{"id":30214,"date":"2026-02-24T11:00:04","date_gmt":"2026-02-24T10:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30214"},"modified":"2026-02-24T11:02:27","modified_gmt":"2026-02-24T10:02:27","slug":"riscaldare-cibo-in-confezioni-di-plastica-in-microonde-o-forno-puo-rilasciare-negli-alimenti-sostanze-tossiche-micro-e-nanoplastiche-svela-il-nuovo-report-di-greenpeace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/30214\/riscaldare-cibo-in-confezioni-di-plastica-in-microonde-o-forno-puo-rilasciare-negli-alimenti-sostanze-tossiche-micro-e-nanoplastiche-svela-il-nuovo-report-di-greenpeace\/","title":{"rendered":"Riscaldare cibo in confezioni di plastica in microonde o forno pu\u00f2 rilasciare negli alimenti sostanze tossiche, micro e nanoplastiche, svela il nuovo report di Greenpeace"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/02\/8dc6815c-gp0su7hbh_medium-res-1200px-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30215\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/02\/8dc6815c-gp0su7hbh_medium-res-1200px-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/02\/8dc6815c-gp0su7hbh_medium-res-1200px-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/02\/8dc6815c-gp0su7hbh_medium-res-1200px-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/02\/8dc6815c-gp0su7hbh_medium-res-1200px-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/02\/8dc6815c-gp0su7hbh_medium-res-1200px.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Jack Taylor Gotch \/ Greenpeac<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>Riscaldare nel microonde o nel forno cibi pronti e da asporto confezionati in contenitori di plastica pu\u00f2 rilasciare centinaia di migliaia di particelle di microplastiche e nanoplastiche direttamente negli alimenti, insieme a una miscela di sostanze tossiche: \u00e8 quanto emerge dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-international-stateless\/2026\/02\/4f252420-hidden-health-risks-of-plastic-packaged-ready-meals-final.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo rapporto di Greenpeace International<\/a>&nbsp;<em>Are We Cooked? The Hidden Health Risks of Plastic-Packaged Ready Meals<\/em>&nbsp;(\u201cSiamo cotti? I rischi sanitari nascosti dei piatti pronti confezionati nella plastica\u201d). L\u2019analisi, soggetta a peer-review, ha esaminato 24 studi scientifici recenti e rilevato che prodotti alimentari pronti pubblicizzati come \u201csicuri da riscaldare\u201d rischiano di esporre ogni giorno milioni di persone a contaminanti invisibili.<\/p>\n\n<p>\u00abLe persone pensano sia sicuro acquistare e riscaldare un pasto confezionato nella plastica: in realt\u00e0 veniamo esposti a un mix di microplastiche e sostanze chimiche pericolose che non dovrebbero mai venire a contatto con il cibo che mangiamo\u00bb, dichiara Graham Forbes, responsabile della campagna globale sulla plastica di Greenpeace USA. \u00abI governi hanno lasciato che l\u2019industria petrolchimica e della plastica trasformasse le nostre cucine in laboratori di sperimentazione: il nostro rapporto mostra che la dicitura \u201cadatto al microonde\u201d non \u00e8 altro che un\u2019illusione\u00bb.<\/p>\n\n<p>Uno degli studi analizzati da Greenpeace ha rilevato che dalle 326 mila alle 534 mila particelle si disperdono nei simulanti alimentari dopo soli cinque minuti di riscaldamento al microonde, fino a sette volte in pi\u00f9 rispetto al riscaldamento in forno. Il riscaldamento aumenta drasticamente la contaminazione chimica: in diversi studi, campioni di plastica comune sottoposti a microonde come polipropilene e polistirene hanno rilasciato additivi chimici in cibi o in simulanti alimentari, inclusi plastificanti e antiossidanti.&nbsp;<\/p>\n\n<p>\u00c8 noto che oltre 4.200 sostanze chimiche pericolose sono utilizzate o presenti nelle plastiche, ma la maggior parte non \u00e8 regolamentata negli imballaggi alimentari. Alcune sostanze, come bisfenolo, ftalati, PFAS e metalli tossici come l\u2019antimonio, sono collegate a cancro, infertilit\u00e0, disfunzione ormonale e malattie metaboliche. Almeno 1.396 sostanze chimiche presenti nelle plastiche che vengono a contatto con gli alimenti sono state rilevate anche nel corpo umano, con crescenti evidenze che collegano l\u2019esposizione a queste sostanze con disturbi del neurosviluppo, malattie cardiovascolari, obesit\u00e0 e diabete di tipo 2. I contenitori vecchi, graffiati o riutilizzati sono i pi\u00f9 problematici: la plastica usurata, infatti, rilascia quasi il doppio delle particelle di microplastica rispetto agli imballaggi nuovi.<\/p>\n\n<p>I piatti pronti confezionati nella plastica rappresentano uno dei segmenti in pi\u00f9 rapida crescita nel sistema alimentare globale, con un valore di quasi 190 miliardi di dollari, secondo una ricerca di Towards FnB. Nel 2024 la produzione di piatti pronti ha raggiunto un volume globale di 71 milioni di tonnellate, una media di 12,6 kg pro capite, mentre anche il costo di un piatto pronto e&nbsp;i ricavi&nbsp;pro-capite sono destinati ad aumentare, avverte una ricerca di mercato del portale Statista. Mentre un\u2019analisi dell\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia ha mostrato che gli imballaggi in plastica rappresentano circa il 36% di tutta la plastica, e che la produzione di plastica \u00e8 destinata a pi\u00f9 che raddoppiare entro il 2050 rispetto ai livelli attuali.<\/p>\n\n<p>Le autorit\u00e0 di regolamentazione non sono riuscite finora a tenere il passo. A livello globale mancano linee guida normative adeguate sulle microplastiche rilasciate dagli imballaggi alimentari, e diciture come \u201cadatto al microonde\u201d o \u201cadatto al forno\u201d forniscono ai consumatori una falsa rassicurazione. Il rapporto di Greenpeace avverte che la crisi della plastica sta seguendo lo stesso schema gi\u00e0 osservato con il tabacco, l\u2019amianto e il piombo: nonostante segnali di allarme scientifici comprovati, la risposta \u00e8 caratterizzata da negazionismo industriale e ritardi normativi.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Per questo, Greenpeace chiede ai governi che negoziano il Trattato globale sulla plastica dell\u2019ONU di agire secondo principi di precauzione e porre fine a una contaminazione incontrollata e non regolamentata: \u00abIl rischio di essere avvelenati mentre mangiamo \u00e8 evidente, la posta in gioco \u00e8 alta e il momento di agire \u00e8 adesso. Non possiamo affidarci a promesse fuorvianti delle aziende: sono i governi a dovere intervenire al pi\u00f9 presto adottando un trattato ambizioso, che protegga la salute umana e riduca la produzione di plastica alla fonte\u00bb, conclude Forbe<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019analisi ha rilevato che prodotti alimentari pronti pubblicizzati come \u201csicuri da riscaldare\u201d rischiano di esporre ogni giorno milioni di persone a contaminanti invisibili.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":30218,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,24],"tags":[26,25,47],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-30214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-scegli","tag-cibo","tag-consumi","tag-plastica","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30214"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30220,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30214\/revisions\/30220"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30214"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=30214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}