{"id":26484,"date":"2025-02-19T11:13:38","date_gmt":"2025-02-19T10:13:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26484"},"modified":"2025-02-19T11:16:47","modified_gmt":"2025-02-19T10:16:47","slug":"cop16-roma-biodiversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/26484\/cop16-roma-biodiversita\/","title":{"rendered":"Alla COP16 di Roma si decide il futuro della biodiversit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/74fcf56a-fao-roma-1024x683.jpg\" title=\"Veduta di una sala interna della sede della FAO di Roma\" alt=\"Veduta di una sala interna della sede della FAO di Roma\" class=\"wp-image-26488\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/74fcf56a-fao-roma-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/74fcf56a-fao-roma-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/74fcf56a-fao-roma-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/74fcf56a-fao-roma-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/74fcf56a-fao-roma.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Dai violenti incendi alle ondate di calore record, dal collasso degli ecosistemi alla scomparsa delle specie<strong>: i segnali della grave crisi ambientale in atto sono ormai ovunque<\/strong>. Stiamo vivendo un&#8217;estinzione di massa causata da decenni di deforestazione incontrollata, agricoltura industriale, pesca eccessiva e da uno sfruttamento incessante delle risorse naturali.<\/p>\n\n<p><strong>Questa crisi non \u00e8 solo un problema ambientale; \u00e8 un problema umano<\/strong>. Milioni di persone in tutto il mondo ne stanno gi\u00e0 scontando le conseguenze, che siano carenze alimentari, acqua inquinata o problemi di salute.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Ma se il problema \u00e8 globale, lo \u00e8 anche la soluzione. \u00c8 qui che entra in gioco l\u2019imminente <strong>COP16 sulla biodiversit\u00e0 delle Nazioni Unite, che si terr\u00e0 a Roma dal 25 al 27 febbraio 2025 presso la FAO<\/strong>. Un momento cruciale per raggiungere un accordo globale che miri a sbloccare i fondi per preservare la biodiversit\u00e0 sulla Terra e garantire la sopravvivenza degli ecosistemi.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la COP16 di Roma sulla biodiversit\u00e0 \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 fondamentale per proteggere la natura<\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-1024x683.jpg\" title=\"Veduta esterna della sede della FAO di Roma, presso Circo Massimo\" alt=\"Veduta esterna della sede della FAO di Roma, presso Circo Massimo\" class=\"wp-image-26490\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dove eravamo rimasti: gli impegni presi alla COP15 di Montreal del 2022&nbsp;<\/h3>\n\n<p>Per capire l\u2019importanza della COP16Bis di Roma occorre fare un passo indietro. Anzi, tre. <strong>Torniamo un attimo al 2022, pi\u00f9 precisamente alla COP15 di Montreal<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Durante i negoziati di Montreal, i Paesi partecipanti avevano concordato una tabella di marcia ben precisa: <strong>proteggere il 30% della biodiversit\u00e0 delle terre e il 30% dei mari, <\/strong>fornendo<strong> entro il 2025 almeno 20 miliardi di dollari USA annui <\/strong>di finanziamenti per la biodiversit\u00e0 ai Paesi in via di sviluppo e <strong>30 miliardi di dollari entro il 2030<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Ma gli obiettivi fissati sono stati davvero raggiunti? Non proprio.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/foreste-in-fumo\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=foreste&amp;utm_content=cop16-roma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SALVIAMO LA BIODIVERSIT\u00c0!<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Durante la COP16 in Colombia del 2024 c\u2019\u00e8 stata una battuta d\u2019arresto sui i fondi per la biodiversit\u00e0&nbsp;<\/h2>\n\n<p>O \u2013 quantomeno \u2013 questo negoziato per alcuni ha dato grandi risultati, per altri invece \u00e8 stato un fallimento.<\/p>\n\n<p><strong>Da una parte, i risultati positivi<\/strong>. Tra questi, la creazione di un nuovo organismo dedicato ai diritti, ai territori e alle conoscenze dei Popoli Indigeni, la definizione di un metodo standard per identificare le aree oceaniche di alto valore ecologico, il riconoscimento dell&#8217;interconnessione tra biodiversit\u00e0 e crisi climatica e il raggiungimento di un accordo per obbligare le aziende che sfruttano le risorse naturali a contribuire economicamente alla loro protezione.<\/p>\n\n<p>Poi, la parte dolente.<\/p>\n\n<p><strong>Non si \u00e8 raggiunto nessun accordo per la mobilitazione delle risorse economiche definite durante la COP15 di Montreal<\/strong>: i rispettivi 30 e 20 miliardi di dollari di cui sopra da destinare alla tutela della biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Nonostante le promesse dei paesi del Nord globale, i governi non sono riusciti a sbloccare i fondi necessari lasciando cos\u00ec il finanziamento della biodiversit\u00e0 in una situazione di stallo.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tra i principali Paesi responsabili del ritardo del pagamento dei fondi decisi nel 2022 c\u2019\u00e8 anche l\u2019Italia<\/h2>\n\n<p>Secondo un rapporto dell&#8217;ODI (giugno 2024), su 28 paesi analizzati, 23 hanno versato meno della met\u00e0 della loro quota, con soli 8,4 miliardi di dollari raccolti e un deficit di 11,6 miliardi di dollari. I principali responsabili del ritardo sono<strong> Giappone, Regno Unito, Italia, Canada e Spagna<\/strong>, <strong>che mancano all\u2019appello con 8,3 miliardi di dollari<\/strong>. Solo Norvegia e Svezia hanno rispettato il loro impegno.&nbsp;<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/foreste-in-fumo\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=foreste&amp;utm_content=cop16-roma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">PROTEGGIAMO ECOSISTEMI VITALI!<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La biodiversit\u00e0 \u2013 in Italia e nel mondo \u2013 non pu\u00f2 pi\u00f9 aspettare<\/h2>\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 il Paese europeo con la maggiore variet\u00e0 di specie, habitat e il pi\u00f9 alto numero di specie endemiche, ma <strong>il 68% dei suoi ecosistemi terrestri \u00e8 a rischio e il 30% delle specie \u00e8 minacciato di estinzione<\/strong>. Le Aree Protette coprono il 17% della superficie terrestre e l&#8217;11% di quella marina, ma di quest&#8217;ultima solo l\u20191% ha reali misure di tutela.&nbsp;<\/p>\n\n<p>A livello globale, appena l\u20198,4% degli oceani \u00e8 protetto, e solo il 2,7% gode di misure di conservazione efficaci. La percentuale <strong>si riduce allo 0,9% per le aree d\u2019alto mare<\/strong>, che sono al di fuori della giurisdizione nazionale. Per salvare la biodiversit\u00e0 marina, serve proteggere almeno il 30% degli oceani entro il 2030, ma al ritmo attuale ci\u00f2 avverr\u00e0 solo nel 2100.<\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/2a7a6b84-monitoraggio-temperatura-mare-1024x683.jpg\" title=\"Greenpeace monitora la temperatura del mare in Sardegna per studiare l&#039;impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversit\u00e0 costiera sottomarina\" alt=\"Greenpeace monitora la temperatura del mare in Sardegna per studiare l'impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversit\u00e0 costiera sottomarina \" class=\"wp-image-26493\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/2a7a6b84-monitoraggio-temperatura-mare-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/2a7a6b84-monitoraggio-temperatura-mare-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/2a7a6b84-monitoraggio-temperatura-mare-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/2a7a6b84-monitoraggio-temperatura-mare-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/2a7a6b84-monitoraggio-temperatura-mare.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La COP16 di Roma sulla biodiversit\u00e0 delle Nazioni Unite sar\u00e0 fondamentale per proteggere la natura<\/h2>\n\n<p><strong>La posta in gioco \u00e8 altissima<\/strong>: i 20 miliardi di dollari entro il 2025 da assegnare a progetti per la salvezza della natura e la protezione della biodiversit\u00e0 sono il traguardo pi\u00f9 imminente da raggiungere, ma ci sono molti altri obiettivi importanti che non possono aspettare.<\/p>\n\n<p>Per questo motivo chiediamo che:<\/p>\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>I paesi ricchi aumentino i finanziamenti per <strong>rispettare l&#8217;obiettivo di 20 miliardi di dollari entro il 2025.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>I ministri dell&#8217;Ambiente e delle Finanze dei paesi ricchi istituiscano <strong>un gruppo di lavoro ministeriale internazionale<\/strong> per monitorare il rispetto dell\u2019impegno.\u00a0\u00a0<\/li>\n\n\n\n<li>I finanziamenti siano<strong> accessibili direttamente ai Popoli Indigeni e alle comunit\u00e0 locali.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Siano eliminati o riformati entro il 2025 i flussi finanziari dannosi per la biodiversit\u00e0 <\/strong>(come sussidi, agevolazioni fiscali o contributi che governi, istituzioni, banche e assicurazioni offrono per promuovere specifiche attivit\u00e0 o settori) <strong>riducendoli di almeno 500 miliardi di dollari USA<\/strong> all\u2019anno entro il 2030.<\/li>\n\n\n\n<li>Siano creati meccanismi di finanziamento innovativi <strong>evitando false soluzioni come i crediti di biodiversit\u00e0 e carbonio<\/strong>, che le aziende usano per fare greenwashing dando l&#8217;illusione che possano &#8220;compensare&#8221; le proprie emissioni o gli impatti negativi sull&#8217;ambiente finanziando progetti di conservazione della natura o riduzione delle emissioni altrove.<\/li>\n<\/ol>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non sprechiamo questa opportunit\u00e0!<\/h2>\n\n<p>La COP16Bis rappresenta un momento decisivo per il futuro della biodiversit\u00e0. <strong>Senza azioni concrete e finanziamenti adeguati, gli obiettivi fissati a Montreal rischiano di rimanere sulla carta<\/strong>, mentre ecosistemi vitali continuano a degradarsi. Il tempo stringe: governi, aziende e societ\u00e0 civile devono assumersi la responsabilit\u00e0 di invertire la rotta. Solo con un impegno globale e misure tangibili potremo garantire la sopravvivenza della natura e il benessere delle generazioni future.<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Aiutaci a dare voce alle nostre richieste<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/foreste-in-fumo\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=news&amp;utm_campaign=foreste&amp;utm_content=cop16-roma\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">FIRMA LA PETIZIONE<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La posta in gioco \u00e8 altissima: la sopravvivenza di interi ecosistemi.<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":26488,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Alla COP16 di Roma si decide il futuro della biodiversit\u00e0","p4_og_description":"Dal 25 al 27 febbraio 2025 presso la FAO di Roma si terr\u00e0 la COP16, la conferenza sulla biodiversit\u00e0 che decider\u00e0 le sorti di interi ecosistemi.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[22,36,18],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-26484","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-biodiversita","tag-foreste","tag-mare","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26484"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26501,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26484\/revisions\/26501"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26484"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=26484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}