{"id":27082,"date":"2025-04-23T12:42:51","date_gmt":"2025-04-23T10:42:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=27082"},"modified":"2025-05-06T15:09:41","modified_gmt":"2025-05-06T13:09:41","slug":"amazzonia-la-multinazionale-della-carne-jbs-non-fermera-la-deforestazione-svela-nuova-inchiesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/27082\/amazzonia-la-multinazionale-della-carne-jbs-non-fermera-la-deforestazione-svela-nuova-inchiesta\/","title":{"rendered":"Amazzonia, la multinazionale della carne JBS non fermer\u00e0 la deforestazione, svela nuova inchiesta"},"content":{"rendered":"\n<p>JBS, la pi\u00f9 grande azienda produttrice di carne al mondo, non riuscir\u00e0 a rispettare il suo impegno di eliminare la deforestazione dalla propria filiera in Amazzonia entro la fine del 2025, secondo l\u2019inchiesta pubblicata il 17 aprile, frutto di una collaborazione tra&nbsp;<em>The Guardian<\/em>,&nbsp;<em>Rep\u00f3rter Brasil<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Unearthed<\/em>, l\u2019unit\u00e0 di giornalismo investigativo di Greenpeace UK. <\/p>\n\n<p>L&#8217;inchiesta si basa su decine di interviste con produttori che operano all\u2019interno dell\u2019estesa filiera di JBS in Amazzonia, incluso un dipendente della stessa azienda. Gli allevatori intervistati hanno descritto un sistema \u201cpieno di falle\u201d, sostenendo in gran parte che ottenere una filiera tracciabile e priva di deforestazione entro la fine dell\u2019anno \u00e8 un obiettivo irrealizzabile.<\/p>\n\n<p>L\u2019inchiesta svela inoltre presunti casi in cui JBS avrebbe chiuso un occhio o addirittura collaborato attivamente al fenomeno del&nbsp;<em>cattle laundering<\/em>&nbsp;(letteralmente, riciclaggio di bestiame), ovvero la reimmissione sul mercato di capi di bestiame provenienti da allevamenti sanzionati per deforestazione illegale. Un allevatore nello stato brasiliano del Par\u00e1, dove JBS sta testando un programma pilota con etichette elettroniche per tracciare l\u2019origine dei bovini, avrebbe dichiarato che l\u2019azienda ha applicato le etichette a capi pronti per la macellazione anzich\u00e9 alla nascita come si dovrebbe fare. Secondo l\u2019allevatore, questa pratica servirebbe ad aumentare il valore della carne destinata all\u2019esportazione.<\/p>\n\n<p>Queste rivelazioni emergono mentre JBS si prepara a concludere le approvazioni per la sua quotazione alla Borsa di New York, accompagnata da una ristrutturazione societaria che prevede lo spostamento della sede legale della capogruppo dal Brasile ai Paesi Bassi. Lo scorso mese, l\u2019azienda \u2013 che rifornisce colossi come McDonald\u2019s, Tesco e Walmart, ed \u00e8 finanziata da banche come Barclays, Santander e Rabobank \u2013 ha annunciato un utile di 1,8 miliardi di dollari nel 2024.<\/p>\n\n<p>A febbraio, il team legale di Greenpeace International ha inviato una diffida allo studio notarile olandese&nbsp;<em>Loyens &amp; Loeff<\/em>, che rappresenta JBS, chiedendo di verificare se fornire assistenza legale all\u2019azienda per la ristrutturazione e la quotazione in borsa sia compatibile con i doveri professionali dello studio, alla luce dei legami di JBS con la distruzione ambientale, la corruzione e le violazioni dei diritti umani.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abQuesta inchiesta dovrebbe spazzare via ogni illusione che JBS possa eliminare la deforestazione dalla propria filiera in Amazzonia entro la fine dell\u2019anno. Dovrebbe anche sollevare serie domande sul fatto che JBS abbia ingannato gli investitori, promettendo un obiettivo che non aveva alcuna reale intenzione \u2013 o possibilit\u00e0 \u2013 di raggiungere. Al di l\u00e0 delle gravi falle e irregolarit\u00e0 evidenziate, \u00e8 ormai chiaro che il sistema di monitoraggio della deforestazione di JBS non \u00e8 efficace\u00bb, dichiara Martina Borghi della campagna Foreste di Greenpeace Italia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abLe multinazionali dell\u2019agroindustria come JBS continuano a trarre profitti enormi mentre distruggono foreste ed ecosistemi fondamentali per la vita sul pianeta. I governi europei devono fare la loro parte, respingendo l\u2019accordo UE-Mercosur che avvantaggia solo le grandi aziende del settore. L\u2019Unione Europea deve invece garantire l\u2019applicazione piena ed efficace del regolamento per smettere di importare deforestazione (EUDR), uno strumento fondamentale per evitare che il consumo europeo continui a distruggere le foreste del mondo\u00bb, conclude Borghi.<\/p>\n\n<p>Nel 2022 JBS ha annunciato che avrebbe eliminato la deforestazione in Amazzonia dalle proprie filiere entro il 2025, e in tutti gli altri biomi entro il 2030, rafforzando una promessa gi\u00e0 fatta nel 2021. L\u2019obiettivo finale dell\u2019azienda \u00e8 raggiungere zero deforestazione su tutta la filiera entro il 2035 e zero emissioni nette entro il 2040.<\/p>\n\n<p>Jason Weller, direttore globale della sostenibilit\u00e0 di JBS, ha ribadito questo impegno davanti alla commissione finanze del Senato statunitense durante un\u2019audizione sul ruolo dell\u2019azienda nella deforestazione amazzonica. Tuttavia, all\u2019inizio del 2024, Weller ha ridimensionato pubblicamente l\u2019impegno dichiarando che l\u2019obiettivo relativo alle emissioni \u201cnon \u00e8 mai stato una promessa\u201d e sollevando dubbi anche sull\u2019impegno contro la deforestazione.<\/p>\n\n<p>JBS ha gi\u00e0 formulato \u2013 e mancato \u2013 impegni simili in passato, in particolare nel 2009, quando l\u2019azienda \u00e8 finita al centro di uno scandalo globale a seguito del rapporto \u201c<em>Slaughtering the Amazon<\/em>\u201d pubblicato da Greenpeace International. L\u2019impegno di allora era stato rafforzato da accordi legalmente vincolanti con le procure dei principali Stati amazzonici, che imponevano a JBS di non acquistare bovini legati a deforestazione illegale avvenuta dopo il 2008. La lunga storia di distruzione ambientale e illeciti finanziari di JBS \u00e8 ben documentata.<\/p>\n\n<p>Secondo l\u2019organizzazione di esperti satellitari AidEnvironment, almeno 3.240 km\u00b2 di deforestazione \u2013 un\u2019area pi\u00f9 grande del Lussemburgo \u2013 sono stati collegati a 17 dei 21 macelli attivi in Amazzonia riconducibili alla filiera JBS, a partire dal primo impegno del 2009.<\/p>\n\n<p>Dal punto di vista finanziario, JBS \u00e8 esposta a responsabilit\u00e0 legali per un valore stimato fino a 6,4 miliardi di dollari tra cause penali, civili e altri procedimenti. Inoltre, un recente rapporto di Greenpeace Nordic stima che le emissioni di metano di JBS siano paragonabili a quelle di ExxonMobil e Shell messe insieme, collocando l\u2019azienda al quinto posto tra i maggiori emettitori mondiali di metano. JBS \u00e8 inoltre accusata di aver fuorviato gli investitori in merito ai propri obiettivi di riduzione delle emissioni. La sua strategia continua a puntare sull\u2019espansione del settore della carne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pi\u00f9 grande azienda produttrice di carne al mondo, JBS, non riuscir\u00e0 a rispettare il suo impegno contro la deforestazione entro la fine del 2025.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":24855,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"La multinazionale della carne JBS non riuscir\u00e0 a fermare il suo contributo alla deforestazione in Amazzonia","p4_og_description":"L'inchiesta dell'unit\u00e0 Unearthed di Greenpeace in collaborazione con The Guardian e Reporter Brasil svela il fallimento degli impegni di JBS ","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[22,36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-27082","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-biodiversita","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27082"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27152,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27082\/revisions\/27152"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27082"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27082"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27082"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=27082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}