{"id":29750,"date":"2025-12-17T10:54:29","date_gmt":"2025-12-17T09:54:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29750"},"modified":"2025-12-17T11:02:58","modified_gmt":"2025-12-17T10:02:58","slug":"voli-aerei-in-prima-e-business-class-emettono-fino-a-5-volte-piu-gas-serra-degli-economy-nuova-analisi-di-greenpeace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29750\/voli-aerei-in-prima-e-business-class-emettono-fino-a-5-volte-piu-gas-serra-degli-economy-nuova-analisi-di-greenpeace\/","title":{"rendered":"Voli aerei in prima e business class emettono fino a 5 volte pi\u00f9 gas serra degli economy: nuova analisi di Greenpeace"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/10\/5c70a136-gpes20210701pb0669-1536x1024-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16585\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/10\/5c70a136-gpes20210701pb0669-1536x1024-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/10\/5c70a136-gpes20210701pb0669-1536x1024-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/10\/5c70a136-gpes20210701pb0669-1536x1024-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/10\/5c70a136-gpes20210701pb0669-1536x1024-1-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2022\/10\/5c70a136-gpes20210701pb0669-1536x1024-1.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><br>\u00a9Greenpeace\/Pablo Bl\u00e1zquez<\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Alla vigilia di un nuovo periodo festivo di viaggi, Greenpeace Europa Centro-orientale pubblica&nbsp;<a href=\"https:\/\/greenpeace.at\/uploads\/2025\/12\/greenpeace-climate-impact-first-business-class-flights.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">una nuova analisi<\/a>&nbsp;in cui stima che, sebbene i passeggeri aerei di prima e business class rappresentino appena il 14% dei viaggiatori, sono in realt\u00e0 responsabili di oltre un terzo (il 36%) delle emissioni complessive dei voli a lungo raggio. La ricerca, realizzata per l\u2019organizzazione ambientalista da T3 Transportation Think Tank, ha analizzato i voli a lungo raggio in partenza da 44 Paesi e operati da 24 compagnie aeree europee nel 2024, inclusi quelli di ITA Airways partiti da Roma.<\/p>\n\n<p>Solo lo scorso anno sono stati venduti almeno 19 milioni di biglietti di prima, business e premium economy per voli a lungo raggio in partenza dall\u2019Europa, riflettendo la tendenza in crescita delle compagnie aeree europee a puntare sui viaggiatori pi\u00f9 ricchi. I voli in prima e business class emettono 4-5 volte pi\u00f9 CO\u2082 per passeggero per chilometro rispetto ai voli in economy: principalmente occupano molto pi\u00f9 spazio e trasportano un peso maggiore per passeggero. Nonostante il loro impatto climatico elevato, attualmente a livello europeo non esistono limiti o tasse sui voli di lusso. Greenpeace, pertanto, invita l\u2019UE e tutti i governi europei a introdurre imposte efficaci sui voli di prima e business class.<\/p>\n\n<p>\u00abUn singolo volo di andata in prima classe da Francoforte a New York produce tante emissioni di gas serra quante ne genera un cittadino medio dell\u2019UE in un anno intero. I viaggi di lusso per pochi privilegiati hanno costi incredibilmente elevati per tutte le altre persone e per il pianeta\u00bb, dichiara Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia. \u00abMentre tante famiglie fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, le compagnie aeree ampliano le cabine di lusso, con un consumo di carburante molto superiore a quello di un posto in economy. E questi posti sono di fatto sovvenzionati da soldi pubblici, attraverso sgravi fiscali sul carburante per l\u2019aviazione ed esenzioni sull\u2019IVA\u00bb.<\/p>\n\n<p>Greenpeace ha calcolato che, se solo si applicasse una tassa minima di 340 euro per ogni biglietto di prima classe a lungo raggio, di 220 euro per ogni biglietto in business class e di 75 euro per ogni biglietto in premium economy venduto in Europa, si potrebbero generare almeno 3,3 miliardi di euro all\u2019anno in entrate fiscali per gli Stati europei, senza aumentare i costi per la maggior parte dei cittadini. Queste risorse potrebbero essere utilizzate a beneficio della collettivit\u00e0, ad esempio per finanziare un trasporto pubblico migliore e pi\u00f9 accessibile, o i cosiddetti \u201cbiglietti climatici\u201d, titoli di viaggio a basso costo e integrati per il trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n\n<p>Solo pochi Paesi, come Francia e Regno Unito, hanno iniziato a tassare i biglietti di prima e business class, mentre alla recente COP30 la Spagna ha annunciato di sostenere l\u2019introduzione di queste imposte. Il settore dell\u2019aviazione \u00e8 ampiamente sovvenzionato soprattutto attraverso massicci vantaggi fiscali, al contrario dei trasporti pubblici terrestri pi\u00f9 sostenibili, come le ferrovie, che pagano tasse sull\u2019energia, pedaggi elevati e IVA nella maggior parte dei Paesi europei.<\/p>\n\n<p>\u00abNon \u00e8 accettabile che una ricca \u00e9lite continui ad aumentare le proprie emissioni e paghi cifre irrisorie lasciando alle persone il conto climatico da saldare. I governi europei devono porre fine a questa scandalosa disuguaglianza e far pagare ai pi\u00f9 facoltosi ricchi la loro giusta quota, a partire dalle tasse sui voli di lusso\u00bb, conclude Spadini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene i passeggeri di prima e business rappresentino appena il 14% dei viaggiatori, sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni dei voli a lungo raggio.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":16585,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29,21],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","tag-inquinamento","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29750"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29756,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29750\/revisions\/29756"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29750"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}