{"id":28970,"date":"2025-09-29T12:58:22","date_gmt":"2025-09-29T10:58:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=28970"},"modified":"2025-09-29T13:00:15","modified_gmt":"2025-09-29T11:00:15","slug":"attivisti-di-greenpace-in-gabbia-alla-fao-contro-allevamenti-intensivi-appello-per-una-trasformazione-del-comparto-agroalimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/28970\/attivisti-di-greenpace-in-gabbia-alla-fao-contro-allevamenti-intensivi-appello-per-una-trasformazione-del-comparto-agroalimentare\/","title":{"rendered":"Attivisti di Greenpeace in gabbia alla FAO contro allevamenti intensivi: appello per una trasformazione del comparto alimentare"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/d3ce4d1d-1-azione-fao-greenpeace-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28954\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/d3ce4d1d-1-azione-fao-greenpeace-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/d3ce4d1d-1-azione-fao-greenpeace-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/d3ce4d1d-1-azione-fao-greenpeace-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/d3ce4d1d-1-azione-fao-greenpeace-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/d3ce4d1d-1-azione-fao-greenpeace.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Greenpeace activsts caged at FAO against intensive farming. At the world conference on livestock, Greenpeace launches an appeal signed by over 90 organizations for a just transition in the food sector.<div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Greenpeace \/ Lorenzo Moscia<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Grandi gabbie con dentro attiviste e attivisti di Greenpeace mascherati da mucche e maiali hanno accolto questa mattina all\u2019ingresso della FAO a Roma i delegati che partecipano alla seconda Conferenza mondiale sulla trasformazione sostenibile dell&#8217;allevamento delle Nazioni Unite. Nel giorno di apertura dei lavori, l\u2019associazione ambientalista ha ricreato un allevamento intensivo immerso in un denso fumo rosa, a simboleggiare le crescenti emissioni di metano derivanti dal settore zootecnico, ed esposto cartelli con le scritte: \u201cFattorie, non gabbie\u201d, \u201cStop allevamenti intensivi\u201d e \u201cCambiamo sistema alimentare, ora!\u201d.<\/p>\n\n<p>In occasione del summit, Greenpeace ha inoltre lanciato un appello firmato da quasi 100 organizzazioni\u00a0ambientaliste, per lo sviluppo, l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura, tra cui anche Action Aid International, Oxfam International e l\u2019Alleanza per la sovranit\u00e0 alimentare in Africa: un invito ai governi a ridurre urgentemente le emissioni agricole e a sostenere una giusta transizione da un\u2019agricoltura di tipo industriale a un sistema alimentare basato sull\u2019agroecologia, per contenere l\u2019aumento della temperatura media globale entro 1,5\u00b0C e proteggere ecosistemi vitali come l\u2019Amazzonia. La lettera arriva poche settimane prima della COP30 sul clima che riunir\u00e0 i leader mondiali in Brasile, dove si prevede una presenza significativa dei lobbisti del settore agricolo.<\/p>\n\n<p>\u00abLa zootecnia industriale sta inquinando l\u2019acqua, impoverendo i terreni e accelerando il riscaldamento globale. Eppure, i giganti della carne e dei latticini continuano a promuovere soluzioni tecnologiche riduttive o false, bloccando la vera trasformazione di cui il nostro sistema agroalimentare ha urgente bisogno\u00bb, dichiara Simona Savini della campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. \u00abCon la COP30 all\u2019orizzonte, i leader mondiali devono opporsi agli interessi acquisiti delle multinazionali e ridurre le emissioni di gas serra accompagnando l\u2019agricoltura, e in particolare la zootecnia, fuori da una produzione industriale dominata da poche grandi aziende, che sta distruggendo l\u2019ambiente e le comunit\u00e0 rurali\u00bb.<\/p>\n\n<p>Secondo l\u2019IPCC (il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite), i sistemi alimentari sono responsabili fino al 42% delle emissioni globali di gas serra. I firmatari della lettera ritengono perci\u00f2 fondamentale \u201ctrasformare radicalmente il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo cibo\u201d e invitano i governi a \u201cincentivare pratiche agricole che ripristinino gli ecosistemi, sostengano la biodiversit\u00e0 e garantiscano l\u2019accesso a un cibo sano e nutriente per tutti\u201d. L\u2019appello evidenzia inoltre il ruolo dannoso svolto dall\u2019agricoltura industriale e in particolar modo del settore zootecnico, la principale causa delle emissioni di metano, un gas serra responsabile di circa un terzo del riscaldamento globale.<\/p>\n\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 una forte spinta dell\u2019agroindustria per intensificare e industrializzare gli allevamenti e l\u2019agricoltura anche in Africa: ma adottare il sistema del Nord globale impatta sulla nostra salute e sull\u2019ambiente, poich\u00e9 favorisce deforestazione ed emissioni di gas serra, contamina i terreni e aumenta l\u2019antibiotico resistenza attraverso l\u2019uso routinario di farmaci veterinari\u00bb, dichiara Million Belay, coordinatore generale dell&#8217;Alleanza per la Sovranit\u00e0 Alimentare in Africa. \u00abStiamo collaborando con i nostri decisori politici per promuovere sistemi di produzione basati sull\u2019agroecologia che ci rendano pi\u00f9 resilienti al cambiamento del clima e rafforzino le comunit\u00e0 pastorali e le aziende agricole a conduzione familiare\u00bb.<\/p>\n\n<p>\u00abL\u2019agricoltura industriale controllata dalle multinazionali \u00e8 la seconda causa della crisi climatica e il principale motore della deforestazione. Affermare che abbiamo bisogno di agrochimici, allevamenti intensivi e accaparramento delle terre per nutrire il mondo non \u00e8 che un falso mito. I metodi di coltivazione basati sull\u2019agroecologia lavorano insieme alla natura anzich\u00e9 contro di essa e sono la scelta pi\u00f9 ovvia per difendere il clima. Gli agricoltori necessitano di pianificazione sistematica, formazione e supporto\u00bb, dichiara Teresa Anderson, responsabile globale per la giustizia climatica di ActionAid International. \u00abLa COP30 si terr\u00e0 a Bel\u00e9m, in Amazzonia, il pi\u00f9 grande ecosistema al mondo minacciato dalla deforestazione aggressiva legata all\u2019agricoltura industriale: una giusta transizione del comparto sarebbe un risultato potente e appropriato\u00bb.<\/p>\n\n<p>I firmatari dell\u2019appello sollevano particolare preoccupazione per i tentativi dei principali Paesi produttori ed esportatori di bestiame di riformulare gli obiettivi di riduzione del metano \u2013 i cosiddetti obiettivi di \u201c<em>no additional warming targets<\/em>\u201d \u2013 che consentirebbero loro di mantenere inalterati gli attuali livelli di emissioni e il numero di capi allevati. Questi obiettivi, destinati a essere adottati da Paesi come Nuova Zelanda e Irlanda, importanti esportatori di bestiame, sono stati peraltro molto criticati per avere ignorato le prove scientifiche, violato l\u2019Accordo di Parigi e i principi di equit\u00e0 del trattato sul clima, che richiedono azioni pi\u00f9 ambiziose da parte delle nazioni pi\u00f9 ricche. La coalizione di organizzazioni firmatarie della lettera invita dunque scienziati, agricoltori e cittadini di tutto il mondo ad<a href=\"https:\/\/www.reimaginefoodsystems.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;aderire al loro appello rivolto ai governi<\/a>&nbsp;in vista dell\u2019appuntamento cruciale della COP30 di Bel\u00e9m.<\/p>\n\n<p>Greenpeace Italia ricorda infine che pi\u00f9 di un anno fa, insieme ad altre associazioni, ha depositato in Parlamento&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/21684\/allevamenti-intensivi-proposta-di-legge\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la proposta di legge \u201cOltre gli allevamenti intensivi\u201d,<\/a>&nbsp;ancora in attesa di discussione: un testo che indica la strada per una trasformazione in chiave sostenibile del settore zootecnico italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite, l&#8217;organizzazione ambientalista promuove una lettera firmata da quasi 100 realt\u00e0 per ridurre le emissioni del settore e attuare una giusta transizione. <\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":28952,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Attivisti di Greenpeace in gabbia contro allevamenti intensivi alla FAO","p4_og_description":"Alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite, quasi 100 organizzazioni lanciano un appello per una transizione giusta del comparto alimentare","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,55],"tags":[27,42],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-28970","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-entra-in-azione","tag-agricoltura","tag-allevamenti","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28970"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28975,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28970\/revisions\/28975"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28952"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28970"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=28970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}