{"id":29403,"date":"2025-12-05T09:01:00","date_gmt":"2025-12-05T08:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29403"},"modified":"2025-11-14T13:00:58","modified_gmt":"2025-11-14T12:00:58","slug":"ogni-gesto-conta-nessuno-si-salva-da-spettatore-intervista-alla-direttora-di-greenpeace-chiara-campione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/29403\/ogni-gesto-conta-nessuno-si-salva-da-spettatore-intervista-alla-direttora-di-greenpeace-chiara-campione\/","title":{"rendered":"\u201cOgni gesto conta. Nessuno si salva da spettatore&#8221;: intervista alla direttora di Greenpeace Chiara Campione"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/61e4372a-chiara-campione-greenpeace-1024x683.jpg\" title=\"Chiara Campione, nuova direttora di Greenpeace Italia, posa davanti a un photowall di Greenpeace\" alt=\"Chiara Campione, nuova direttora di Greenpeace Italia, posa davanti a un photowall di Greenpeace\" class=\"wp-image-28800\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/61e4372a-chiara-campione-greenpeace-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/61e4372a-chiara-campione-greenpeace-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/61e4372a-chiara-campione-greenpeace-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/61e4372a-chiara-campione-greenpeace-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/09\/61e4372a-chiara-campione-greenpeace.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Sono passati diciotto anni da quando Chiara Campione, palermitana, laurea in Scienze Agrarie, ha varcato la soglia dell\u2019ufficio di Greenpeace Italia come responsabile della campagna Foreste. Passando, negli anni seguenti, al ruolo di Global Project Leader delle campagne #Detox e #MakeSMTHG di Greenpeace International. Nel 2024, il salto alla co-direzione del Programma dell\u2019ufficio italiano e, ora, la nomina a Direttora Esecutiva, in sostituzione di Giuseppe Onufrio che abbiamo salutato nel numero precedente di <em>Greenpeace News<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>Chiara, conosciamo la tua lunga storia all\u2019interno di Greenpeace Italia, e i ruoli rivestiti. Puoi raccontarci qualcosa del percorso personale e professionale che ti ha portato a dirigere questa organizzazione?<\/strong><\/p>\n\n<p>Non \u00e8 stata una strada lineare, n\u00e9 disegnata in anticipo. Sono entrata in Greenpeace diciotto anni fa e, da allora, ho attraversato quasi tutto: campagne, azioni, lavoro internazionale, direzione del programma. Ogni ruolo \u00e8 stato un modo diverso di imparare cosa significa cambiare qualcosa nel mondo reale, e non solo nella propria testa. Ho visto trasformazioni dentro e fuori l\u2019organizzazione, ho condiviso vittorie e momenti in cui sembrava che nulla si muovesse. \u00c8 l\u00ec che ho capito che guidare non significa avere tutte le risposte, ma cercarle insieme agli altri. Oggi porto con me questa storia collettiva, con la responsabilit\u00e0 di farla avanzare e non conservarla soltanto.<\/p>\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il momento o l\u2019esperienza che ti ha avvicinata alla causa ambientale? Quali sono i valori personali che pi\u00f9 ti guidano nel tuo impegno per l\u2019ambiente?<\/strong><\/p>\n\n<p>Da bambina, in braccio a mio padre o a cavalluccio sulle spalle di mia madre, nelle manifestazioni pacifiste contro l\u2019installazione dei missili nucleari a Comiso, guidate da Pio La Torre. Poi, da ragazza, le mie prime azioni contro il deposito di scorie nucleari a Pasquas\u00eca. In Sicilia capisci presto che la terra \u00e8 qualcosa che si difende con il corpo, con la voce e insieme agli altri. I valori che mi guidano restano quelli imparati allora: giustizia, indipendenza, responsabilit\u00e0 verso chi verr\u00e0 dopo.&nbsp;<\/p>\n\n<p><strong>Attivisti si nasce o si diventa? Qual \u00e8 il tuo pensiero in materia?<\/strong><\/p>\n\n<p>Sono nata in una famiglia di attivisti: un nonno partigiano, un padre militante, una madre femminista. L\u2019impegno non era un concetto, era il modo in cui si stava al mondo. Non so se l\u2019attivismo l\u2019ho scelto o se, in qualche modo, mi ha trovato prima che sapessi dargli un nome. Ma non credo ai destini biologici, n\u00e9 alle vocazioni ereditate. Si pu\u00f2 nascere dentro una storia, ma poi bisogna deciderla, confermarla, persino contraddirla quando serve. Si diventa attivisti scegliendo, giorno dopo giorno, di non abituarsi all\u2019ingiustizia e di non scivolare nell\u2019indifferenza.<\/p>\n\n<p><strong>Dopo un breve periodo di affiancamento, hai sostituito definitivamente Giuseppe Onufrio, che \u00e8 andato in pensione dopo pi\u00f9 di quindici anni di direzione di Greenpeace Italia. Con quale spirito assumi questa responsabilit\u00e0 e quale pensi che sia il lascito che erediti da Pippo?<\/strong><\/p>\n\n<p>Entro in questo ruolo con senso di responsabilit\u00e0 e con la consapevolezza che guidare un\u2019organizzazione come Greenpeace significa unire ambizione e cura, visione e concretezza quotidiana. Non si tratta solo di continuare un percorso, ma di farlo evolvere, aprendo nuove possibilit\u00e0 e nuovi spazi di partecipazione. Da Pippo ho imparato che il coraggio non \u00e8 una posa: \u00e8 restare presenti anche quando le cose si fanno difficili, \u00e8 parlare chiaro, \u00e8 non perdere di vista la sostanza. E che si pu\u00f2 essere seri senza diventare rigidi, radicali senza perdere leggerezza. La lezione pi\u00f9 importante \u00e8 stata quella della fiducia e del lavoro condiviso: il cambiamento si costruisce insieme, discutendo quando serve e sostenendosi a vicenda.<\/p>\n\n<p><strong>Qual \u00e8 lo stato di Greenpeace Italia oggi?<\/strong><\/p>\n\n<p>Greenpeace Italia \u00e8 solida, indipendente e riconosciuta per il suo lavoro. Questo ci permette di parlare con chiarezza e agire senza compromessi. Allo stesso tempo stiamo cambiando: diventiamo pi\u00f9 agili, pi\u00f9 inclusivi e pi\u00f9 capaci di trasformare le idee in risultati concreti. \u00c8 un momento di rinnovamento, che affrontiamo con seriet\u00e0 e senso di responsabilit\u00e0. Siamo in movimento, come \u00e8 giusto che sia.<\/p>\n\n<p><strong>Qual \u00e8 la tua visione per il futuro dell\u2019ufficio italiano? Quale indirizzo intendi dare alla tua direzione?<\/strong><\/p>\n\n<p>Voglio una Greenpeace Italia ancora pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 aperta. Un\u2019organizzazione capace di dire la verit\u00e0 con radicalit\u00e0 e trasformarla in risultati tangibili. Questo significa rafforzare le nostre campagne contro i poteri fossili e chi ostacola la transizione, ma anche costruire alternative concrete: energia pulita e accessibile, tutela dell\u2019acqua, un Mediterraneo protetto, un modello agricolo che rispetti la terra e le comunit\u00e0. E significa allargare il nostro raggio. Parlare non solo a chi \u00e8 gi\u00e0 convinto, ma anche a chi \u00e8 incerto, curioso, magari diffidente. Portare pi\u00f9 persone dentro questa storia, dare strumenti, creare partecipazione vera. Vedo Greenpeace Italia come un luogo di coraggio e di competenza, ma anche di ascolto. Un movimento che sappia innovare, lavorare in squadra e prendersi cura delle persone che lo compongono. Perch\u00e9 la forza delle nostre idee dipende dalla qualit\u00e0 delle relazioni che le rendono possibili.<\/p>\n\n<p><strong>Quali sono le tue priorit\u00e0 nei primi dodici mesi da direttrice?<\/strong><\/p>\n\n<p>Rendere l\u2019organizzazione pi\u00f9 agile e pi\u00f9 aperta. Mettere a terra le nostre strategie con precisione, meno dispersione, pi\u00f9 impatto. Rafforzare la cultura interna: responsabilit\u00e0, collaborazione, fiducia. E continuare a portare dentro nuove persone, perch\u00e9 un movimento vive del suo respiro collettivo.<\/p>\n\n<p><strong>Quale pensi che sia il ruolo interpretato dall\u2019ufficio italiano di Greenpeace nell\u2019ambito della missione globale dell\u2019Organizzazione?<\/strong><\/p>\n\n<p>L\u2019Italia oggi \u00e8 un fronte cruciale della giustizia climatica. Il nostro contributo \u00e8 doppio: sfidare i poteri fossili nel loro cuore \u2014 a partire da ENI \u2014 e costruire alternative credibili sul territorio. Negli ultimi anni siamo diventati una voce rilevante nelle campagne globali, e voglio che continuiamo cos\u00ec: radicati qui, con lo sguardo fuori.<\/p>\n\n<p><strong>Quali sfide ambientali considerI pi\u00f9 urgenti nel contesto italiano e come si collegano a quelle su scala globale?<\/strong><\/p>\n\n<p>La crisi climatica, l\u2019acqua che manca, il mare che soffoca. E un\u2019agricoltura che deve uscire dall\u2019allevamento intensivo e tornare ad essere cura del suolo e delle comunit\u00e0. Tutto questo non \u00e8 solo italiano: \u00e8 il Mediterraneo come frontiera ecologica e geopolitica. Un luogo dove si vede, in piccolo, cosa accade al mondo intero.<\/p>\n\n<p><strong>Uno dei primi eventi ai quali hai partecipato, al festival del <\/strong><strong><em>manifesto<\/em><\/strong><strong>, \u00e8 stato dedicato allo stato della transizione ecologica a livello globale. Come giudichi le politiche ambientali italiane rispetto agli obiettivi fissati a livello europeo e internazionale (es. Green Deal, COP)? Cosa pensi della transizione ecologica in corso in Italia e in Europa? Sta andando nella direzione giusta?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n<p>L\u2019Italia vive la transizione come se il tempo fosse infinito. Non lo \u00e8. E ogni esitazione, qui come in Europa, diventa spazio per chi vuole rallentare. Basta una frase di Trump e mezzo continente frena: l\u2019agenda fossile detta ancora i tempi, anche a distanza. Intanto la Cina corre sulle tecnologie pulite, pur restando legata al carbone. Avanza tra contraddizioni, mentre noi discutiamo sul passo. La transizione non \u00e8 uno slogan. \u00c8 lavoro, scelte, coerenza. Difendere il Mediterraneo, proteggere l\u2019acqua, abbandonare le fonti fossili, trasformare l\u2019agricoltura: non sono ambizioni astratte, sono le basi della vita quotidiana di domani. Chi rallenta oggi sceglie da che parte della storia stare.<\/p>\n\n<p><strong>Che ruolo gioca Greenpeace nel dialogo con le istituzioni italiane sulla questioni ambientali? In che modo Greenpeace pu\u00f2 contribuire a rendere pi\u00f9 ambiziosa la transizione ecologica in Italia?<\/strong><\/p>\n\n<p>In questo momento il dialogo con il governo \u00e8 limitato. Non per scelta nostra, ma per orientamento politico: questo \u00e8 un esecutivo che vede ancora i combustibili fossili come una strada, non come un problema, e che considera la transizione pi\u00f9 un freno che un\u2019opportunit\u00e0. Noi continuiamo a fare il nostro lavoro: portare dati, proporre alternative, chiedere trasparenza e responsabilit\u00e0. Quando c\u2019\u00e8 spazio per collaborare, lo facciamo. Quando non c\u2019\u00e8, costruiamo pressione pubblica, tuteliamo i diritti e raccontiamo cosa c\u2019\u00e8 in gioco. Rendere la transizione pi\u00f9 ambiziosa significa smascherare ci\u00f2 che ci riporta indietro e costruire consenso per ci\u00f2 che ci porta avanti.<\/p>\n\n<p><strong>Come giudichi il livello di consapevolezza ambientale in Italia? Dove si pu\u00f2 fare di pi\u00f9? Che cosa pensi Greenpeace possa fare per coinvolgere giovani, comunit\u00e0 locali e anche le persone apparentemente meno impegnate su questi temi?<\/strong><\/p>\n\n<p>La consapevolezza \u00e8 cresciuta, ma non basta. C\u2019\u00e8 ancora chi vive l\u2019ambiente come un tema laterale, finch\u00e9 non lo tocca: l\u2019acqua che manca, il caldo estremo, l\u2019aria irrespirabile. Il punto \u00e8 parlare anche a chi non si definisce ambientalista. Raccontare storie che riguardano la vita quotidiana: salute, lavoro, sicurezza, futuro dei figli. E creare spazi di partecipazione semplici, aperti, non elitari. La transizione si fa con chi c\u2019\u00e8 \u2014 e con chi non \u00e8 ancora arrivato.<\/p>\n\n<p><strong>Domanda finale. Che messaggio ti senti di lanciare a chi in Italia vuole contribuire concretamente alla difesa dell\u2019ambiente?<\/strong><\/p>\n\n<p>Nessuno si salva da spettatore. Ogni gesto conta: una scelta, una voce, un impegno, una presenza. Ma soprattutto conta farlo insieme. Non serve essere perfetti; serve essere presenti. Il cambiamento non arriva tutto in una volta: nasce da piccoli atti ostinati. Scegliete un posto nella storia. E occupatelo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il racconto del percorso a Greenpeace e delle prospettive per il futuro dell&#8217;ufficio italiano. <\/p>\n","protected":false},"author":26,"featured_media":28800,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"\"Ogni gesto conta\", intervista alla nuova direttora di Greenpeace Italia","p4_og_description":"Chiara Campione racconta il proprio percorso nell'organizzazione ambientalista e i piani per il futuro dell'ufficio italiano.","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[55],"tags":[33],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-29403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-entra-in-azione","tag-azioni","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/26"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29403"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29408,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29403\/revisions\/29408"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29403"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}