{"id":26442,"date":"2025-02-11T16:41:24","date_gmt":"2025-02-11T15:41:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26442"},"modified":"2025-02-11T16:41:30","modified_gmt":"2025-02-11T15:41:30","slug":"scarichi-nellarea-marina-protetta-di-gaiola-greenpeace-e-marevivo-fanno-ricorso-al-tar-campania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/26442\/scarichi-nellarea-marina-protetta-di-gaiola-greenpeace-e-marevivo-fanno-ricorso-al-tar-campania\/","title":{"rendered":"Scarichi nell&#8217;Area Marina Protetta di Gaiola: Greenpeace e Marevivo fanno ricorso al TAR Campania"},"content":{"rendered":"\n<p>Danni ambientali, sanitari ed economici sono le gravi conseguenze a cui porterebbe la realizzazione del \u201cPiano di Riqualificazione Ambientale e Rigenerazione Urbana\u201d (PRARU) di Bagnoli-Coroglio, a cui il Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministero della Cultura, ha dato il via libera con Decreto n. 421 del 29.11.2024. Per questo, <strong>Fondazione Marevivo, Delegazione Marevivo Campania e Greenpeace Italia<\/strong> hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania definendo il decreto \u201cillegittimo\u201d e \u201cidoneo a compromettere gravemente e in modo irreversibile la <strong>Zona Speciale di Conservazione Europea Gaiola-Nisida e l&#8217;area marina protetta Parco Sommerso di Gaiola<\/strong>\u201d, scrivono gli avvocati Marone e Fucci, in rappresentanza delle realt\u00e0 ambientaliste.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il paradosso \u00e8 che, elaborato con il dichiarato intento di \u201criqualificazione ambientale\u201d del <strong>Sito di Interesse Nazionale di Bagnoli<\/strong>, il Piano di Invitalia (il soggetto attuatore) vira in direzione diametralmente opposta e prevede l\u2019ampliamento del collettore fognario e la realizzazione di nuovi scarichi fognari di <em>bypass<\/em> proprio in piena area protetta. In caso di pioggia, fino a 206 metri cubi al secondo di liquami ed acque potenzialmente tossiche di dilavamento urbano finiranno in mare sulla battigia con effetti devastanti su tutto il litorale cittadino, sul delicato ecosistema marino dell\u2019area protetta e sulla salute dei cittadini napoletani. Lo specchio di mare tra la <strong>Gaiola e Nisida<\/strong> \u00e8 la zona di pi\u00f9 alto pregio naturalistico e culturale; ospita scogliere, grotte, vasti banchi di coralligeno e praterie di <em>Posidonia oceanica<\/em>, tutelati dalla \u201c<strong>Direttiva Habitat<\/strong>\u201d e dalla \u201c<strong>Convenzione di Barcellona<\/strong>\u201d e, non a caso, rientra nella \u201c<strong>Rete Natura 2000<\/strong>\u201d, diffusa sul territorio dell\u2019Unione Europea a tutela degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati a livello comunitario.&nbsp;<\/p>\n\n<p><em>\u201c\u00c8 evidente che c&#8217;\u00e8 un grave e assurdo cortocircuito se un piano di Bonifica e Risanamento Ambientale sceglie come area sacrificale per lo scarico di nuovi scolmatoi fognari proprio la Zona Speciale di Conservazione Europea Gaiola-Nisida, nonostante le norme a tutela dell\u2019area &#8211; <\/em>spiega <strong>Maurizio Simeone, Direttore dell\u2019AMP Parco Sommerso di Gaiola<\/strong>, che da mesi denuncia i potenziali danni ambientali provocati dal Piano di Invitalia. &#8211; <em>\u00c8 una scelta devastante per il mare di Napoli, ma anche un grave precedente per tutto il sistema delle aree marine protette italiane ed europee. Questo ricorso al TAR \u00e8 prima di tutto un grandissimo atto di amore per il nostro mare\u201d.<\/em><\/p>\n\n<p><em>\u201cL\u2019impegno di Marevivo per Gaiola \u00e8 iniziato pi\u00f9 di 35 anni fa e ancora continua, abbiamo impiegato 13 anni per far s\u00ec che diventasse un\u2019area protetta e non ci siamo mai girati dall\u2019altra parte. Abbiamo avviato una call to action democratica, non urliamo, ci muoviamo seguendo le vie legali convinti delle nostre ragioni \u2013 <\/em>dichiara <strong>Rosalba Giugni, Presidente Fondazione Marevivo<\/strong><em>. &#8211; Ringrazio tutti coloro che supportano questa causa, tra cui il direttore Simeone, che fa da sentinella ogni giorno, e la Consigliera Roberta Gaeta da sempre in prima linea in questa battaglia\u201d.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n<p>Durante questi mesi, infatti, in molti hanno raccolto l\u2019appello della <strong>Fondazione Marevivo<\/strong>: volti noti, associazioni, professionisti, a cui si aggiungono le 16 associazioni ambientaliste riunite nel Coordinamento Tutela Mare \u201cChi Tene o\u2019 Mare\u201d, di cui <strong>Marevivo<\/strong> \u00e8 capofila, il mondo scientifico e culturale, che all\u2019unisono contestano il Piano di Invitalia. Ad oggi le firme raccolte dalla <a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/no-a-nuovi-scarichi-fognari-nella-zona-speciale-di-conservazione-natura-2000-gaiola-nisida\">petizione contraria ai nuovi scarichi<\/a>, lanciata on line dal Coordinamento, sono pi\u00f9 di 30mila. Tuttavia, nonostante questa mobilitazione corale e trasversale, il MASE ha completamente ignorato le <a href=\"https:\/\/va.mite.gov.it\/it-IT\/Oggetti\/Documentazione\/10273\/15150?Testo=&amp;RaggruppamentoID=129#form-cercaDocumentazione\">osservazioni di merito<\/a> pervenute dalle 88 realt\u00e0 (associazioni, privati cittadini, ricercatori, imprenditori, cooperative) che si erano opposte al Piano, la cospicua <a href=\"https:\/\/va.mite.gov.it\/File\/Documento\/948308\">relazione tecnico-scientifica contraria<\/a> presentata dall\u2019Ente Parco e la decisione del Consiglio Regionale della Campania, che aveva definito il PRARU \u201cnefasto\u201d approvando all\u2019unanimit\u00e0 la mozione, presentata dalla Consigliera Roberta Gaeta, cui ha dato seguito anche la Giunta Regionale.&nbsp;<\/p>\n\n<p><em>\u201c\u00c8 inaccettabile come le amministrazioni competenti non abbiano dato alcuna importanza alla tutela del mare, prestando attenzione solo alla realizzazione del progetto per le opere a terra e dimenticando totalmente la conservazione dell\u2019ecosistema marino. Ancora una volta il mare e le Aree Marine Protette, gli strumenti pi\u00f9 validi per tutelare la biodiversit\u00e0 marina, vengono sacrificati agli interessi di pochi. Il caso di Gaiola \u00e8 una perfetta cartina di tornasole su quale sia l\u2019importanza della tutela del mare nell\u2019agenda politica del governo: partendo da questa amara constatazione ci chiediamo come l\u2019Italia possa raggiungere il 30% di mare effettivamente protetto entro il 2030 se si rema contro le aree protette gi\u00e0 istituite\u201d<\/em> dichiara <strong>Valentina Di Miccoli, campaigner mare di Greenpeace Italia.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<p>Non solo di danni ambientali e sanitari si tratta, le ripercussioni negative sull\u2019area sarebbero anche di carattere economico e toccherebbero da vicino l\u2019imprenditoria e il turismo legato al mare. Lungo la costa di Posillipo si conta la presenza di 9 lidi balneari e 6 accessi pubblici al mare con innumerevoli attivit\u00e0 turistico-ricreative, fortunatamente in forte espansione negli ultimi anni. Non solo turismo per\u00f2: <em>\u201cCon un fatturato superiore a 9 milioni di euro per \u201cMytilus Campaniae\u201d e Societ\u00e0 Cooperativa C. Salvatore e una capacit\u00e0 occupazionale di oltre 250 unit\u00e0, indotto escluso, rischiamo un serio contraccolpo alla nostra capacit\u00e0 produttiva\u201d<\/em>, fa sapere preoccupato <strong>Fabio Postiglione, in rappresentanza dei mitilicoltori di quel tratto di costa.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<p>Questi ultimi, insieme con Federazione UniVerde, Federazione del Mare, Confcommercio-Imprese per l\u2019Italia, Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale e Associazione Premio GreenCare, hanno firmato l\u2019atto di intervento <em>ad adiuvandum<\/em> a sostegno del ricorso al TAR promosso da <strong>Marevivo e Greenpeace Italia.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n<p><em>\u201cIl nostro litorale, frequentato quotidianamente da oltre 50.000 persone tra bagnanti, natanti, imbarcazioni private, circoli nautici e spiagge libere, \u00e8 una risorsa fondamentale per il turismo di qualit\u00e0 e l\u2019economia locale. Gli stabilimenti balneari e le attivit\u00e0 collegate creano un significativo indotto economico, contribuendo allo sviluppo sostenibile della citt\u00e0 e alla sua attrattivit\u00e0 turistica. Siamo particolarmente preoccupati per le criticit\u00e0 ambientali legate al progetto, che potrebbe compromettere la qualit\u00e0 delle acque danneggiando l&#8217;ecosistema marino e riducendo sia la capacit\u00e0 di richiamare turisti nel litorale, che la possibilit\u00e0 di ottenere il prestigioso riconoscimento di Bandiera Blu per la costa di Posillipo, obiettivo fondamentale per promuovere Napoli come destinazione sostenibile e rispettosa dell\u2019ambiente\u201d<\/em>, specifica&nbsp;<strong>Mario Morra, Responsabile Sindacato Italiano Balneari &#8211; Citt\u00e0 di Napoli.<\/strong><\/p>\n\n<p><em>\u201cConfidiamo che l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria blocchi questa scelta assurda e dannosa. Anche il nuovo articolo 9 della Costituzione, per cui abbiamo combattuto per anni, riconosce la priorit\u00e0 della tutela della biodiversit\u00e0 e degli ecosistemi<\/em> \u2013 dichiara il <strong>Prof. Alfonso Pecoraro Scanio Presidente di Fondazione UniVerde<\/strong>. &#8211; <em>Mi sono occupato di tutela del mare e depuratori fin da quando ero un giovane assessore all\u2019ambiente e non ho mai visto un progetto che, dichiarando di voler disinquinare, mette a grave rischio un\u2019area di tale pregio ambientale. Vanno fermati!\u201d.<\/em><\/p>\n\n<p><em>\u201cUna nostra importante priorit\u00e0 \u00e8 preservare l\u2019ecosistema marino da fenomeni naturali e dall\u2019opera dell\u2019uomo, per garantire la crescita e lo sviluppo sostenibile delle future generazioni. Sosteniamo il ricorso proposto da Marevivo perch\u00e9 la proposta di creare uno scarico di un nuovo scolmatoio fognario in un\u2019area marina protetta va in direzione diametralmente opposta a ci\u00f2 che ogni giorno facciamo per la salvaguardia dell\u2019ambiente marino\u201d, <\/em>spiega <strong>Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Mare, <\/strong>la filiera delle Associazioni che operano nel settore della blue economy.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le associazioni contestano il via libera del Ministero dell&#8217;Ambiente ai nuovi scarichi fognari nell&#8217;area protetta, che potrebbero compromettere il delicato ecosistema marino.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":11977,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-26442","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26442","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26442"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26442\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26444,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26442\/revisions\/26444"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26442"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26442"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26442"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=26442"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}