\/BENV_NEW\/datiemappe.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Nel nostro Paese sono oltre 4 milioni gli avicoli domestici coinvolti<\/strong> <strong>dal virus dall&#8217;inizio del 2024<\/strong><\/a><strong>, di cui oltre 2 milioni soltanto a gennaio 2025<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n<p>Pur non avendo ancora registrato infezioni umane nel nostro Paese, come avvenuto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, il virus dell\u2019aviaria si sta diffondendo a ritmo preoccupante e <strong>gli allevamenti intensivi stanno avendo un ruolo cruciale nell\u2019aggravare il problema<\/strong>. Questi infatti rappresentano <strong>un terreno fertile per la proliferazione di zoonosi come l\u2019aviaria<\/strong>, perch\u00e9 le condizioni di sovraffollamento e lo stretto contatto tra animali aumentano il rischio di mutazioni del virus e il suo potenziale pandemico.&nbsp;<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-allevamenti-intensivi\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=allevamenti&amp;utm_content=focolai-aviaria-peste-suina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">STOP ALLEVAMENTI INTENSIVI<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Per contenere la diffusione dell\u2019aviaria sono gi\u00e0 stati abbattuti milioni di animali&nbsp;<\/h2>\n\n<p>In Italia le contromisure adottate nelle aree pi\u00f9 colpite stanno chiedendo un prezzo molto alto al settore avicolo: <strong>milioni di capi sono stati abbattuti e si \u00e8 reso necessario istituire zone a ulteriore restrizione (ZUR)<\/strong>, ovvero zone dove \u00e8 stato imposto il blocco del ripopolamento.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/c3c40a4d-2-allevamento-intensivo-avicolo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26318\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/c3c40a4d-2-allevamento-intensivo-avicolo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/c3c40a4d-2-allevamento-intensivo-avicolo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/c3c40a4d-2-allevamento-intensivo-avicolo-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/c3c40a4d-2-allevamento-intensivo-avicolo-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/c3c40a4d-2-allevamento-intensivo-avicolo.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non va meglio sul fronte della peste suina africana<\/h2>\n\n<p>Se la crisi legata al virus dell\u2019aviaria \u00e8 allarmante, quella legata alla peste suina africana non \u00e8 da meno. <strong><a href=\"https:\/\/storymaps.arcgis.com\/stories\/7f16f51731654a4ea7ec54d6bc1f90d4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Da gennaio 2022 ad oggi, si contano 48 focolai negli allevamenti di suini italiani<\/a><\/strong>, con l\u2019ultimo caso registrato il 9 gennaio 2024 nel Piacentino. <strong>Solo nel 2024, <a href=\"https:\/\/storymaps.arcgis.com\/stories\/7f16f51731654a4ea7ec54d6bc1f90d4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">oltre 100 mila animali sono stati abbattuti per arginare il contagio<\/a><\/strong>.<\/p>\n\n<p>Il governo ha messo in campo alcuni strumenti, come il recente decreto del Ministero dell\u2019Agricoltura che ha stanziato 6,5 milioni di euro per migliorare la biosicurezza degli allevamenti. Ma queste misure sono davvero sufficienti, da sole?<\/p>\n\n<p><em>\u00abL\u2019attuale epidemia di peste africana potrebbe essere l\u2019occasione per rivedere la struttura del comparto zootecnico, in particolare la densit\u00e0 del numero di animali presenti negli allevamenti \u2013 commenta il dott.<\/em><strong><em>Vittorio Guberti, <strong><em>del Dipartimento di Scienze veterinarie dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna <\/em><\/strong>e tra i massimi esperti europei sul tema<\/em><\/strong><em> \u2013 Ma soprattutto grande impulso dovrebbe essere dato al benessere animale perch\u00e9 \u00e8 ormai provato che buone condizioni di salute degli animali aumentano la produttivit\u00e0 degli allevamenti e permettono una migliore prevenzione delle malattie<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/817a083d-allevamento-intensivo-maiali-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26319\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/817a083d-allevamento-intensivo-maiali-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/817a083d-allevamento-intensivo-maiali-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/817a083d-allevamento-intensivo-maiali-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/817a083d-allevamento-intensivo-maiali-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/817a083d-allevamento-intensivo-maiali.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 gli allevamenti intensivi sono un problema<\/h2>\n\n<p>Le epidemie come l\u2019aviaria e la peste suina evidenziano le fragilit\u00e0 degli allevamenti intensivi, dove un singolo focolaio pu\u00f2 costringere all<strong>\u2019abbattimento di migliaia di capi per contenere il contagio<\/strong>, anche se solo alcuni di essi risultano infettati dal virus.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Oltre ai<strong> costi ambientali e sanitari, <\/strong>c\u2019\u00e8 da considerare l<strong>\u2019impatto economico per gli allevatori<\/strong>: questo circolo vizioso non si spezzer\u00e0 mai se non rivediamo completamente il sistema degli allevamenti intensivi.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una proposta di legge per cambiare rotta<\/h2>\n\n<p>Nel marzo 2024 noi di Greenpeace Italia, insieme a\u00a0 WWF Italia, ISDE \u2013 Medici per l\u2019ambiente, Lipu e Terra! <strong>abbiamo presentato alla Camera <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/21684\/allevamenti-intensivi-proposta-di-legge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la proposta di legge \u201cOltre gli allevamenti intensivi\u201d<\/a><\/strong>.<strong> <\/strong>L\u2019obiettivo? Avviare una transizione verso un modello agro-ecologico che riduca l\u2019impatto ambientale e sanitario della zootecnia intensiva.<\/p>\n\n<p><strong>La proposta, sottoscritta da 23 parlamentari di diversi schieramenti politici, prevede un piano di riconversione del settore finanziato da un fondo dedicato<\/strong>. Al centro ci sono le piccole aziende agricole, che potrebbero beneficiare di filiere pi\u00f9 sostenibili, tecniche innovative e un sistema basato sulla qualit\u00e0 piuttosto che sulla quantit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Per sensibilizzare le comunit\u00e0 locali, in questi giorni noi e le altre associazioni <strong>abbiamo inviato ai Comuni una mozione per sostenere questa legge<\/strong>. L\u2019idea \u00e8 coinvolgere i territori impattati dalle conseguenze degli allevamenti intensivi in una discussione che non riguarda solo la salute degli animali, ma anche quella degli esseri umani e dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-allevamenti-intensivi\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=allevamenti&amp;utm_content=focolai-aviaria-peste-suina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">BASTA ALLEVAMENTI INTENSIVI<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/cda99892-maiale-oltre-gli-allevamenti-intensivi-greenpeace-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21799\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/cda99892-maiale-oltre-gli-allevamenti-intensivi-greenpeace-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/cda99892-maiale-oltre-gli-allevamenti-intensivi-greenpeace-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/cda99892-maiale-oltre-gli-allevamenti-intensivi-greenpeace-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/cda99892-maiale-oltre-gli-allevamenti-intensivi-greenpeace-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/cda99892-maiale-oltre-gli-allevamenti-intensivi-greenpeace.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sono in gioco salute, ambiente e futuro: basta allevamenti intensivi!<\/h2>\n\n<p><strong>Le crisi sanitarie legate agli allevamenti intensivi non sono pi\u00f9 eventi rari<\/strong>, ma la conseguenza diretta di un sistema che mette al primo posto la produttivit\u00e0, spesso a scapito della sicurezza e del benessere degli animali e delle persone.<\/p>\n\n<p>La nostra proposta di legge \u201cOltre gli allevamenti intensivi\u201d non \u00e8 solo un tentativo di risolvere una crisi attuale, ma <strong>un\u2019opportunit\u00e0 per ripensare la zootecnia italiana in chiave sostenibile<\/strong>, garantendo salute, qualit\u00e0 del cibo e dignit\u00e0 per chi lavora nel settore. \u00c8 ora di trasformare le emergenze in un punto di svolta per il nostro futuro.<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Stop allevamenti intensivi!<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>Chiedi con noi al governo italiano di bloccare la costruzione di nuovi allevamenti intensivi e di avviare una conversione ecologica di quelli esistenti<\/em><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/stop-allevamenti-intensivi\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=allevamenti&amp;utm_content=focolai-aviaria-peste-suina\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">FIRMA LA PETIZIONE<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbattimenti di massa, misure restrittive negli allevamenti colpiti e gravi ripercussioni economiche: ecco cosa sta 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