{"id":26506,"date":"2025-02-19T14:39:46","date_gmt":"2025-02-19T13:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26506"},"modified":"2025-02-19T14:39:51","modified_gmt":"2025-02-19T13:39:51","slug":"summit-biodiversita-a-roma-cop16bis-greenpeace-vertice-cruciale-per-salvare-la-natura-i-governi-mantengano-le-promesse-sui-fondi-per-il-sud-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/26506\/summit-biodiversita-a-roma-cop16bis-greenpeace-vertice-cruciale-per-salvare-la-natura-i-governi-mantengano-le-promesse-sui-fondi-per-il-sud-del-mondo\/","title":{"rendered":"Summit Biodiversit\u00e0 a Roma (COP16BIS), Greenpeace: \u00abVertice cruciale per salvare la natura, i governi mantengano le promesse sui fondi per il sud del mondo\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-1024x683.jpg\" title=\"Veduta esterna della sede della FAO di Roma, presso Circo Massimo\" alt=\"\" class=\"wp-image-26490\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/02\/b9baf26c-1-fao-roma.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>La partita cruciale per arginare e invertire la perdita di biodiversit\u00e0 che sta investendo ogni angolo del globo, e in particolare il Sud del mondo, si gioca in Italia: dal 25 al 27 febbraio la FAO a Roma ospiter\u00e0 infatti la seconda sessione della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/26484\/cop16-roma-biodiversita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Conferenza delle Parti sulla Biodiversit\u00e0 (COP16Bis)<\/a>&nbsp;delle Nazioni Unite, cui anche Greenpeace parteciper\u00e0 con una propria delegazione di rappresentanti. L\u2019appuntamento arriva a pochi mesi dalla COP16 di Cali, in Colombia, sospesa lo scorso 2 novembre per il mancato accordo sulle risorse economiche che i Paesi del Nord globale avevano promesso di destinare al Sud del mondo per contrastare la perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n<p>Al vertice di Cali erano stati raggiunti alcuni risultati positivi: tra questi, la creazione di un nuovo organismo dedicato ai Popoli Indigeni, la definizione di un metodo standard per identificare le aree oceaniche di alto valore ecologico, e un accordo sui contributi finanziari che le aziende utilizzatrici di informazioni genetiche derivanti dalla biodiversit\u00e0 (come quelle dei settori farmaceutico, cosmetico e biotecnologico) dovranno destinare alla conservazione della natura. Ma restano importanti questioni da dirimere: garantire un accesso diretto ai finanziamenti per i Popoli Indigeni e le comunit\u00e0 locali; assicurare che il fondo di Cali per convogliare le risorse derivanti dall&#8217;uso commerciale della natura venga reso operativo in modo corretto, giusto ed equo; raggiungere un accordo, entro il 2025, su un piano per ridurre gradualmente, riformare ed eliminare gli incentivi finanziari dannosi per la natura.<\/p>\n\n<p>Lo stallo pi\u00f9 grande da superare \u00e8 la mancanza di impegni concreti dei Paesi pi\u00f9 ricchi in favore di quelli in via di sviluppo, i pi\u00f9 impattati dalla perdita di biodiversit\u00e0: una questione essenziale per attuare il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cbd.int\/article\/cop15-final-text-kunming-montreal-gbf-221222\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (KM-GBF)<\/a>, il Quadro Globale per la Biodiversit\u00e0 scaturito della storica COP15 di Montreal del 2022. Tra i target principali stabiliti dal KM-GBF, ci sono la protezione di almeno il 30% degli ecosistemi marini e terrestri entro il 2030, un flusso di risorse economiche dai Paesi sviluppati a quelli meno sviluppati di 20 miliardi di dollari all\u2019anno entro il 2025 e di 30 miliardi all\u2019anno entro il 2030, una riduzione dei sussidi ai settori dannosi per la biodiversit\u00e0 di almeno 500 miliardi di dollari entro il 2030.<\/p>\n\n<p>\u00ab<em>La priorit\u00e0 del summit che si terr\u00e0 a Roma \u00e8 sbloccare un\u2019equa distribuzione delle risorse economiche necessarie ad arginare la perdita di biodiversit\u00e0, assicurando almeno 20 miliardi di dollari entro il 2025 alle comunit\u00e0 che pi\u00f9 pagano le conseguenze della distruzione di habitat e dello sfruttamento di risorse naturali<\/em>\u00bb, dichiara Martina Borghi, campaigner Foreste di Greenpeace Italia. \u00ab<em>C\u2019\u00e8 un importante gap da colmare e l\u2019Italia \u00e8 tra i principali responsabili del ritardo nel versamento della propria quota in favore dei Paesi in via di sviluppo. Inoltre \u00e8 importante ridurre e riallocare a favore di un\u2019effettiva ed efficace protezione della natura i sussidi elargiti ai settori ambientalmente dannosi, cui anche il nostro Paese contribuisce in misura significativa<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n<p>Tra il 2016 e l\u2019inizio del 2023, denuncia&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/22617\/come-lue-finanzia-la-distruzione-degli-ecosistemi-naturali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il report di Greenpeace \u201c<em>EU Bankrolling ecosystem destruction<\/em>\u201d<\/a>, diverse istituzioni finanziarie con sede in Italia hanno contribuito con 10 miliardi di euro in credito e oltre 2,5 miliardi di euro in investimenti a importanti societ\u00e0 in settori come quelli lattiero-caseario, della mangimistica, dei biocarburanti e del packaging, che mettono a rischio gli ecosistemi del pianeta. Uno studio che quantifica l\u2019impatto della deforestazione legata ai consumi delle economie pi\u00f9 sviluppate, pubblicato sulla rivista scientifica&nbsp;<em>Nature<\/em>&nbsp;nel 2024, evidenzia in particolare come tra il 2001 e il 2015 circa l\u201980% della perdita di biodiversit\u00e0 associata ai consumi italiani sia avvenuta al di fuori dei confini nazionali: tra i 24 Paesi considerati, l\u2019Italia si posiziona al settimo posto a livello globale e al quarto a livello europeo per perdita di biodiversit\u00e0 \u201cimportata\u201d .<\/p>\n\n<p>Da un rapporto di ODI (<em>Overseas Development Institute<\/em>) del giugno 2024 emerge inoltre che, a dispetto degli obiettivi fissati alla COP15 di Montreal, su 28 Paesi analizzati, 23 hanno versato meno della met\u00e0 della loro quota promessa ai Paesi in via di sviluppo per arginare la perdita di biodiversit\u00e0, con 8,4 miliardi di dollari e un deficit di 11,6 miliardi di dollari: tra i principali responsabili del ritardo ci sono Giappone, Regno Unito, Italia, Canada e Spagna, che mancano all\u2019appello con 8,3 miliardi. Soltanto Norvegia e Svezia hanno rispettato il loro impegno.<\/p>\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 il Paese europeo con la maggiore variet\u00e0 di habitat e di specie, e il pi\u00f9 alto numero di specie endemiche: oltre il 50% delle specie vegetali e il 30% di quelle animali di interesse conservazionistico a livello europeo si trovano solo nel nostro Paese. L\u2019Italia vanta anche 85 tipi di ecosistemi terrestri, ma il 68% di questi \u00e8 in pericolo, mentre il 30% delle specie presenti \u00e8 a rischio estinzione. A oggi, le aree protette sul territorio italiano coprono appena il 17% della superficie terrestre e l\u201911% di quella marina; tuttavia, quest\u2019ultima cifra \u00e8 incerta perch\u00e9 include anche siti protetti soltanto su carta, come recentemente denunciato da Greenpeace. Eppure, il 32% degli habitat marini soggetti a degrado in Europa si trova proprio nel Mediterraneo.<\/p>\n\n<p>A livello globale le cose non vanno meglio. Solo circa il 15% della superficie terrestre risulta protetto. Tra il 2015 e il 2020, la FAO stima un tasso di deforestazione di circa 10 milioni di ettari all\u2019anno, con l\u2019agricoltura intensiva tra le principali cause della perdita di biodiversit\u00e0 e il 33% del suolo terrestre utilizzato per coltivazioni o pascoli. Circa il 75% dell&#8217;ambiente terrestre risulta a oggi significativamente alterato dalle attivit\u00e0 umane. Per quanto riguarda la superficie marina, risulta protetto l\u20198,4% degli oceani, anche se appena il 2,7% risulta sottoposto a rigide misure di conservazione, con una percentuale che si riduce allo 0,9% per le aree d\u2019alto mare al di fuori della giurisdizione nazionale. Mentre la Lista Rossa della IUCN (l\u2019Unione internazionale per la conservazione della natura) conta oltre 150 mila specie minacciate, 42.108 delle quali a rischio estinzione.<\/p>\n\n<p>La conservazione della biodiversit\u00e0 rimane dunque una delle sfide pi\u00f9 urgenti, che deve fare i conti con molteplici minacce: dal cambiamento climatico alla distruzione e frammentazione degli habitat, dallo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali all\u2019inquinamento. E mentre gli oceani si trovano a fronteggiare vecchi e nuovi pericoli, dalla pesca industriale al possibile avvio delle estrazioni minerarie in alto mare (il cosiddetto&nbsp;<em>deep sea mining<\/em>), le foreste continuano a essere distrutte per gli interessi dell\u2019agroindustria e delle compagnie del gas e del petrolio.<\/p>\n\n<p>Per evitare il collasso della biodiversit\u00e0 marina e terrestre e quindi garantire il mantenimento della funzionalit\u00e0 degli ecosistemi, \u00e8 necessario fermare e invertire la tendenza al pi\u00f9 presto: pertanto, Greenpeace sar\u00e0 alla COP16Bis per chiedere l\u2019approvazione di una strategia di mobilitazione delle risorse che sia tempestiva, trasparente, giusta ed equa, con finanziamenti direttamente accessibili ai Popoli Indigeni e alle comunit\u00e0 locali pi\u00f9 impattati dalla perdita della natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 25 al 27 febbraio anche Greenpeace parteciper\u00e0 alla seconda sessione della\u00a0COP Biodiversit\u00e0 che si svolger\u00e0 alla FAO di Roma.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":26490,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Anche Greenpeace Italia parteciper\u00e0 alla COP16bis alla FAO di Roma","p4_og_description":"Alla FAO di Roma si giocher\u00e0 la partita cruciale per fermare la perdita di biodiversit\u00e0","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[22],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-26506","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-biodiversita","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26507,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26506\/revisions\/26507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26506"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=26506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}