{"id":26613,"date":"2025-03-11T12:45:24","date_gmt":"2025-03-11T11:45:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=26613"},"modified":"2025-03-11T16:16:43","modified_gmt":"2025-03-11T15:16:43","slug":"verso-la-neutralita-climatica-con-energia-100-rinnovabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/26613\/verso-la-neutralita-climatica-con-energia-100-rinnovabile\/","title":{"rendered":"Verso la neutralit\u00e0 climatica con energia 100% rinnovabile"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;11 marzo \u00e8 stata presentata la ricerca <em>&#8220;Elettricit\u00e0 100% rinnovabile&#8221;<\/em>, sottoscritta da 21 professori universitari provenienti da diversi atenei italiani. Il documento propone un modello energetico basato principalmente su solare ed eolico, sia terrestre che marino, due fonti rinnovabili ormai mature e dai costi competitivi. Le rinnovabili rappresentano la chiave per ridurre il costo delle bollette, garantire sicurezza energetica ed evitare conflitti legati all&#8217;approvvigionamento delle risorse fossili.<\/p>\n\n<p>Lo studio elenca 40 interventi strategici per un\u2019Italia completamente alimentata da energia pulita, con l&#8217;obiettivo di contrastare la crisi climatica, favorire la transizione ecologica, la pace e la cooperazione internazionale. Tra i punti salienti emerge la necessit\u00e0 di accelerare la diffusione delle rinnovabili, anche in vista del passaggio dal Prezzo Unico Nazionale dell\u2019elettricit\u00e0 a quelli zonali, che favorir\u00e0 economicamente le aree con maggiore produzione di energia pulita. Il rapporto sottolinea inoltre il forte impatto occupazionale della transizione verde, grazie alla crescita dei <em>green jobs<\/em>.<\/p>\n\n<p>Nel report viene chiarito che le rinnovabili non rappresentano una minaccia per il suolo agricolo: gli impianti solari a terra, per esempio, occupano meno dell\u20191% della superficie nazionale e possono integrarsi con le attivit\u00e0 agricole, offrendo vantaggi economici e ambientali. Fondamentali per la transizione saranno anche investimenti in reti di accumulo, geotermia, biomasse sostenibili e distretti rinnovabili. Tra gli altri pilastri individuati vi sono l\u2019efficienza energetica degli edifici, la mobilit\u00e0 elettrica e politiche per stili di vita pi\u00f9 sostenibili.<\/p>\n\n<p>Nel report e durante il dibattito, la <em>Coalizione 100% Rinnovabili Network<\/em> \u2013 promossa da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia, con il coinvolgimento di esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e sindacale \u2013 ha evidenziato le numerose criticit\u00e0 del nucleare, mettendo in discussione la sua sostenibilit\u00e0 economica e ambientale.<\/p>\n\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti riguarda il declino globale del nucleare. Dopo aver raggiunto circa il 17% della produzione elettrica mondiale alla fine del secolo scorso, il suo contributo \u00e8 sceso al 9,2% nel 2022 e, secondo le previsioni dell\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia, non superer\u00e0 il 10% entro il 2050. Questo calo \u00e8 legato ai costi elevati, ai lunghi tempi di costruzione e alle difficolt\u00e0 di gestione delle scorie radioattive.<\/p>\n\n<p>Un altro aspetto cruciale \u00e8 la dipendenza geopolitica: un ritorno al nucleare in Italia comporterebbe una forte esposizione alla Russia, che detiene il 38% della capacit\u00e0 globale di conversione dell\u2019uranio e il 46% della capacit\u00e0 di arricchimento. Anche gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea dipendono in larga misura da Rosatom, la societ\u00e0 statale russa che controlla la filiera dell\u2019uranio. Un\u2019interruzione delle forniture da parte della Russia potrebbe mettere a rischio la stabilit\u00e0 energetica di molti Paesi europei.<\/p>\n\n<p>Inoltre, l&#8217;industria nucleare ha spesso minimizzato i rischi legati agli incidenti. In passato, si sosteneva che un evento catastrofico con fusione del nocciolo sarebbe stato quasi impossibile, stimando al massimo un incidente ogni dieci milioni di anni di funzionamento di un reattore. Tuttavia, disastri come quelli di Chernobyl e Fukushima hanno dimostrato che i rischi sono reali e con conseguenze devastanti.<\/p>\n\n<p>Un altro punto critico riguarda la gestione delle scorie nucleari. Le centrali a fissione dell\u2019uranio generano isotopi altamente radioattivi, con tempi di dimezzamento estremamente lunghi: il plutonio, ad esempio, impiega 24.000 anni per dimezzare la sua radioattivit\u00e0. Questo rende lo smaltimento delle scorie un problema complesso e costoso, per il quale non esistono ancora soluzioni definitive.<\/p>\n\n<p>L&#8217;Italia, inoltre, non dispone di giacimenti di uranio n\u00e9 di impianti per l\u2019arricchimento e la produzione del combustibile nucleare. Di conseguenza, dovrebbe importarlo, aumentando ulteriormente la sua dipendenza da fornitori stranieri, tra cui la Russia.<\/p>\n\n<p>La ricerca <em>&#8220;Elettricit\u00e0 100% rinnovabile&#8221;<\/em> e le analisi della <em>Coalizione 100% Rinnovabili Network<\/em> evidenziano come puntare sulle rinnovabili sia la strategia pi\u00f9 vantaggiosa per l\u2019Italia, sia in termini economici che ambientali. Al contrario, il nucleare presenta costi elevati, tempi incerti, rischi geopolitici e problemi irrisolti legati alle scorie.<\/p>\n\n<p>Per garantire un futuro energetico sostenibile, il Paese dovrebbe concentrarsi sull\u2019espansione delle fonti rinnovabili, migliorare le infrastrutture di accumulo e rete e investire nell\u2019efficienza energetica. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile ridurre i costi dell\u2019energia, creare occupazione e rafforzare l\u2019indipendenza energetica dell\u2019Italia<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Leggi il report integrale &#8220;Verso la neutralit\u00e0 climatica con energia 100% rinnovabile&#8221;<\/strong><\/p>\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-grey-900-color has-green-500-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/03\/1bfab865-report-verso-la-neutralita-climatica-con-elettricita-100-rinnovabile.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SCARICA ORA<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"566\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/03\/0b03cd0c-1-report-verso-la-neutralita-climatica-con-elettricita-100-rinnovabile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26615\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/03\/0b03cd0c-1-report-verso-la-neutralita-climatica-con-elettricita-100-rinnovabile.jpg 566w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/03\/0b03cd0c-1-report-verso-la-neutralita-climatica-con-elettricita-100-rinnovabile-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/03\/0b03cd0c-1-report-verso-la-neutralita-climatica-con-elettricita-100-rinnovabile-241x340.jpg 241w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il report propone un modello energetico basato principalmente su solare ed eolico, due fonti rinnovabili ormai mature e dai costi competitivi.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":26619,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Verso la neutralit\u00e0 climatica con energia 100% rinnovabile","p4_og_description":"Il report propone un modello energetico basato principalmente su solare ed eolico, sia terrestre che marino, due fonti rinnovabili ormai mature e dai costi competitivi","p4_og_image":"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/03\/bf02a38f-parco-eolico-solare.jpg","p4_og_image_id":"26619","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[32],"p4-page-type":[34],"class_list":["post-26613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-energia","p4-page-type-rapporto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26613"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26613\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26625,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26613\/revisions\/26625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26619"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26613"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=26613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}