{"id":29301,"date":"2025-11-04T15:29:44","date_gmt":"2025-11-04T14:29:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29301"},"modified":"2025-11-04T15:30:57","modified_gmt":"2025-11-04T14:30:57","slug":"lagribusiness-soffoca-lamazzonia-nuovo-studio-di-greenpeace-aria-piu-irrespirabile-che-nelle-megalopoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29301\/lagribusiness-soffoca-lamazzonia-nuovo-studio-di-greenpeace-aria-piu-irrespirabile-che-nelle-megalopoli\/","title":{"rendered":"L&#8217;agribusiness soffoca l&#8217;Amazzonia, nuovo studio di Greenpeace: \u00abAria pi\u00f9 irrespirabile che nelle megalopoli\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/3e26834c-gp0su6pif_medium-res-1200px-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29302\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/3e26834c-gp0su6pif_medium-res-1200px-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/3e26834c-gp0su6pif_medium-res-1200px-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/3e26834c-gp0su6pif_medium-res-1200px-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/3e26834c-gp0su6pif_medium-res-1200px-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/3e26834c-gp0su6pif_medium-res-1200px.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Marizilda Cruppe \/ Greenpeace<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Le persone che vivono nel cuore della foresta amazzonica stanno respirando aria contaminata da livelli di particolato tossico superiori a quelli registrati in grandi citt\u00e0 come San Paolo, Pechino o Londra. A rivelarlo sono i nuovi dati pubblicati oggi da Greenpeace International,&nbsp;nel nuovo studio dal titolo&nbsp;<em>&#8220;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/29297\/cieli-avvelenati-lagribusiness-che-soffoca-lamazzonia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Toxic Skies: How Agribusiness is Choking the Amazon<\/a>&#8220;<\/em>,&nbsp;che indicano come la principale causa di questo inquinamento siano gli incendi appiccati intenzionalmente per liberare terreni forestali e destinarli al pascolo di bestiame.<\/p>\n\n<p>Lo studio, sottoposto a revisione scientifica, analizza le concentrazioni di polveri sottili (PM2.5), un inquinante associato a gravi malattie respiratorie e cardiovascolari, oltre che a morti premature, in diverse localit\u00e0 della regione amazzonica brasiliana. Nelle stagioni degli incendi del 2024 e 2025, a Porto Velho (Rond\u00f4nia) e L\u00e1brea (Amazonas) sono stati registrati valori giornalieri di PM2.5 fino a 20 volte superiori ai limiti raccomandati dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) per la salute pubblica. Anche se nel 2025 gli incendi sono stati meno numerosi rispetto all\u2019anno precedente, Greenpeace International ha comunque rilevato in diverse aree livelli di PM2.5 sei volte superiori alle linee guida dell\u2019OMS. Questi dati collocano l\u2019Amazzonia tra le regioni pi\u00f9 inquinate del pianeta, nonostante la sua fitta copertura forestale.<\/p>\n\n<p>\u00abL\u2019Amazzonia svolge un ruolo fondamentale per la vita sul pianeta, ma oggi sta soffocando nel fumo degli incendi innescati dall\u2019industria della carne. Questi roghi non sono eventi naturali, ma vengono appiccati per fare spazio a pascoli o piantagioni per la mangimistica, mettendo a rischio la salute e la vita delle persone, dalle citt\u00e0 alle comunit\u00e0 indigene\u00bb, dichiara Martina Borghi, campagna Foreste di Greenpeace Italia. \u00abBambini nei letti d\u2019ospedale, anziani che faticano a respirare e foreste in fumo per alimentare il commercio globale di carne: questo \u00e8 il vero costo dell\u2019agricoltura industriale. Alla COP30, i lobbisti diranno che la loro industria \u00e8 parte della soluzione. I governi, per\u00f2, devono andare oltre il greenwashing, esigendo che l\u2019industria ne risponda direttamente\u00bb.<\/p>\n\n<p>Il rapporto evidenzia come la quasi totalit\u00e0 degli incendi nell&#8217;Amazzonia brasiliana sia concentrata in aree soggette a sfruttamento agricolo. I dati satellitari raccolti tra il 2019 e il 2024 mostrano che oltre 30 milioni di ettari, un\u2019estensione pari alle dimensioni dell\u2019Italia, sono stati bruciati&nbsp;in un raggio di 360 km intorno agli stabilimenti di JBS, la pi\u00f9 grande azienda produttrice di carne al mondo.&nbsp;Questo evidenzia l\u2019elevato rischio di esposizione all\u2019uso intenzionale del fuoco da parte dei fornitori, sia nelle catene di approvvigionamento dirette che in quelle indirette, a cui sono soggette aziende del settore carne come JBS, che non dispongono di politiche esplicite volte a vietare tale pratica<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/1\/#m_5067765846449948753_m_-8472735440404502951__ftn1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n<p>Lo studio mette in luce anche le gravi conseguenze sanitarie dell\u2019inquinamento da incendi: negli ospedali di Porto Velho, durante la stagione degli incendi, si \u00e8 registrato un forte aumento dei ricoveri per problemi respiratori, in particolare tra bambini e anziani. Le analisi citate nel rapporto stimano che il fumo causato dagli incendi agricoli abbia contribuito, nell\u2019ultimo decennio, a decine di migliaia di ricoveri e morti premature nella regione amazzonica del Brasile.<\/p>\n\n<p>Raggiungere gli standard di qualit\u00e0 dell\u2019aria dell\u2019OMS potrebbe aumentare l\u2019aspettativa di vita fino a 2,9 anni negli stati pi\u00f9 colpiti, come Rond\u00f4nia e Amazonas. Pertanto, Greenpeace chiede ai governi che si riuniranno alla COP30 di Bel\u00e9m di adottare un Piano d\u2019Azione per le Foreste, per attuare l\u2019obiettivo ONU di fermare e invertire la deforestazione e il degrado forestale entro il 2030. L\u2019organizzazione sollecita inoltre governi e istituzioni finanziarie a interrompere i rapporti con i produttori di carne e mangimistica responsabili della distruzione delle foreste, investendo invece in sistemi alimentari equi e sostenibili, con finanziamenti direttamente accessibili ai Popoli Indigeni e alle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;allarme nel report diffuso alla vigilia della COP30: livelli di particolato superiori a quelli in citt\u00e0 come San Paolo, Londra, Pechino. \u00abAl summit serve fermare lo strapotere del comparto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":29303,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Tra incendi e deforestazione, l'agribusiness soffoca l'Amazzonia: nuovo report di Greenpeace","p4_og_description":"Aria pi\u00f9 inquinata che nelle megalopoli: alla COP30 serve fermare lo strapotere del comparto.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[21,27,36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29301","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-inquinamento","tag-agricoltura","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29301"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29301\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29305,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29301\/revisions\/29305"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29301"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}