{"id":29234,"date":"2025-06-19T14:26:00","date_gmt":"2025-06-19T12:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29234"},"modified":"2025-10-28T14:40:31","modified_gmt":"2025-10-28T13:40:31","slug":"oxfam-greenpeace-8-cittadini-su-10-favorevoli-a-una-tassazione-piu-incisiva-delle-imprese-fossili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29234\/oxfam-greenpeace-8-cittadini-su-10-favorevoli-a-una-tassazione-piu-incisiva-delle-imprese-fossili\/","title":{"rendered":"Oxfam\/Greenpeace: \u201c8 cittadini su 10 favorevoli a una tassazione pi\u00f9 incisiva delle imprese fossili&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>\u00c8 quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto in 13 Paesi, tra cui l\u2019Italia, diffuso in occasione della\u00a0<\/strong><strong><em>Climate Change Conference<\/em><\/strong><strong>\u00a0delle Nazioni Unite, in corso a Bonn<\/strong>.<\/p>\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Un\u2019imposta sui grandi inquinatori applicata a 590 tra le pi\u00f9 grandi multinazionali del fossile permetterebbe di generare introiti sufficienti a ripagare il costo della crisi climatica nel Sud Globale<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Una parte sempre pi\u00f9 consistente della popolazione mondiale\u00a0<strong>\u00e8 favorevole a tassare di pi\u00f9 le multinazionali dei combustibili fossili per ripagare i danni causati dalla crisi climatica<\/strong>. Allo stesso tempo \u00e8 convinta che i governi non stiano facendo abbastanza per svincolarsi dal condizionamento che le grandi imprese inquinanti e una ristretta \u00e9lite di super-ricchi esercitano sulla politica.<\/p>\n\n<p>Sono questi gli elementi salienti del sondaggio&nbsp;<strong>commissionato da Oxfam International e Greenpeace<\/strong>&nbsp;<strong>International<\/strong>&nbsp;e realizzato dalla societ\u00e0 di ricerche di mercato Dynata in 13 Paesi (tra cui molti del G7, inclusa l\u2019Italia).<\/p>\n\n<p>I risultati dell\u2019indagine demoscopica sono stati diffusi oggi, in concomitanza con la&nbsp;<strong><em>Climate Change Conference&nbsp;<\/em><\/strong>delle Nazioni Unite in corso a Bonn fino al 26 giugno. Le discussioni tra i Paesi partecipanti alla conferenza sono focalizzate sulle priorit\u00e0 del momento delle politiche climatiche. Tra queste, le modalit\u00e0 di mobilitazione&nbsp;<strong>di almeno 1.300 miliardi di dollari l\u2019anno per la riduzione dell\u2019impatto del cambiamento climatico nel Sud Globale entro il 2035.<\/strong><\/p>\n\n<p>A questo proposito,\u00a0<strong>una nuova analisi di Oxfam evidenzia come\u00a0<em>un\u2019imposta sui grandi inquinatori<\/em>\u00a0applicata a 590 multinazionali del comparto fossile sarebbe in grado di generare,\u00a0<\/strong>nel solo primo anno di applicazione, introiti erariali\u00a0<strong>fino a 400 miliardi di dollari<\/strong>. Un ammontare<strong>\u00a0paragonabile al costo dei danni arrecati ogni anno dagli eventi climatici estremi nei Paesi del Sud Globale,\u00a0<\/strong>stimati tra i 290 e i 1.045 miliardi di dollari su base annua, entro il 2030.<\/p>\n\n<p><strong>I PRINCIPALI RISULTATI DEL SONDAGGIO<\/strong><\/p>\n\n<p>Secondo&nbsp;<strong>quanto rilevato dall\u2019indagine:<\/strong><\/p>\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>l&#8217;81% degli intervistati \u00e8 favorevole all\u2019introduzione di nuove imposte a carico delle imprese del settore del petrolio, gas e carbone <\/strong>per ripagare i danni<strong> causati dai disastri climatici<\/strong> \u2013 come tempeste, inondazioni, siccit\u00e0 ed incendi &#8211; provocati dall\u2019uso dei combustibili fossili;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>l&#8217;86% \u00e8 favorevole a destinare le entrate derivanti da una tassazione pi\u00f9 incisiva delle imprese fossili alle comunit\u00e0 pi\u00f9 colpite dalla crisi climatica<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>il 66% degli intervistati considera la tassazione <\/strong><strong><em>selettiva<\/em><\/strong><strong> del comparto fossile come la via maestra per ripagare i costi dei danni e delle perdite economiche, sociali e ambientali causate dai cambiamenti climatici. Solo il 5% degli intervistati ritiene che le risorse debbano essere reperite dalle imposte sul lavoro, il 9% dalla tassazione dei consumi e il 20% dal prelievo sui redditi d\u2019impresa<\/strong>;<\/li>\n\n\n\n<li>il 68% degli intervistati ritiene che le aziende fossili e i super-ricchi influenzino negativamente le politiche pubbliche del proprio Paese;<\/li>\n\n\n\n<li>il 77% afferma che sarebbe pi\u00f9 disposto a sostenere un candidato politico che dia priorit\u00e0 alla tassazione dei super-ricchi e delle industrie fossili.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n\n<p><strong>PER L\u201987% DEGLI ITALIANI \u00c8 GIUSTO TASSARE LE AZIENDE INQUINANTI<\/strong><\/p>\n\n<p>Nel contesto italiano i risultati dell\u2019indagine demoscopica mostrano forte sintonia con quanto rilevato negli altri Paesi, con dati talora superiori alla media.<\/p>\n\n<p><strong>\u00c8 il caso del supporto a nuove forme di imposte sul comparto energetico fossile per fare fronte ai danni causati dagli eventi climatici estremi, espresso dall\u201987% degli italiani,<\/strong>&nbsp;un valore inferiore solo a quello riscontrato in Brasile (91%) e in Spagna (87%).<br><br><strong>Per il 79% della popolazione italiana<\/strong>&nbsp;(valore massimo tra i Paesi interessati dall\u2019indagine)&nbsp;<strong>le imprese del settore fossile e i super-ricchi esercitano un indebito condizionamento dei decisori politici<\/strong>, a tutela dei propri privilegi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>UN\u2019IMPOSTA SUI GRANDI INQUINATORI<\/strong><\/p>\n\n<p>L\u2019analisi di Oxfam evidenzia nel dettaglio come, a livello globale,&nbsp;<strong>585 tra le pi\u00f9 grandi e inquinanti imprese del settore dei combustibili fossili abbiano realizzato profitti per 583 miliardi di dollari nel 2024, con un incremento del 68% rispetto al 2019<\/strong>.<br><br>Nel&nbsp;<strong>solo<\/strong>&nbsp;2023 le emissioni di&nbsp;<strong>340 delle imprese esaminate<\/strong>&nbsp;(per le quali erano disponibili i dati)&nbsp;<strong>hanno rappresentato oltre la met\u00e0 delle emissioni globali di gas serra prodotte dalle attivit\u00e0 umane<\/strong>: un quantitativo in grado di&nbsp;<strong>causare 2,7 milioni di decessi legati al caldo nei prossimi cento anni.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<p>L\u2019<strong><em>imposta sui grandi inquinatori<\/em><\/strong>,<strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong>ipotizzata da Oxfam,&nbsp;<strong>incentiverebbe le imprese a investire maggiormente in fonti di energia rinnovabile e contribuirebbe a ridurre la mortalit\u00e0 causata dal cambiamento climatico<\/strong>, alimentato dai combustibili fossili.<\/p>\n\n<p>Tale imposta dovrebbe essere inoltre accompagnata da una tassazione pi\u00f9 marcata sui super-ricchi in linea con il principio \u2018chi pi\u00f9 inquina pi\u00f9 paga\u2019.&nbsp;<strong>I governi dovrebbero introdurre simili forme di prelievo a livello nazionale e impegnarsi attivamente per rafforzare la cooperazione fiscale internazionale e favorire un equo accordo fiscale globale sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite<\/strong>.<\/p>\n\n<p>Lo studio, condotto da Dynata, \u00e8 stato presentato in concomitanza con la presentazione da parte di Greenpeace International del Pay Polluters Pact, un&#8217;alleanza globale di comunit\u00e0 in prima linea nel contrasto ai disastri climatici. Il Patto chiede che i governi facciano pagare, attraverso l&#8217;introduzione di nuove tasse e multe, alle multinazionali fossili &#8211; e non a cittadine e cittadini &#8211; la loro giusta quota per i danni che causano.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il Patto \u00e8 sostenuto a livello internazionale da: vigili del fuoco e altri operatori di primo intervento; sindacati e gruppi di lavoratori; sindaci di Paesi come Australia, Brasile, Bangladesh, India, Filippine, Sri Lanka, Nigeria, Sudafrica, Stati Uniti; persone provenienti dagli Stati insulari del Pacifico e dalla Svizzera che partecipano a cause climatiche. Il Patto \u00e8 inoltre sostenuto da oltre 60 ONG, tra cui Oxfam International,&nbsp;<a href=\"https:\/\/email.mddr.greenpeace.org\/c\/eJxEjj2OrTAMRldDysixHQiFi9fcbVwFbLjR408hmmJWPxqaab9P5-ioLCnghM4kDBGIw8jgbM9le9-Xafku52Eyzz0P_QKBOob9Xnv0u2nJqtXu25fmPqJqA_E4AWVkTBMp2QCaaAxpmfrsiiBghD6MgSEyeMM5R2MMKSVIIfy6Vatfq9lxWZ7Nn3V1m3xauzr61-GrwxdFeOYq2e-52j2frZWO4SG2cvx_7r_6d1FB5kjRNXFfgj8BAAD__-axSl0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">350.org<\/a>, Avaaz.<\/p>\n\n<p><em>&#8220;Le multinazionali del carbone, del petrolio e del gas sono a conoscenza da decenni dei danni che i loro prodotti inquinanti arrecano al clima del pianeta<\/em>\u00a0\u2013\u00a0 dichiarano Simona Abbate della campagna Clima di\u00a0<strong>Greenpeace Italia<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Misha Maslennikov, policy advisor su giustizia economica di Oxfam Italia<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>Ci\u00f2 nonostante, continuano a lucrare sulla devastazione climatica e realizzano profitti enormi, distruggendo vite e mezzi di sussistenza di milioni di donne, uomini e bambini, soprattutto nel Sud Globale, area che ha esigue responsabilit\u00e0 storiche per la crisi climatica in atto.\u00a0<\/em><strong><em>I governi devono prestare ascolto alla voce dei cittadini e chiamare i grandi inquinatori a rendere conto dei danni che continuano a causare<\/em><\/strong><em>.\u00a0<\/em><strong><em>Una tassazione pi\u00f9 incisiva delle industrie inquinanti potrebbe fornire un sostegno immediato e significativo ai Paesi vulnerabili al cambiamento climatico, incentivare finalmente gli investimenti nelle energie rinnovabili e finanziare una transizione ecologica giusta<\/em><\/strong><em>&#8220;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 quanto emerge da un nuovo sondaggio condotto in 13 Paesi, tra cui l\u2019Italia, diffuso in occasione della\u00a0Climate Change Conference\u00a0delle Nazioni Unite.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23075,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29,32],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29234","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-clima","tag-energia","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29234"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29234\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29235,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29234\/revisions\/29235"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23075"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29234"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}