{"id":30702,"date":"2026-04-30T14:34:14","date_gmt":"2026-04-30T12:34:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30702"},"modified":"2026-04-30T14:34:17","modified_gmt":"2026-04-30T12:34:17","slug":"crisi-energetica-e-guerra-in-iran-nuovo-report-greenpeace-osservatorio-di-pavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/30702\/crisi-energetica-e-guerra-in-iran-nuovo-report-greenpeace-osservatorio-di-pavia\/","title":{"rendered":"Crisi energetica e guerra in Iran, nuovo report Greenpeace-Osservatorio di Pavia"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"616\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-1024x616.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-30691\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-1024x616.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-300x181.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-768x462.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-1536x925.jpg 1536w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-2048x1233.jpg 2048w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/04\/3466d777-gp03bmf-510x307.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p>Mentre la drammatica crisi energetica innescata dalla guerra in Iran impone scelte politiche anche radicali, il racconto televisivo restringe il campo delle soluzioni, lasciando ai margini quelle capaci di incidere davvero nel lungo periodo, come le fonti rinnovabili. \u00c8 quanto emerge dall\u2019ultimo rapporto redatto dall\u2019Osservatorio di Pavia per Greenpeace Italia dal titolo&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30681\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">\u201cCrisi energetica e conflitto in Iran: narrazioni mediatiche e soluzioni energetiche tra fossili e rinnovabili\u201d<\/a><\/strong>, che ha analizzato come i principali TG e talk show italiani abbiano raccontato le prime tre settimane del conflitto, iniziato il 28 febbraio scorso.<\/p>\n\n<p>I risultati evidenziano un quadro netto: nel racconto televisivo prevale un&nbsp;<strong>\u201crealismo fossile\u201d&nbsp;<\/strong>centrato ancora una volta sullo sfruttamento di gas e petrolio come risposta emergenziale, dando risalto a soluzioni politiche basate sulla gestione tattica degli idrocarburi e sul controllo dei prezzi. Di contro,&nbsp;<strong>la transizione verso le energie rinnovabili&nbsp;<\/strong>ha una frequenza di appena l\u20191% nei TG e compare solo nel 9% delle dichiarazioni di esponenti politici, esperti e giornalisti (12 su 136). Tuttavia, quando il tema emerge nei talk show, il dibattito appare fortemente polarizzato: da un lato chi si colloca in prevalenza nel campo progressista e propone lo sviluppo delle rinnovabili come una leva strategica per sicurezza e indipendenza energetica, dall\u2019altro chi sposa invece una visione conservatrice e descrive la transizione come un vincolo ideologico incompatibile con l\u2019urgenza della crisi.<\/p>\n\n<p>\u00abIl dibattito sulla crisi energetica legata al conflitto in Iran andato in scena sulla televisione italiana dimostra ancora una volta quanto il nostro Paese resti dipendente dai combustibili fossili e intrappolato in un approccio emergenziale, incapace di proporre soluzioni strutturali per proteggere le persone dalle fluttuazioni dei prezzi dell\u2019energia e dagli impatti della crisi climatica. Una situazione in netto contrasto con quanto vorrebbero i cittadini:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/poll-europeans-back-renewables-despite-higher-energy-costs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>una persona su due in Italia vuole accelerare sulle rinnovabili, anche a fronte di un possibile aumento temporaneo dei costi nel breve periodo<\/strong><\/a>\u00bb, dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia. \u00abLa transizione energetica \u00e8 la vera risposta alla crisi: l\u2019unica leva capace di garantire stabilit\u00e0, sicurezza e indipendenza energetica. \u00c8 su questa soluzione che i governi, incluso quello italiano, devono investire per creare societ\u00e0 e sistemi energetici resilienti a lungo termine\u00bb.<\/p>\n\n<p>Nel dibattito televisivo,&nbsp;<strong>la risposta istituzionale&nbsp;<\/strong>si articola lungo un doppio binario: regolazione dei meccanismi di mercato e alleggerimento del prelievo fiscale, con una narrazione centrata sulla capacit\u00e0 del governo di intervenire sulla struttura dei prezzi per neutralizzare l\u2019effetto contagio del gas sulle altre componenti energetiche. Anche quando si parla di diversificazione, tuttavia, il cambio \u00e8 solo geografico e non strutturale. Il nucleare viene invece raccontato come promessa di sovranit\u00e0 futura \u2013 tra mini-reattori e tecnologie avanzate \u2013 ma resta confinato a un orizzonte temporale incompatibile con l\u2019emergenza.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Il report di Greenpeace e Osservatorio di Pavia delinea dunque un\u2019occasione mancata: nel pieno di una crisi che potrebbe ridefinire le basi della sicurezza energetica, l\u2019informazione televisiva italiana restituisce l\u2019immagine di un Paese tutt\u2019oggi ancorato a una&nbsp;<strong>gestione emergenziale<\/strong>. La transizione verso le rinnovabili resta fuori dal campo delle soluzioni proposte come \u201crealistiche\u201d, lasciando irrisolta la vulnerabilit\u00e0 strutturale di un sistema basato sulle fonti fossili e impedendo di proporre un modello energetico pi\u00f9 sostenibile, autonomo, resiliente, sicuro e orientato al lungo periodo.<\/p>\n\n<p>L\u2019analisi copre il periodo tra il 1\u00b0 e il 21 marzo 2026 ed \u00e8 stata condotta sui TG di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7 e su un campione di trasmissioni televisive di approfondimento (Di Marted\u00ec, Quarta Repubblica, Porta a Porta, 4 di Sera, TG2 Post, Otto e 1\/2).<\/p>\n\n<p><em>Il report dell\u2019Osservatorio di Pavia per Greenpeace Italia \u00e8 disponibile&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30681\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>QUI<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la crisi innescata dalla guerra impone scelte politiche anche radicali, il racconto televisivo restringe il campo delle soluzioni, lasciando ai margini quelle capaci di incidere davvero.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":30691,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[32,49],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-30702","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-energia","tag-pace","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30702","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30702"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30702\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30703,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30702\/revisions\/30703"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30702"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30702"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30702"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=30702"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}