{"id":29937,"date":"2026-01-19T12:11:52","date_gmt":"2026-01-19T11:11:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=29937"},"modified":"2026-01-19T12:11:59","modified_gmt":"2026-01-19T11:11:59","slug":"pac-in-europa-fino-al-40-dei-fondi-europei-per-lagricoltura-va-all1-piu-ricco-in-italia-il-10-dei-piu-benestanti-riceve-l82-dei-sussidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/29937\/pac-in-europa-fino-al-40-dei-fondi-europei-per-lagricoltura-va-all1-piu-ricco-in-italia-il-10-dei-piu-benestanti-riceve-l82-dei-sussidi\/","title":{"rendered":"PAC, in Europa fino al 40% dei fondi europei per l\u2019agricoltura va all\u20191% pi\u00f9 ricco. In Italia il 10% dei pi\u00f9 benestanti riceve l\u201982% dei sussidi"},"content":{"rendered":"\n<p>Una piccola fetta di beneficiari molto ricchi riceve la maggior parte dei sussidi della Politica Agricola Comune (PAC) dell\u2019Unione Europea: \u00e8 quanto emerge dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/29928\/chi-si-intasca-la-pac\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ultimo rapporto di Greenpeace Europa<\/a>&nbsp;che ha raccolto e analizzato i dati sui pagamenti PAC del 2024.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il report, pubblicato oggi alla vigilia di una nuova mobilitazione che vedr\u00e0 gli agricoltori europei in piazza a Strasburgo per chiedere una distribuzione migliore e pi\u00f9 equa dei sussidi della PAC, evidenzia come alcuni tra i grandi proprietari terrieri e gli attori economici pi\u00f9 ricchi d\u2019Europa abbiano percepito quote molto elevate di contributi agricoli in Italia, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Spagna.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Nei sei Stati membri considerati, due terzi dei fondi vengono destinati in media al 10% pi\u00f9 ricco, mentre circa l\u201980% dei sussidi si concentra nelle mani del 20% pi\u00f9 benestante. Nei Paesi Bassi, in particolare, si registra la concentrazione pi\u00f9 elevata, con l\u20191% pi\u00f9 ricco dei beneficiari che riceve il 40% dei sussidi PAC. Il nostro Paese risulta in linea con questo trend o leggermente sopra la media, considerato che in Italia lo scorso anno il 31% dei fondi erogati \u00e8 finito nelle tasche dell\u20191% pi\u00f9 ricco dei beneficiari, il 69% al 10% e l\u201982% al 20% dei pi\u00f9 ricchi.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abPer effetto delle distorsioni della PAC, il welfare finisce per favorire i pi\u00f9 ricchi, mentre non raggiunge in misura sufficiente chi ne ha realmente bisogno: agricoltori a rischio di fallimento, piccole aziende agroecologiche e tutte le realt\u00e0 che vogliono passare a pratiche pi\u00f9 sostenibili\u00bb, dichiara Marco Contiero, direttore delle politiche agricole di Greenpeace Europa. \u00abNon c\u2019\u00e8 alcun valore sociale nel creare disuguaglianze, danneggiare la natura e compromettere la sostenibilit\u00e0 futura della produzione alimentare. La prossima PAC ha urgente bisogno di riforme orientate al bene comune, anzich\u00e9 alle tasche dei pi\u00f9 abbienti\u00bb.<\/p>\n\n<p>Tra i maggiori beneficiari di questa distribuzione squilibrata di fondi pubblici figurano il gruppo AGROFERT del Primo ministro designato ceco Andrej Babi\u0161, il pi\u00f9 grande proprietario terriero italiano Bonifiche Ferraresi (BF Spa) e gli aristocratici della Casa d\u2019Alba in Spagna.<\/p>\n\n<p>Secondo Greenpeace, i soldi della PAC potrebbero essere meglio spesi per sostenere i piccoli agricoltori e incentivare la sostenibilit\u00e0. In base ai costi medi ricavati da evidenze pubblicate e raccolti dall\u2019Institute for European Environmental Policy, le risorse destinate al solo gruppo AGROFERT di Babi\u0161 (16,6 milioni di euro nel 2024) potrebbero essere&nbsp;utilizzate, ad esempio, per sostenere fino a 7.703 piccole aziende agricole nell\u2019adozione di pratiche pi\u00f9 efficienti nell\u2019uso dell\u2019acqua. Mentre sommando i contributi pubblici incassati dalle prime due aziende italiane in classifica per pagamenti diretti, cio\u00e8 BF Spa e Genagricola, ramo agricolo del gruppo Generali, si ottiene una cifra di oltre 6 milioni di euro, che potrebbe sostenere circa 2.500&nbsp;piccole aziende nell&#8217;adozione di pratiche per il risparmio idrico.<\/p>\n\n<p>Il gruppo BF rafforza la propria influenza non solo attraverso i Consorzi Agrari d\u2019Italia, ma anche grazie a legami strutturali con Coldiretti \u2013 il cui segretario generale, Vincenzo Gesmundo, presiede BF International \u2013 e a partnership strategiche con il gigante fossile ENI e con Leonardo, promuovendo le proprie attivit\u00e0 anche in sedi internazionali come la COP30. Parallelamente, Genagricola estende il proprio controllo su oltre 17.000 ettari tra Italia e Romania, con attivit\u00e0 che includono allevamenti intensivi e acquisizioni fondiarie su larga scala associate all\u2019esclusione dei piccoli agricoltori e all\u2019aumento dei prezzi dei terreni.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00abMentre entrambi i gruppi rivendicano un impegno verso la sostenibilit\u00e0, i loro modelli \u2014 supportati da reti politiche e industriali di grande peso \u2014 rischiano di ampliare le disuguaglianze, accentuare impatti ambientali e mettere in secondo piano le esigenze delle comunit\u00e0 agricole e dei territori pi\u00f9 vulnerabili\u00bb, commenta Simona Savini, campaigner Agricoltura di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p>La PAC rappresenta circa un terzo del bilancio dell\u2019UE. Negli ultimi anni, la concentrazione dei sussidi ha alimentato una tendenza preoccupante: in Europa le aziende agricole di piccola scala sono diminuite del 44%, con la perdita di circa due milioni di aziende. Governi dell\u2019UE, Commissione Europea e Parlamento Europeo stanno ora negoziando il prossimo bilancio, che include anche il principale sistema di sussidi agricoli. In linea con le conclusioni del&nbsp;<a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/topics\/agriculture-and-rural-development\/strategic-dialogue-future-eu-agriculture_en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Dialogo Strategico sul Futuro dell\u2019Agricoltura<\/a>, Greenpeace chiede che la nuova PAC elimini gradualmente i pagamenti diretti basati sulla superficie, dia priorit\u00e0 al sostegno al reddito per le aziende con il maggior valore ecologico e sociale, applichi scale progressive e tetti massimi ai sussidi, e destini almeno il 50% del budget PAC ad azioni ambientali e climatiche entro la fine del periodo di programmazione.<\/p>\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/29928\/chi-si-intasca-la-pac\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a>&nbsp;disponibile la sintesi in italiano del report completo di Greenpeace<\/em><\/p>\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/eu-unit\/issues\/nature-food\/47855\/who-captures-the-cash\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>QUI<\/em><\/a><em>&nbsp;disponibile il report completo in inglese di Greenpeace<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una piccola fetta di beneficiari molto ricchi riceve la maggior parte dei sussidi della Politica Agricola Comune (PAC) secondo l\u2019ultimo rapporto di Greenpeace.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":29938,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[27],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-29937","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-agricoltura","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29937"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29939,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29937\/revisions\/29939"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29937"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=29937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}