{"id":28040,"date":"2025-06-25T16:40:07","date_gmt":"2025-06-25T14:40:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=28040"},"modified":"2025-06-25T16:40:10","modified_gmt":"2025-06-25T14:40:10","slug":"missioni-militari-sempre-piu-fossili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/28040\/missioni-militari-sempre-piu-fossili\/","title":{"rendered":"Missioni militari sempre pi\u00f9 \u201cfossili\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Sofia Basso, campaigner Pace e Disarmo, Greenpeace Italia<\/em><\/p>\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/1ce40f88-azione-rigassificatore-ravenna-greenpeace.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28044\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/1ce40f88-azione-rigassificatore-ravenna-greenpeace.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/1ce40f88-azione-rigassificatore-ravenna-greenpeace-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/1ce40f88-azione-rigassificatore-ravenna-greenpeace-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/1ce40f88-azione-rigassificatore-ravenna-greenpeace-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p><strong>In risposta all\u2019attacco statunitense contro i siti nucleari iraniani, il 22 giugno il Parlamento di Teheran ha approvato la chiusura dello Stretto di Hormuz<\/strong>. Gi\u00e0 il 23 giugno, nelle sue comunicazioni alla Camera dei deputati, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni segnalava che <a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/leg19\/resoconti\/assemblea\/html\/sed0497\/stenografico.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">l\u2019Italia stava \u201cmonitorando Hormuz, uno stretto strategico per l\u2019economia globale<\/a>, capace di condizionare il prezzo del petrolio e dell\u2019energia a livello mondiale\u201d. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha subito chiamato l\u2019omologo iraniano per chiedere di non chiudere lo Stretto. \u201cNoi comunque &#8211; ha dichiarato Tajani alla stampa &#8211; <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2025\/06\/23\/news\/tajani_italia_guerra_iran-424685750\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">manteniamo nell\u2019area le navi della missione Aspides, quelle in funzione anti-Houthi<\/a>\u201d.\u00a0<\/p>\n\n<p><strong>Fino al 2024, l\u2019Italia aveva una missione specifica nello Stretto di Hormuz<\/strong>, l\u2019European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz, \u201coperativa &#8211; come si legge nella <a href=\"https:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg18\/lavori\/documentiparlamentari\/IndiceETesti\/026\/005\/INTERO.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Relazione annuale sulle missioni militari in corso inviata al Parlamento nel luglio 2022<\/a> &#8211; dal gennaio del 2020, a seguito delle azioni di sabotaggio ai danni di petroliere di varie nazionalit\u00e0 nell&#8217;estate 2019 nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa un terzo del petrolio movimentato via mare\u201d. In pratica, una delle tante operazioni militari a tutela delle rotte del petrolio e del gas che vedono impegnata l\u2019Italia, a conferma non solo del peso degli interessi fossili nelle scelte politiche italiane, ma anche del fallimento della transizione energetica del nostro Paese.<\/p>\n\n<p>Nonostante i noti effetti delle fonti fossili sulla crisi climatica e sulla pace, il 2025 segna un record di spesa per le missioni militari italiane a tutela delle fonti fossili, <strong>passate dai circa <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/23166\/missioni-militari-a-tutto-gas\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">840 milioni di euro del 2024<\/a> agli oltre <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/441709.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">900 milioni di euro di quest\u2019anno<\/a><\/strong>, pari al 61 per cento del budget totale per le missioni militari italiane, in stabile <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2021\/12\/e3df577f-greenpeace_report-missioni-militari-fossili_dicembre2021.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">aumento dal 2019<\/a> a oggi, con un trend inverso a quello previsto dalla decarbonizzazione.<\/p>\n\n<p><strong>In particolare, l\u2019aumento si concentra nell\u2019area del Mar Rosso<\/strong>, dove gli attacchi degli Houthi hanno fatto scattare, nel febbraio 2025, la missione europea Aspides, fortemente voluta dall\u2019Italia e citata, appunto, da Tajani in relazione allo Stretto di Hormuz. Se ufficialmente Aspides \u00e8 a \u201csalvaguardia della libera navigazione e a protezione del naviglio mercantile\u201d, di fatto <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/01\/1cf03a9d-la-crisi-del-mar-rosso_greenpeace.docx.pdf\">tutela le rott<\/a><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/01\/1cf03a9d-la-crisi-del-mar-rosso_greenpeace.docx.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">e del gas e del petrolio<\/a>, visto che &#8211; prima degli attacchi degli Houthi &#8211; dal Canale di Suez passava circa un terzo dell\u2019import italiano di greggio e di gas liquefatto. La spesa per le missioni militari nell\u2019area \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata, passando dai 42 milioni di euro del 2024 ai 105 milioni del 2025. Difficile comunque fare un paragone dettagliato tra gli impegni del 2024 e quelli del 2025, poich\u00e9 quest\u2019anno i costi sono stati aggregati per aree geografiche, non per singole missioni come nel passato, riducendo cos\u00ec la trasparenza sull\u2019allocazione dei fondi.\u00a0<\/p>\n\n<p><strong>L\u2019importanza della \u201csicurezza energetica\u201d<\/strong> &#8211; declinata sempre e solo in termini di fonti fossili &#8211; \u00e8 riconosciuta esplicitamente anche <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/441709.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nell\u2019ultima relazione governativa sulle missioni militari internazionali<\/a>, inviata al Parlamento a fine febbraio 2025. La prima linea guida a cui si informa l\u2019impianto per le operazioni all\u2019estero delle Forze armate italiane \u00e8 infatti inequivocabile: \u201cPerseguire interessi nazionali, conferendo priorit\u00e0 alla sicurezza energetica\u201d. Anche nell\u2019illustrare le attivit\u00e0 della Difesa italiana in Medio Oriente, il documento governativo insiste sul contributo \u201calla stabilizzazione, sviluppando relazioni bilaterali, anche in chiave di sicurezza energetica\u201d.<\/p>\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/441709.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Confermate anche per il 2025<\/a> le due missioni nazionali che, sin dalla loro istituzione, hanno il mandato esplicito di proteggere le piattaforme di ENI<\/strong>, uno dei principali responsabili della crisi climatica: la missione Mediterraneo Sicuro che, dal 2015, ha come prima attivit\u00e0 la \u201csorveglianza e protezione delle piattaforme dell\u2019ENI ubicate nelle acque internazionali prospicienti la costa libica\u201d; e il dispositivo aeronavale nel Golfo di Guinea che, sin dal 2021, ha come primo compito \u201cproteggere gli asset estrattivi di ENI, operando in acque internazionali\u201d. Confermate anche tutte le operazioni militari nel Mediterraneo orientale, nuovo eldorado del gas, come pure le missioni in Libia, in Mozambico e nel Corno d\u2019Africa, tutte aree dove il Cane a Sei Zampe opera da tempo.\u00a0<\/p>\n\n<p>Nel febbraio 2023, era stato lo stesso Capo di Stato Maggiore della Marina militare, Enrico Credendino, a sottolineare come <a href=\"https:\/\/webtv.senato.it\/webtv\/commissioni\/audizione-capo-di-stato-maggiore-della-marina-militare\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la mappa del dispiegamento delle Forze armate italiane coincida quasi esattamente con quella del nostro approvvigionamento energetico<\/a>. Il ritornello della \u201csicurezza energetica\u201d viene cos\u00ec utilizzato <strong>sia per giustificare l\u2019aumento della spesa militare e della militarizzazione delle aree di crisi, sia per rafforzare la nostra dipendenza dalle fonti fossili<\/strong>. A danno della transizione energetica e della pace.<\/p>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Spesa 2025 per le missioni militari a tutela fonti fossili<\/strong><\/h2>\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>MISSIONE MILITARE<\/strong><\/td><td>AR<strong>EA OPERATIVA<\/strong><\/td><td><strong>SPESA 2025<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Mediterraneo Sicuro, Irini, Sea Guardian, Sorveglianza navale Sud NATO<\/td><td>Mediterraneo centrale e orientale<\/td><td>234.658.134 \u20ac&nbsp; &nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>MIASIT\/ Fianco Sud NATO<\/td><td>Libia<\/td><td>22.974.194 \u20ac&nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Coalizione anti-Daesh\/ Nato Iraq\/ Personale militare Medio Oriente<\/td><td>Iraq, Golfo Persico<\/td><td>272.807.486 \u20ac&nbsp; &nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Missione Aspides, Atalanta e altre nell&#8217;area<\/td><td>Mar Rosso, Golfo Persico<\/td><td>105.478.402 \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>EUTM Somalia, Gibuti, Mozambico<\/td><td>Somalia e Mozambico<\/td><td>42.772.148 \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>UNIFIL, MIBIL<\/td><td>Libano, Mediterraneo orientale<\/td><td>177.640.912 \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td colspan=\"2\">Spesa missioni &#8220;fossili&#8221; (senza costi di supporto)<\/td><td>856.331.276 \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Totale spese missioni Difesa (senza costi di supporto)<\/td><td><\/td><td>1.401.000.000 \u20ac&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Percentuale spesa missioni &#8220;fossili&#8221; sul totale della spesa per le missioni<\/td><td><\/td><td>61%<\/td><\/tr><tr><td>61% dei costi di supporto<\/td><td><\/td><td>48.190.000 \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td><strong>Totale spesa missioni militari &#8220;fossili&#8221;<\/strong><\/td><td><\/td><td><strong>904.521.276 \u20ac&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n<p><strong>Fonte<\/strong>: Elaborazione di Greenpeace Italia su dati della <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/DF\/441709.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Relazione missioni internazionali 2025<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i noti effetti delle fonti fossili sulla crisi climatica e sulla pace, il 2025 segna un record di spesa per le missioni militari italiane a tutela delle fonti fossili.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":28044,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Missioni militari sempre pi\u00f9 \u201cfossili\u201d","p4_og_description":"Nonostante i noti effetti delle fonti fossili sulla crisi climatica e sulla pace, il 2025 segna un record di spesa per le missioni militari italiane a tutela delle fonti fossili.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[49],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-28040","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-pace","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28040"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28045,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28040\/revisions\/28045"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28040"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=28040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}