{"id":29376,"date":"2025-11-12T17:34:30","date_gmt":"2025-11-12T16:34:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29376"},"modified":"2025-11-12T17:34:36","modified_gmt":"2025-11-12T16:34:36","slug":"tar-campania-boccia-ricorso-su-area-protetta-gaiola-marevivo-e-greenpeace-vince-la-burocrazia-perde-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29376\/tar-campania-boccia-ricorso-su-area-protetta-gaiola-marevivo-e-greenpeace-vince-la-burocrazia-perde-il-mare\/","title":{"rendered":"TAR Campania boccia ricorso su area protetta Gaiola. Marevivo e Greenpeace: \u201cVince la burocrazia, perde il mare&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-27695\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/06\/4cc5a572-gp_gaiola_5-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Trentacinque anni di battaglie vanificate da una sentenza che di fatto verifica la correttezza delle procedure amministrative, senza prendere in considerazione le ricadute dal punto di vista scientifico e di tutela della biodiversit\u00e0. Ma soprattutto non ha speso una parola sull\u2019obbligo per tutti &#8211; comprese le Amministrazioni pubbliche &#8211; di tutelare \u201csenza se e senza ma\u201d un\u2019Area Marina Protetta.&nbsp;<strong>Insomma, vince la burocrazia, ma perde il mare e chi lo difende.<\/strong>&nbsp;Cos\u00ec amaramente commentano&nbsp;<strong>Marevivo e Greenpeace<\/strong>&nbsp;<strong>Italia<\/strong>&nbsp;la sentenza del TAR della Campania che lo scorso 6 novembre ha respinto&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/26442\/scarichi-nellarea-marina-protetta-di-gaiola-greenpeace-e-marevivo-fanno-ricorso-al-tar-campania\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">il ricorso presentato dalle realt\u00e0 ambientaliste&nbsp;<\/a>contro il progetto \u201cInfrastrutture, Reti idriche, Trasportistiche ed Energetiche, dell\u2019area del sito di interesse nazionale di Bagnoli Coroglio\u201d di Invitalia s.p.a. Il TAR conferma il progetto dando via libera ai lavori di potenziamento delle reti idriche e fognarie nell\u2019area di Posillipo- Bagnoli, compreso il rifacimento del collettore \u201cArena Sant\u2019Antonio\u201d, che scaricher\u00e0 in prossimit\u00e0 dell\u2019<strong>Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, una zona tutelata da norme di protezione nazionali ed europee, come la Rete Natura 2000.<\/strong><\/p>\n\n<p>Per<strong>\u00a0Marevivo, Greenpeace Italia e Delegazione Marevivo Campania,<\/strong>\u00a0la sentenza del Tar ignora totalmente le attuali ricadute sulla biodiversit\u00e0 marina e non spiega con esattezza come le nuove modifiche impatteranno meno sugli habitat di Posidonia e coralligeno presenti nell\u2019area. Habitat che dovrebbero essere integralmente protetti. Stando alla sentenza, il progetto viene definito \u201campiamente migliorativo\u201d rispetto alla situazione attuale, grazie a\u00a0\u00a0una serie di interventi tecnici per raggiungere tale scopo. I giudici hanno dunque ritenuto che il potenziamento delle reti fognarie ridurr\u00e0 gli sversamenti in mare e migliorer\u00e0 significativamente la qualit\u00e0 delle acque, anzich\u00e9 arrecare ulteriori danni ambientali.<\/p>\n\n<p>Durante questi mesi, in tantissimi si sono uniti alla battaglia di&nbsp;<strong>Marevivo e Greenpeace Italia<\/strong>: volti noti, professionisti, societ\u00e0 civile, 16 associazioni ambientaliste del Coordinamento Tutela Mare \u201cChi Tene o\u2019 Mare\u201d, il mondo scientifico e culturale, che all\u2019unisono hanno contestato il Piano di Invitalia. Anche i miticoltori della zona, insieme con Fondazione UniVerde, Confcommercio-Imprese per l\u2019Italia, Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale e Associazione Premio GreenCare, hanno firmato l\u2019atto di intervento&nbsp;<em>ad adiuvandum<\/em>&nbsp;a sostegno del ricorso al TAR. A nulla \u00e8 servita anche la decisione del Consiglio Regionale della Campania, che all\u2019unanimit\u00e0 aveva approvato la mozione contraria presentata dalla Consigliera Roberta Gaeta, cui aveva dato seguito la Giunta Regionale definendo \u201cnefasto\u201d il PRARU, Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana di Invitalia.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u201cSapevamo gi\u00e0 che il Ministero dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministero della Cultura, aveva espresso parere favorevole sulla compatibilit\u00e0 ambientale del progetto, ma questo \u00e8 stato fatto senza effettuare nessuno studio sul campo. Ci chiediamo come sia possibile credere a tale parere non supportato dagli studi scientifici necessari\u201d, dichiara&nbsp;<strong>Valentina Di Miccoli, campaigner mare di Greenpeace Italia.<\/strong><\/p>\n\n<p>\u201c\u00c8 una contraddizione in termini che un Piano di Bonifica e Risanamento Ambientale individui come area di scarico dei nuovi scolmatoi fognari proprio l\u2019Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, una zona tutelata da norme di protezione nazionali ed europee, come la Rete Natura 2000 \u2013&nbsp;spiega&nbsp;<strong>Rosalba Giugni, Presidente Fondazione Marevivo<\/strong>. \u2013 Questa sentenza ci delude profondamente, perch\u00e9 crea anche un pericoloso precedente per il sistema delle Aree Marine Protette italiane ed europee. L\u2019impegno di Marevivo per la Gaiola dura da oltre 35 anni: ci siamo battuti per 13 anni perch\u00e9 diventasse un\u2019area tutelata e non abbiamo mai smesso di difenderla. Abbiamo invitato chi di dovere a trovare soluzioni alternative allo scarico gi\u00e0 esistente e il paradosso \u00e8 che adesso ne verr\u00e0 creato un altro. Non ci arrenderemo neanche stavolta. Abbiamo deciso di agire in modo democratico, intraprendendo le vie legali nel pieno rispetto delle istituzioni e convinti della bont\u00e0 delle nostre ragioni. Se in tanti si sono uniti a noi \u00e8 perch\u00e9 hanno a cuore il mare di Napoli, la sua inestimabile flora e fauna e la salute dei cittadini\u201d.<\/p>\n\n<p>\u201cQuesta \u00e8 una sconfitta non solo per il mare di Napoli, ma per la tutela della risorsa mare dell&#8217;intero Paese. Nella sentenza, a nostro avviso, ci sono delle lacune importanti sul fronte scientifico dei dati di riferimento e delle conoscenze, sia dal punto di vista biologico che oceanologico ed idrologico. Tuttavia, ritengo che il tema fondamentale non sia se l\u2019intervento sia leggermente migliorativo, peggiorativo o lasci le cose come sono. Il tema fondamentale \u00e8 che in quel luogo uno scarico fognario non deve esistere\u201d, dichiara&nbsp;<strong>Maurizio Simeone, Direttore dell\u2019AMP Gaiola.<\/strong>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p>Pur riconoscendo che il TAR Campania si sia limitato a valutare la correttezza delle procedure amministrative, riteniamo che la questione ambientale resti sostanzialmente irrisolta. \u00c8 indispensabile approfondire con seriet\u00e0 e trasparenza i possibili impatti dell\u2019opera sulla biodiversit\u00e0 marina, che interessa tanto l\u2019Area Marina Protetta \u201cParco Sommerso di Gaiola\u201d quanto la<strong>&nbsp;Zona Speciale di Conservazione IT8030041 \u201cFondali Marini di Gaiola e Nisida\u201d, della Rete Natura 2000, la pi\u00f9 grande rete ecologica d\u2019Europa, istituita dall\u2019Unione Europea ai sensi della Direttiva 92\/43\/CEE \u201cHabitat\u201d.<\/strong><\/p>\n\n<p>L\u2019applicazione del principio di precauzione deve essere prioritaria in un contesto cos\u00ec fragile e prezioso. Ancora una volta, invece, si \u00e8 scelto di sacrificare il mare e la sua tutela, considerandoli un problema di serie B rispetto alle esigenze infrastrutturali. \u00c8 una decisione miope che rischia di compromettere irreversibilmente un patrimonio naturale unico, che appartiene a tutta la collettivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le organizzazioni la sentenza, che d\u00e0 il via libera ai lavori di potenziamento delle reti idriche e fognarie, vanifica 35 anni di battaglie non considerando la tutela della biodiversit\u00e0 e le ricadute ambientali.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":27696,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Area marina protetta Gaiola, TAR Campania blocca ricorso ambientalisti","p4_og_description":"Marevivo e Greenpeace: Vince la burocrazia, perde il mare\"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[18,21,22],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29376","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-mare","tag-inquinamento","tag-biodiversita","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29376","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29376"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29376\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29378,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29376\/revisions\/29378"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27696"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29376"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29376"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29376"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29376"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}