{"id":28530,"date":"2025-07-22T11:15:00","date_gmt":"2025-07-22T09:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=28530"},"modified":"2025-07-22T11:06:07","modified_gmt":"2025-07-22T09:06:07","slug":"storica-vittoria-per-il-clima-le-sezioni-unite-della-cassazione-danno-ragione-a-greenpeace-italia-recommon-e-dodici-cittadini-contro-eni-da-oggi-in-italia-e-finalmente-possibile-ottenere-gius","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/28530\/storica-vittoria-per-il-clima-le-sezioni-unite-della-cassazione-danno-ragione-a-greenpeace-italia-recommon-e-dodici-cittadini-contro-eni-da-oggi-in-italia-e-finalmente-possibile-ottenere-gius\/","title":{"rendered":"Storica vittoria per il clima, le Sezioni Unite della Cassazione danno ragione a Greenpeace Italia, Recommon e dodici cittadini contro ENI: \u00abDa oggi in Italia \u00e8 finalmente possibile ottenere giustizia climatica\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Con <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/07\/c5ccdc89-allegato2_ordinanza.pdf\">una fondamentale decisione pubblicata nel pomeriggio di ieri<\/a>, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, riunitesi lo scorso 18 febbraio, hanno dato ragione a Greenpeace Italia, ReCommon e 12 cittadine e cittadini che nei mesi scorsi avevano fatto ricorso alla Suprema Corte, chiedendo se in Italia fosse possibile o meno avere giustizia climatica.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abQuesta sentenza storica dice chiaramente che anche in Italia si pu\u00f2 avere giustizia climatica\u00bb, commentano Greenpeace Italia e ReCommon. \u00abNessuno, nemmeno un colosso come ENI, pu\u00f2 pi\u00f9 sottrarsi alle proprie responsabilit\u00e0. I giudici potranno finalmente esaminare il merito della nostra causa: chi inquina e contribuisce alla crisi climatica deve rispondere delle proprie azioni\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n<p>L\u2019importantissimo verdetto avr\u00e0 infatti impatto su tutte le cause climatiche in corso o future in Italia, rafforzando la protezione dei diritti umani legati alla crisi climatica, gi\u00e0 riconosciuti dalla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU). Non solo potr\u00e0 essere decisa nel merito la causa contro ENI, Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) e Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze (MEF), avviata da Greenpeace Italia, ReCommon e 12 cittadine e cittadini davanti al Tribunale di Roma perch\u00e9 sia imposto alla societ\u00e0 di rispettare l\u2019Accordo di Parigi, ma la decisione indica la strada per tutte le future azioni giudiziarie nel nostro Paese. Questa pronuncia si inserisce nel quadro delle pi\u00f9 importanti decisioni giudiziarie europee ed internazionali di <em>climate change litigation<\/em>.<\/p>\n\n<p>Nel maggio 2023, Greenpeace Italia, ReCommon e i 12 cittadine e cittadini italiani avevano presentato una causa civile nei confronti di ENI, di CDP e del MEF &#8211; questi ultimi due enti in qualit\u00e0 di azionisti che esercitano un\u2019influenza dominante su ENI &#8211; per i danni subiti e futuri, in sede patrimoniale e non, derivanti dai cambiamenti climatici a cui il colosso italiano del gas e del petrolio ha significativamente contribuito con la sua condotta negli ultimi decenni, <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/18858\/eni-conosceva-gli-effetti-delle-fonti-fossili-sul-clima-fin-dagli-anni-settanta-svela-ricerca-di-greenpeace-italia-e-recommon\/\">pur essendone pienamente consapevole<\/a>.&nbsp;<\/p>\n\n<p>ENI, CDP e MEF avevano eccepito \u201cil difetto assoluto di giurisdizione del giudice ordinario adito\u201d, ritenendo che nel nostro Paese una causa climatica non fosse procedibile. Greenpeace Italia, ReCommon e le cittadine e cittadini che hanno promosso la \u201cGiusta Causa\u201d hanno dunque fatto ricorso per regolamento di giurisdizione alla Suprema Corte, a cui hanno chiesto un pronunciamento in via definitiva. Il verdetto delle Sezioni Unite della Cassazione, pubblicato nel pomeriggio di ieri, ha infine dato ragione a cittadine, cittadini e organizzazioni.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il responso della Suprema Corte sancisce senza ombra di dubbio che i giudici italiani si possono pronunciare sui danni derivanti dal cambiamento climatico sulla scorta tanto della normativa nazionale, quanto delle normative sovranazionali e che, dunque, le cause climatiche nel nostro Paese sono lecite e ammissibili anche in termini di condanna delle aziende fossili a limitare i volumi delle emissioni climalteranti in atmosfera. La Cassazione ribadisce anche che un contenzioso climatico come quello intentato da Greenpeace Italia e ReCommon non \u00e8 affatto un\u2019invasione nelle competenze politiche del legislatore o delle aziende, quali Eni. La tutela dei diritti umani fondamentali di cittadine e cittadini minacciati dall\u2019emergenza climatica \u00e8 superiore a ogni altra prerogativa e da oggi sar\u00e0 possibile avere giustizia climatica anche nei tribunali italiani.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Inoltre le Sezioni Unite chiariscono che i giudici italiani sono competenti anche in relazione alle emissioni climalteranti emesse dalle societ\u00e0 di ENI presenti in Stati esteri, sia perch\u00e9 i danni sono stati provocati in Italia, sia perch\u00e9 le decisioni strategiche sono state assunte dalla societ\u00e0 capogruppo che ha sede in Italia.<\/p>\n\n<p>A questo punto il giudice a cui \u00e8 stato assegnato il contenzioso climatico lanciato nel 2023 da Greenpeace Italia, ReCommon e 12 cittadine e cittadini italiani dovr\u00e0 entrare nel merito dei danni che ENI ha contribuito ad arrecare agli attori ricorrenti, ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun dubbio sul diritto ad agire per la tutela dei loro diritti di fronte a un giudice italiano quando gli effetti del cambiamento climatico si verifichino in Italia e quando le decisioni che hanno contribuito al cambiamento climatico siano state prese in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Grazie alla presente azione e alla decisione della Suprema Corte a Sezioni Unite l\u2019Italia si allinea agli altri paesi pi\u00f9 evoluti in cui il clima e i diritti umani trovano una tutela giurisdizionale. Greenpeace Italia e ReCommon attendono ora che il giudice ordinario a cui spetta tornare a decidere su \u201cLa Giusta Causa\u201d&nbsp; superi ogni altra eccezione preliminare ed entri finalmente nel merito, come gi\u00e0 avvenuto nei tribunali dei pi\u00f9 importanti paesi europei. Le due organizzazioni e i 12 cittadine e cittadini chiedono che la giustizia faccia il suo corso, come gi\u00e0 avviene nei pi\u00f9 avanzati ordinamenti giuridici europei.&nbsp;<\/p>\n\n<p>LEGGI <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/07\/c5ccdc89-allegato2_ordinanza.pdf\">LA SENTENZA&nbsp;<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allegato2_Ordinanza<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":17760,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Storica vittoria per il clima, le Sezioni Unite della Cassazione danno ragione a Greenpeace Italia, Recommon e dodici cittadini contro ENI: \u00abDa oggi in Italia \u00e8 finalmente possibile ottenere giustizia climatica\u00bb","p4_og_description":"Con una fondamentale decisione pubblicata nel pomeriggio di ieri, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, riunitesi lo scorso 18 febbraio, hanno dato ragione a Greenpeace Italia, ReCommon e 12 cittadine e cittadini che nei mesi scorsi avevano fatto ricorso alla Suprema Corte, chiedendo se in Italia fosse possibile o meno avere giustizia climatica.\u00a0","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29,44],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-28530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","tag-lagiustacausa","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28530"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28532,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28530\/revisions\/28532"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17760"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28530"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=28530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}