{"id":29587,"date":"2025-11-26T10:45:03","date_gmt":"2025-11-26T09:45:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29587"},"modified":"2025-11-26T10:45:17","modified_gmt":"2025-11-26T09:45:17","slug":"black-friday-nuova-indagine-greenpeace-su-abiti-shein-sostanze-chimiche-pericolose-in-un-terzo-dei-vestiti-servono-leggi-anti-fast-fashion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29587\/black-friday-nuova-indagine-greenpeace-su-abiti-shein-sostanze-chimiche-pericolose-in-un-terzo-dei-vestiti-servono-leggi-anti-fast-fashion\/","title":{"rendered":"Black Friday, nuova indagine Greenpeace su abiti Shein: \u00abSostanze chimiche pericolose in un terzo dei vestiti, servono leggi anti-fast fashion\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-29588\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2025\/11\/0cb69565-fastfashion_6_\u00a9-florian-manz-_-greenpeace-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Gli abiti di Shein contengono ancora sostanze chimiche pericolose che violano i limiti imposti dall\u2019Unione Europea, svela un nuovo rapporto diffuso da Greenpeace Germania a pochi giorni dal Black Friday. Tre anni dopo la sua ultima indagine, l\u2019organizzazione ambientalista \u00e8 tornata ad analizzare 56 capi venduti dal colosso cinese del fast fashion con<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.ch\/static\/planet4-switzerland-stateless\/2025\/11\/9241ed86-shameonyoushein.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;l\u2019inchiesta \u201c<em>Shame on you, Shein!<\/em>\u201d<\/a>, scoprendo che circa un terzo degli indumenti testati (18 su 56) contiene sostanze pericolose oltre i limiti stabiliti dal Regolamento europeo per le sostanze chimiche (REACH), inclusi vestiti per bambini.<\/p>\n\n<p>Greenpeace ha rilevato plastificanti ftalati e PFAS, i cosiddetti \u201cinquinanti eterni\u201d dalle propriet\u00e0 idrorepellenti e&nbsp;antimacchia,&nbsp;noti per la loro correlazione con cancro, disturbi riproduttivi e della crescita, indebolimento del sistema immunitario. Sono esposti al rischio i lavoratori e l\u2019ambiente nei Paesi di produzione, ma anche i consumatori finali attraverso il contatto con la pelle, il sudore o l\u2019inalazione delle fibre degli indumenti che, una volta lavati o gettati via, possono inoltre contaminare il suolo e i fiumi ed entrare nella catena alimentare.<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.de\/publikationen\/S04261_Konsumwende_StudieEN_Mehr%20Schein_v9.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;Gi\u00e0 nel 2022 Greenpeace aveva trovato sostanze chimiche pericolose<\/a>&nbsp;oltre i limiti legali stabiliti dall\u2019UE nei prodotti Shein: l\u2019azienda, dopo l\u2019indagine, aveva ritirato gli articoli, impegnandosi a migliorare la gestione delle sostanze chimiche. Ma le nuove analisi dimostrano che il problema permane.<\/p>\n\n<p>\u00abShein rappresenta un sistema guasto di sovrapproduzione, avidit\u00e0 e inquinamento. Il gigante del fast fashion inonda il pianeta di abiti di bassa qualit\u00e0 che, nonostante le promesse, continuano a risultare contaminati da sostanze chimiche pericolose. L\u2019imminente Black Friday porter\u00e0 ancora una volta questa follia della moda veloce all\u2019estremo\u00bb, dichiara Moritz J\u00e4ger-Roschko, esperto di Greenpeace sull&#8217;economia circolare. \u00abL\u2019azienda sembra disposta ad accettare danni alle persone e all&#8217;ambiente: i prodotti segnalati nei test precedenti riappaiono in forma quasi identica, con le stesse sostanze pericolose. Questi risultati dimostrano chiaramente che l&#8217;autoregolamentazione volontaria \u00e8 inutile: per responsabilizzare davvero i produttori, abbiamo bisogno di leggi anti-fast fashion vincolanti\u00bb.<\/p>\n\n<p>Con 363 milioni di visite mensili, Shein.com \u00e8 il sito di moda pi\u00f9 visitato al mondo, con un traffico superiore a quello di Nike, Myntra e H&amp;M messi insieme. In qualsiasi momento, la piattaforma offre oltre mezzo milione di modelli, venti volte la gamma di H&amp;M. Il colosso cinese continua a crescere, con un fatturato passato da 23 miliardi di dollari nel 2022 a 38 miliardi nel 2024. Parallelamente, le sue emissioni sono quadruplicate negli ultimi tre anni, e il poliestere \u2013 una plastica derivante dai combustibili fossili \u2013 rappresenta l\u201982% delle fibre utilizzate da Shein. Nonostante ripetute multe da milioni di euro, l\u2019azienda continua a sfruttare scappatoie doganali e a violare le norme per la tutela dei consumatori e dell\u2019ambiente, eludendo i controlli sulle sostanze chimiche e contribuendo a generare enormi quantit\u00e0 di rifiuti tessili.<\/p>\n\n<p>Secondo Greenpeace, una legge ispirata alla normativa entrata in vigore in Francia \u2013 che ha recentemente introdotto una tassa sul fast fashion, promosso l\u2019economia tessile circolare e vietato la pubblicit\u00e0 della moda ultraveloce (compresa quella sui social) \u2013 potrebbe frenare questa sovrapproduzione e mitigare gli impatti dannosi dell\u2019industria. Greenpeace chiede inoltre di applicare la legislazione europea sulle sostanze chimiche a tutti i prodotti venduti nell\u2019UE, compresi quelli online, di rendere le piattaforme legalmente responsabili di eventuali violazioni e di consentire alle autorit\u00e0 la loro sospensione in caso di ripetute inosservanze: soltanto una regolamentazione vincolante pu\u00f2 proteggere la salute dei consumatori e gli ecosistemi di tutto il mondo.<\/p>\n\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.ch\/static\/planet4-switzerland-stateless\/2025\/11\/9241ed86-shameonyoushein.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>&nbsp;<\/strong>disponibile l&#8217;indagine completa di Greenpeace<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace ha rilevato ftalati e PFAS nei capi analizzati, sostanze pericolose che minacciano salute e ambiente e si diffondono anche nell\u2019acqua e nel suolo dopo l\u2019uso degli indumenti.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":29589,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[21,25],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-inquinamento","tag-consumi","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29587"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29587\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29590,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29587\/revisions\/29590"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29587"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}