{"id":30618,"date":"2026-04-02T10:43:00","date_gmt":"2026-04-02T08:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30618"},"modified":"2026-04-14T16:48:25","modified_gmt":"2026-04-14T14:48:25","slug":"crisi-climatica-in-italia-19-miliardi-di-danni-in-10-anni-per-frane-e-alluvioni-ma-solo-4-miliardi-stanziati-per-i-territori-la-nuova-indagine-di-greenpeace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/30618\/crisi-climatica-in-italia-19-miliardi-di-danni-in-10-anni-per-frane-e-alluvioni-ma-solo-4-miliardi-stanziati-per-i-territori-la-nuova-indagine-di-greenpeace\/","title":{"rendered":"Crisi climatica, in Italia 19 miliardi di danni in 10 anni per frane e alluvioni, ma solo 4 miliardi stanziati per i territori: la nuova indagine di Greenpeace"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/08\/b7c7673a-alluvioni-in-slovenia-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18672\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/08\/b7c7673a-alluvioni-in-slovenia-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/08\/b7c7673a-alluvioni-in-slovenia-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/08\/b7c7673a-alluvioni-in-slovenia-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/08\/b7c7673a-alluvioni-in-slovenia-2-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2023\/08\/b7c7673a-alluvioni-in-slovenia-2.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Oltre 19 miliardi di euro soltanto per frane e alluvioni in dieci anni: sono i danni economici stimati tra il 2015 e il 2024 nel nostro Paese, come emerge dal&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30458\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>nuovo report \u201cQuanto costa all\u2019Italia la crisi climatica?\u201d pubblicato oggi da Greenpeace Italia<\/strong><\/a>, che traccia un quadro dell\u2019impatto economico dei cambiamenti climatici in tutta la penisola e annuncia&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/30425\/gea-2076-ricordi-dal-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>la mostra \u201cGEA&nbsp;2076&nbsp;&#8211; Ricordi dal futuro\u201d,<\/strong><strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong><strong>da venerd\u00ec 10 aprile nelle piazze<\/strong><\/a>&nbsp;per denunciare gli impatti degli eventi climatici estremi.<\/p>\n\n<p>Elaborando i dati del Dipartimento della Protezione Civile, Greenpeace ha stilato una&nbsp;<strong>classifica delle Regioni maggiormente colpite dagli eventi meteo-idro<\/strong>&nbsp;tra 2015 e 2024, con Emilia-Romagna, Sicilia, Lombardia, Piemonte e Veneto nelle prime cinque posizioni, e una classifica di quelle che pi\u00f9 hanno registrato&nbsp;<strong>danni in termini economici<\/strong>, guidata anche in questo caso dall\u2019Emilia-Romagna seguita da Campania, Veneto, Abruzzo e Sicilia. Danni ingenti a cui, tuttavia, non corrispondono adeguati stanziamenti per i territori. Nei dieci anni considerati, infatti, i governi che si sono succeduti in Italia hanno trasferito alle regioni 3,1 miliardi di euro, coprendo appena il 17% dei danni totali (le percentuali pi\u00f9 basse, all\u2019interno della top ten delle regioni che hanno subito pi\u00f9 danni, si sono registrate in Campania e Abruzzo, rispettivamente il 7% e il 3%). Anche sommando i contributi del Fondo di Solidariet\u00e0 Europeo, le misure di compensazione arrivano ad appena 4 miliardi.<\/p>\n\n<p><strong>I finanziamenti destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico<\/strong>, nello stesso arco di tempo, ammontano a 10,5 miliardi di euro, con le somme pi\u00f9 ingenti spese da Lombardia, Calabria, Veneto, Campania e Piemonte, mentre l\u2019Emilia-Romagna \u00e8 soltanto in decima posizione, come emerge dalla classifica elaborata da Greenpeace su dati ISPRA. Negli ultimi anni, inoltre, si riscontra una diminuzione delle risorse stanziate per i progetti di prevenzione e rimangono lunghi i tempi di realizzazione degli interventi, soprattutto nelle regioni del Sud.&nbsp;<strong>La protezione assicurativa&nbsp;<\/strong>contro gli eventi estremi, al contempo, rimane molto limitata. Nel 2025, l\u201982,7% delle polizze non copriva in alcun modo gli eventi naturali. Dallo scorso anno la maggior parte delle aziende sono state obbligate a sottoscrivere polizze Cat-Nat per danni da eventi naturali estremi ma, come mostrato dal ciclone Harry che ha colpito il Sud Italia nel gennaio 2026, alcune situazioni, come le mareggiate, sono rimaste scoperte.<br><br>\u00abIl divario tra danni e risorse per il risanamento, il calo dei fondi spesi per la prevenzione negli ultimi anni, il ritardo nell\u2019applicazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) e il definanziamento delle misure contro le alluvioni nel PNRR sono tutti gravi segnali che in Italia la crisi climatica non \u00e8 presa sul serio\u00bb, commenta&nbsp;<strong>Federico Spadini di Greenpeace Italia<\/strong>. \u00abIn un Paese sempre pi\u00f9 esposto agli eventi meteo estremi intensificati dalla crisi climatica, gli interventi per il ripristino dei territori devono essere potenziati per risparmiare risorse pubbliche e proteggere vite umane. Allo stesso tempo, \u00e8 necessaria una decisa e urgente riduzione delle emissioni di gas serra, attraverso una transizione energetica verso le fonti rinnovabili. Per denunciare tutto questo e sensibilizzare sull\u2019importanza di un futuro libero dai combustibili fossili, porteremo nelle piazze italiane \u201cGEA&nbsp;2076&nbsp;&#8211; Ricordi dal futuro\u201d, una esposizione museale realizzata da Alessandro Calizza per Greenpeace che mette in mostra i rischi presenti e futuri della crisi climatica e ci interroga sul tipo di societ\u00e0 che vogliamo costruire\u00bb.<br><br><strong>La nuova opera firmata dall\u2019artista Alessandro Calizza per Greenpeace Italia<\/strong>&nbsp;\u00e8 una macchina del tempo che catapulta i visitatori in avanti di mezzo secolo per mostrare loro \u2013 attraverso l\u2019espediente dell\u2019iperbole \u2013 come in appena cinquant\u2019anni gli impatti del cambiamento climatico<em>,<\/em>&nbsp;l\u2019inerzia politica dei governi e la sete di profitto delle aziende inquinanti rischiano di condurci verso una realt\u00e0 distopica.<br><br>La mostra verr\u00e0 inaugurata a&nbsp;<strong>Roma<\/strong>&nbsp;venerd\u00ec 10 aprile e sar\u00e0 visitabile fino a domenica 12, con in programma un calendario di eventi in collaborazione con la redazione di Scomodo: uno dei focus sar\u00e0 l\u2019ecoansia, particolarmente diffusa tra i giovani, con momenti creativi e ricreativi che coinvolgeranno scuole, associazioni culturali e artisti. La mostra proseguir\u00e0 quindi il suo itinerario a&nbsp;<strong>Padova<\/strong>, dove da venerd\u00ec 17 a domenica 19 aprile sar\u00e0 inserita nella cornice della&nbsp;<em>Padova Climate Action Week<\/em>. Ultima tappa di &#8220;GEA&nbsp;2076&#8221;&nbsp;sar\u00e0&nbsp;<strong>Bari<\/strong>, dove l\u2019installazione-museo approder\u00e0 da venerd\u00ec 22 a domenica 24 maggio. In parallelo all\u2019installazione museale, che sar\u00e0 aperta al pubblico per tre interi fine settimana, Greenpeace Italia organizzer\u00e0 degli&nbsp;<strong>eventi pubblici correlati ai temi della crisi climatica<\/strong>: una serie di dibattiti, proiezioni, momenti di incontro e condivisione animati dalla rete dell\u2019organizzazione ambientalista, in collaborazione con esperte ed esperti e altre realt\u00e0 associative.<br><br><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30458\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>QUI<\/em><\/strong><\/a><em>&nbsp;disponibile il report completo \u201cQuanto costa all\u2019Italia la crisi climatica?\u201d<\/em><em><br><\/em><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/drive\/folders\/1bFcjnsPr_ZHsFzJ0rs0U-EWJLNLNaRg6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>QUI<\/em><\/strong><em>&nbsp;<\/em><\/a><em>i grafici e le schede con i dati regionali<\/em><em><br><\/em><em><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/30425\/gea-2076-ricordi-dal-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QU<\/a><\/strong><\/em><em><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/30425\/gea-2076-ricordi-dal-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">I<\/a><\/strong>&nbsp;gli appuntamenti della mostra&nbsp;GEA&nbsp;2076<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati del nuovo report \u201cQuanto costa all\u2019Italia la crisi climatica?\u201d pubblicato da Greenpeace Italia, che traccia un quadro dell\u2019impatto economico dei cambiamenti climatici in tutta la penisola.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":23978,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-30618","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30618","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30618"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30618\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30619,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30618\/revisions\/30619"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30618"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30618"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30618"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=30618"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}