{"id":26541,"date":"2025-02-27T17:29:43","date_gmt":"2025-02-27T16:29:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26541"},"modified":"2025-02-27T17:42:15","modified_gmt":"2025-02-27T16:42:15","slug":"eni-presenta-il-piano-industriale-2025-2028-greenpeace-italia-e-recommon-la-crisi-climatica-si-aggrava-ma-eni-vuole-aumentare-ancora-la-produzione-di-gas-e-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/26541\/eni-presenta-il-piano-industriale-2025-2028-greenpeace-italia-e-recommon-la-crisi-climatica-si-aggrava-ma-eni-vuole-aumentare-ancora-la-produzione-di-gas-e-petrolio\/","title":{"rendered":"ENI presenta il piano industriale 2025-2028. Greenpeace Italia e ReCommon: \u00abLa crisi climatica si aggrava, ma ENI vuole aumentare ancora la produzione di gas e petrolio\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Durante il Capital Markets Update 2025, ENI ha confermato oggi di non avere nessuna intenzione di cambiare passo verso la necessaria transizione energetica basata sulle energie rinnovabili. L\u2019azienda guidata da Claudio Descalzi punta, invece, a incrementare la produzione di petrolio e gas e a spingere sulle esplorazioni di nuovi combustibili fossili, aumentando cos\u00ec il proprio contributo alla crisi climatica in corso.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abDalla presentazione odierna emerge che nel 2024 le estrazioni di combustibili fossili di ENI sono aumentate rispetto al 2023, un trend che l\u2019azienda non intende affatto invertire. Come annunciato oggi, l\u2019obiettivo \u00e8 infatti un incremento della produzione del 3-4% annuo fino al 2028, per poi mantenere gli stessi livelli fino al 2030. Un cambio di strategia che sposta il picco di crescita delle estrazioni fossili dal 2027 al 2028 e porta con s\u00e9 un&#8217;unica certezza: estrarre di pi\u00f9 significa inquinare di pi\u00f9, e dunque accrescere la responsabilit\u00e0 di ENI nella crisi climatica\u00bb, dichiarano Greenpeace Italia e ReCommon.<\/p>\n\n<p>Mentre il colosso italiano del gas e del petrolio si racconta come un\u2019azienda &#8220;<em>green<\/em>&#8220;, i numeri raccontano invece una storia diversa. Dal 2023, la capacit\u00e0 installata di rinnovabili \u00e8 passata da appena 3 GW a 4,1 GW, con un target modesto di 15 GW al 2030, e una crescita di poco meno di 2 GW annui. Nello stesso periodo, la sola produzione di gas peser\u00e0 per il 60% del portafoglio aziendale. Nessuna transizione, dunque, secondo Greenpeace Italia e ReCommon, bens\u00ec il solito modello industriale che da pi\u00f9 di settant\u2019anni alimenta il riscaldamento del pianeta.<\/p>\n\n<p>Grande protagonista del piano strategico presentato dal Cane a Sei zampe \u00e8 la Carbon Capture and Storage (CCS &#8211; cattura e stoccaggio della CO\u2082), spacciata come soluzione salvifica a partire dai progetti di Ravenna e Hynet nel Regno Unito, mentre in realt\u00e0 si tratta di una tecnologia sperimentale costosa, rischiosa, inefficiente e totalmente inadatta a fronteggiare l\u2019emergenza climatica. Non poteva mancare infine un grande cavallo di battaglia di ENI, la fusione nucleare: un\u2019illusione ancora lontana nel tempo, che nella migliore delle ipotesi non potr\u00e0 essere disponibile prima della seconda met\u00e0 del secolo quando ormai sar\u00e0 tardi per affrontare una crisi climatica che si aggrava di giorno in giorno.<\/p>\n\n<p>\u00abENI celebra utili in crescita, portando a casa un avanzo di 5 miliardi, mentre la crisi climatica peggiora, gli italiani e le imprese sono costretti a pagare bollette energetiche sempre pi\u00f9 salate e il governo fatica a trovare fondi per contenere i prezzi dell\u2019energia, il cui costo in Italia \u00e8 ancora legato al gas fossile. A pagare il prezzo dei guadagni di ENI siamo dunque tutte e tutti noi, sia a livello economico che climatico e ambientale\u00bb, dichiarano Greenpeace Italia e ReCommon.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante il Capital Markets Update 2025, ENI ha confermato oggi di non avere nessuna intenzione di cambiare passo verso la necessaria transizione energetica basata sulle energie rinnovabili. 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