{"id":28569,"date":"2025-07-24T12:48:07","date_gmt":"2025-07-24T10:48:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=28569"},"modified":"2025-07-24T12:48:15","modified_gmt":"2025-07-24T10:48:15","slug":"ondate-di-calore-report-greenpeace-osservatorio-pavia-tre-quarti-delle-notizie-non-citano-la-crisi-climatica-come-elemento-esplicativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/28569\/ondate-di-calore-report-greenpeace-osservatorio-pavia-tre-quarti-delle-notizie-non-citano-la-crisi-climatica-come-elemento-esplicativo\/","title":{"rendered":"Ondate di calore, report Greenpeace-Osservatorio Pavia: tre quarti delle notizie non citano la crisi climatica come elemento esplicativo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/06\/46588925-ondate-di-caldo-roma-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-23842\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/06\/46588925-ondate-di-caldo-roma-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/06\/46588925-ondate-di-caldo-roma-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/06\/46588925-ondate-di-caldo-roma-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/06\/46588925-ondate-di-caldo-roma-2-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/06\/46588925-ondate-di-caldo-roma-2.jpg 1204w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Circa tre quarti delle notizie dei principali TG e quotidiani italiani sulla prima ondata di calore della stagione non citano la crisi climatica quale elemento di contesto esplicativo del fenomeno. \u00c8 quanto emerge dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/07\/2fb3c7c8-ondate-di-calore-sui-media_greenpeace_osservatorio-di-pavia_def.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ultimo rapporto commissionato da Greenpeace all\u2019Osservatorio di Pavia<\/a>&nbsp;che ha analizzato la copertura mediatica dell\u2019ondata di caldo estremo registrata tra fine giugno e inizio luglio. L\u2019analisi mostra, inoltre, un andamento rapsodico dell\u2019attenzione mediatica, che esplode durante il picco di calore, per poi spegnersi non appena il meteo cambia: una narrazione spesso accompagnata da toni espressi anche in titoli sensazionalistici che contribuisce a veicolare l\u2019idea che le temperature estreme siano casi episodici e a una scarsa comprensione del fenomeno nelle sue cause e conseguenze sistemiche.<\/p>\n\n<p>Nelle&nbsp;<strong>edizioni serali dei TG&nbsp;<\/strong>generalisti Rai, Mediaset e La7, solo il 23% dei servizi ha citato la crisi climatica quale elemento di contesto esplicativo, ma di questi poco meno di un terzo ha esplicitato le responsabilit\u00e0 del riscaldamento globale, mettendolo in connessione con le emissioni di gas serra o con le sue cause antropiche; ancora, appena il 7% dei servizi si \u00e8 focalizzato sulla necessit\u00e0 di interventi di mitigazione \u2013 come la riduzione delle emissioni climalteranti o la transizione verso fonti rinnovabili \u2013 mentre il 63% ha parlato di misure d\u2019adattamento, inclusi consigli pratici quali idratarsi o evitare l\u2019esposizione nelle ore pi\u00f9 calde. Il 60% delle dichiarazioni riportate \u00e8 di cittadini che hanno commentato come il caldo influenzi la loro quotidianit\u00e0 e parlato dei rimedi adottati per fronteggiarlo. Al contrario, le voci di esperti quali climatologi, fisici, meteorologici medici, e quelle del mondo del lavoro e dell\u2019economia, tra cui imprenditori, operai, agricoltori e sindacalisti, hanno trovato spazio rispettivamente nel 16% e nel 15% dei servizi.<\/p>\n\n<p>Una tendenza simile si osserva sulle pagine dei&nbsp;<strong>primi cinque<\/strong>&nbsp;<strong>quotidiani italiani<\/strong>&nbsp;(<em>Corriere della Sera<\/em>,&nbsp;<em>Repubblica<\/em>,&nbsp;<em>Avvenire<\/em>,&nbsp;<em>Il Sole 24 Ore<\/em>,&nbsp;<em>La Stampa<\/em>): nel 67% degli articoli sulle ondate di calore non si fa alcun cenno al riscaldamento globale, mentre la met\u00e0 degli articoli che citano la crisi climatica approfondisce anche le cause e\/o ne cita i responsabili. Venendo, poi, alle soluzioni e alle azioni di contrasto, anche in questo caso a prevalere sono le misure d\u2019adattamento (il 67% degli articoli ne cita qualcuna), mentre solo il 10% cita azioni di mitigazione. L\u2019interesse per le conseguenze immediate delle ondate di calore domina la narrazione, con il 93% degli articoli che cita uno o pi\u00f9 danni o rischi tangibili del caldo estremo, in primis quelli per la salute e per i lavoratori esposti. A differenza dei TG, le dichiarazioni riportate dai giornali provengono in larga parte da ambiti specifici, in primis esperti in ambito medico-scientifico, mondo economico, del lavoro e politico (l\u201985% delle dichiarazioni), con scarsa presenza della voce dei cittadini.<\/p>\n\n<p>\u00abLo studio evidenzia una mancanza di contestualizzazione adeguata delle ondate di calore e una scarsa attribuzione climatica del fenomeno da parte dei principali media italiani, oltre che un\u2019attenzione pressoch\u00e9 nulla per le azioni di mitigazione necessarie a contrastare la crisi in atto \u2013 osserva&nbsp;<strong>Simona Abbate, della campagna Clima di Greenpeace Italia<\/strong>. \u00abEppure, l\u2019impatto crescente della crisi climatica sulla salute pubblica, sull\u2019ambiente e sull\u2019economia richiederebbe una copertura mediatica approfondita, capace di giocare un ruolo nella prevenzione dei danni e di dare spazio alle cause e alle soluzioni strutturali, in primis l\u2019abbandono dei combustibili fossili e la decarbonizzazione dell\u2019industria e dei trasporti: \u00e8 fondamentale spostare il dibattito da una logica di tipo emergenziale e da una narrazione che ritrae gli eventi estremi quali episodi ormai quasi inevitabili al racconto delle soluzioni possibili, basate sulla trasformazione dei sistemi economici ed energetici attuali\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il rapporto dell\u2019Osservatorio di Pavia ha analizzato anche i&nbsp;<strong>contenuti informativi&nbsp;<\/strong>sull\u2019ondata di calore<strong>&nbsp;pubblicati su Facebook&nbsp;<\/strong>da dieci testate giornalistiche e i commenti degli utenti alle notizie postate, allargando lo studio anche al<em>&nbsp;Fatto Quotidiano<\/em>,&nbsp;<em>Libero<\/em>,&nbsp;<em>Domani<\/em>,&nbsp;<em>La Verit\u00e0<\/em>,&nbsp;<em>Il Giornale.&nbsp;<\/em>Su 136 post che hanno riguardato il tema, solo 18 (il 13%) attribuiscono l\u2019innalzamento delle temperature al riscaldamento globale. E, tra questi ultimi, solo tre citano l\u2019origine antropica della crisi climatica. Anche sui social, il tema delle ondate di calore viene affrontato puntando principalmente su un mix di cronaca, dati sulle temperature e soluzioni di adattamento. I post delle tre testate di orientamento di destra (<em>Libero<\/em>,&nbsp;<em>Il Giornale<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>La Verit\u00e0<\/em>) seguono una narrativa comune nella quale la questione delle ondate di calore viene trattata pressoch\u00e9 esclusivamente in chiave di scontro politico-ideologico, con toni di scherno e obiettivo di ridimensionamento.<\/p>\n\n<p>L\u2019analisi dei commenti degli utenti rafforza queste&nbsp;<strong>cornici narrative di tipo critico-negazionista<\/strong>, tra cui: la minimizzazione e la negazione dell\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento, ad esempio attraverso l\u2019evocazione di estati calde del passato per confutare l\u2019emergere di un trend nuovo; le accuse di catastrofismo esagerato ai media, cui vengono contestati titoli e contenuti definiti allarmistici; l\u2019attacco alle soluzioni, con una narrativa critica verso le azioni di mitigazione come le politiche di transizione e l\u2019auto elettrica; la sovrapposizione di crisi climatica e COVID 19 in discorsi complottisti su entrambi i fronti. In un contesto fortemente polarizzato, ironia e sarcasmo emergono come strategie comunicative utilizzate da negazionisti e critici climatici quale forma di attacco discorsivo che denigra, deridendolo, il contenuto dell\u2019informazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo studio analizza come TG e quotidiani italiani raccontano il caldo estremo nell&#8217;estate 2025. <\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23842,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Ondate di calore, Greenpeace-Osservatorio Pavia: tre quarti delle notizie non citano la crisi climatica come elemento esplicativo","p4_og_description":"Il nuovo rapporto analizza come l'informazione italiana racconta il caldo estremo nell'estate 2025.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-28569","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28569"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28569\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28573,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28569\/revisions\/28573"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28569"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=28569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}