{"id":29367,"date":"2025-11-10T11:17:25","date_gmt":"2025-11-10T10:17:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29367"},"modified":"2025-11-10T11:19:08","modified_gmt":"2025-11-10T10:19:08","slug":"abiti-usati-unindagine-di-greenpeace-e-report-svela-il-destino-dei-vestiti-che-non-vogliamo-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29367\/abiti-usati-unindagine-di-greenpeace-e-report-svela-il-destino-dei-vestiti-che-non-vogliamo-piu\/","title":{"rendered":"Abiti usati, un&#8217;indagine di Greenpeace e Report svela il destino dei vestiti che non vogliamo pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/c05724d3-gp0styq9q_low-res-800px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29368\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/c05724d3-gp0styq9q_low-res-800px.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/c05724d3-gp0styq9q_low-res-800px-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/c05724d3-gp0styq9q_low-res-800px-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/c05724d3-gp0styq9q_low-res-800px-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption><div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Kevin McElvaney \/ Greenpeace<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Solo 2 dei 26 capi di abbigliamento e accessori consegnati da Greenpeace Italia e&nbsp;<em>Report&nbsp;<\/em>ai servizi di raccolta per abiti usati di 11 citt\u00e0 italiane hanno trovato collocazione nel mercato del riuso. Rimane incerto il destino di tutti gli altri: 4 sono finiti in India e 4 in Africa (2 in Tunisia, 1 in Sudafrica e 1 in Mali), in zone prive di strutture necessarie per trattare nel modo corretto gli scarti tessili, mentre i restanti si sono fermati tra Italia ed Europa.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Sono i risultati dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/29360\/dove-vanno-a-finire-i-nostri-abiti-usati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ultima indagine condotta dall\u2019Unit\u00e0 Investigativa di Greenpeace Italia insieme alla trasmissione&nbsp;<em>Report<\/em>&nbsp;di Rai 3<\/a>. Questa ricerca nasce per svelare la fine di vestiti e scarpe buttati nei cassonetti per il riciclo o affidati ai servizi di raccolta di grandi marchi del settore moda come H&amp;M, Zara e Nike. Greenpeace e&nbsp;<em>Report&nbsp;<\/em>hanno seguito per un anno, da giugno 2024 a maggio 2025, il percorso di 26 capi d\u2019abbigliamento usati (14 integri e 12 danneggiati), dotati di tracker GPS in grado di trasmettere la posizione. Come raccontato ieri nel servizio di&nbsp;<em>Report&nbsp;<\/em>intitolato &#8220;Panni sporchi&#8221;, il monitoraggio ha permesso di fare luce in una rete intricata, che spesso ha poco a che vedere con la beneficenza, e molto con il profitto e le illegalit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Grazie al supporto della startup Indaco2, sono stati calcolati anche i chilometri percorsi e le emissioni di gas serra generate dal sistema di raccolta e smaltimento. I capi monitorati hanno percorso in media 3.888 chilometri, con il caso pi\u00f9 eclatante che ha superato i 21.000 km. In totale, la distanza coperta dai 26 abiti tracciati \u00e8 stata di oltre 100.000 km, pari a 2,5 volte la circonferenza della Terra. Viaggi cos\u00ec lunghi e dispendiosi in termini di emissioni sarebbero giustificati solo se alla fine di ogni percorso si arrivasse al riutilizzo del vestito usato.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Alcuni vestiti sono arrivati in Tunisia, Mali e Sudafrica, alimentando un sistema che sfugge a qualsiasi controllo; 3 capi hanno raggiunto Panipat, un\u2019area dell\u2019India in cui l\u2019inquinamento generato dall\u2019industria informale del riciclo avvelena le acque, mentre i vestiti non recuperabili finiscono per essere bruciati rendendo l\u2019aria irrespirabile.<\/p>\n\n<p>\u00abIl tracciamento mostra una realt\u00e0 nascosta: anche quando gettiamo i nostri abiti nei cassonetti nel modo corretto, il loro destino non \u00e8 chiaro &#8211; commenta Greenpeace Italia &#8211; Come dimostrato negli ultimi anni da diverse inchieste giornalistiche e indagini dell\u2019Antimafia, si tratta infatti di una filiera opaca e spesso soggetta a infiltrazioni criminali\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Greenpeace ricorda anche che ogni anno un cittadino europeo acquista in media 19 kg di vestiti e produce 16 kg di rifiuti tessili. In Italia, nonostante dal 2022 la raccolta differenziata del tessile usato sia obbligatoria, solo il 19% dei rifiuti tessili urbani viene effettivamente conferito nei&nbsp;cassonetti, meno di 3 kg pro capite. \u00abL\u2019inchiesta lancia un chiaro segnale: non solo la gestione dei rifiuti tessili deve essere ripensata &#8211; conclude Greenpeace &#8211; ma serve agire all\u2019origine del problema, mettendo subito un freno alla produzione massiva di abiti a basso costo della&nbsp;<em>fast fashion&nbsp;<\/em>e dell\u2019<em>ultra fast fashion<\/em>\u00bb.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appena 2 dei 26 capi consegnati ai servizi di raccolta in 11 citt\u00e0 italiane hanno trovato collocazione nel mercato del riuso, tra irregolarit\u00e0, inquinamento e viaggi dall\u2019altra parte del mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":29368,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Il destino degli abiti usati, nuova indagine di Greenpeace e Report","p4_og_description":"L'indagine ha tracciato 26 capi consegnati ai servizi di raccolta in 11 citt\u00e0 italiane","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[25,21],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29367","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-consumi","tag-inquinamento","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29367"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29370,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29367\/revisions\/29370"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29367"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}