{"id":30935,"date":"2026-05-25T11:00:42","date_gmt":"2026-05-25T09:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=30935"},"modified":"2026-05-25T11:04:36","modified_gmt":"2026-05-25T09:04:36","slug":"pfas-nel-cibo-in-italia-scarsi-controlli-e-dati-poco-trasparenti-nonostante-i-rischi-per-la-salute-e-gli-inviti-delleuropa-a-intervenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/30935\/pfas-nel-cibo-in-italia-scarsi-controlli-e-dati-poco-trasparenti-nonostante-i-rischi-per-la-salute-e-gli-inviti-delleuropa-a-intervenire\/","title":{"rendered":"PFAS nel cibo, in Italia scarsi controlli e dati poco trasparenti, nonostante i rischi per la salute e gli inviti dell\u2019Europa a intervenire"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/7652ed48-gp0su25fe-1024x577.jpg\" title=\"Water Sampling in Capannori, Tuscany. \u00a9 Alessandro Bianchi \/ Greenpeace\" alt=\"\" class=\"wp-image-25241\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/7652ed48-gp0su25fe-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/7652ed48-gp0su25fe-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/7652ed48-gp0su25fe-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/7652ed48-gp0su25fe-510x287.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/10\/7652ed48-gp0su25fe.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption><div class=\"credit icon-left\"> \u00a9 Alessandro Bianchi \/ Greenpeace<\/div><\/figcaption><\/figure>\n\n<p>In Italia i monitoraggi sui livelli di PFAS negli alimenti che mangiamo sono ancora scarsi e mal distribuiti sul territorio, nonostante gli inviti arrivati dall\u2019Europa negli ultimi anni attraverso raccomandazioni e regolamenti. Lo rivela un <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/30930\/pfas-nel-cibo-litalia-rimane-indietro-con-monitoraggi-e-analisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo rapporto<\/a> di Greenpeace Italia, realizzato grazie a una serie di richieste di accesso agli atti inviate al Ministero della Salute per conoscere lo stato di attuazione dei controlli.\u00a0<\/p>\n\n<p>Greenpeace ha ricevuto dal Ministero i risultati di 147 campionamenti effettuati nel 2023 e di appena 24 analisi relative al 2024. Nel 2024, in diverse regioni non \u00e8 stato svolto alcun controllo. In tutti i campioni analizzati (carni di bovini, suini e ovicaprini nel 2023, latte e alimenti per l\u2019infanzia contenenti prodotti di origine animale) nel 2024, i valori di PFAS non superano i limiti fissati dall\u2019Unione Europea, ma il 27% delle analisi effettuate nel 2023 mostrava tracce di queste pericolose sostanze. Si tratta di un dato comunque significativo se si considera che nel tempo i PFAS si accumulano nell\u2019organismo, con potenziali effetti negativi sulla salute.<\/p>\n\n<p>\u00abL\u2019Italia deve intensificare i controlli &#8211; spiega Alessandro Giann\u00ec, Responsabile delle Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia &#8211; perch\u00e9 l\u2019esposizione ai PFAS proviene da molte fonti diverse che possono sommarsi tra loro: dal cibo che mangiamo all\u2019acqua che beviamo, fino ai tanti materiali con cui entriamo in contatto. Non solo: \u00e8 doveroso rendere pubblici e facilmente accessibili i risultati di questi monitoraggi , senza che sia necessario ricorrere a richieste di accesso agli atti\u00bb.<\/p>\n\n<p>\u00c8 noto che nel nostro Paese esistono diverse situazioni critiche, perci\u00f2 un monitoraggio diffuso \u00e8 fondamentale. Una delle aree pi\u00f9 a rischio si trova in Veneto, dove tra il 2022 e il 2023 sono stati avviati specifici piani di monitoraggio sulla contaminazione da PFAS negli alimenti per le zone rossa e arancione, le pi\u00f9 esposte alla presenza di PFAS. Tuttavia, all&#8217;inizio del 2026 la Regione Veneto ha comunicato a Greenpeace Italia, in seguito a un\u2019ulteriore richiesta di accesso agli atti, che i risultati di queste analisi non sono ancora disponibili al pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n<p>Sempre in Veneto sono attivi altri due piani di monitoraggio, estesi a tutto il territorio regionale. Questi dati sono stati forniti a Greenpeace dalla Regione Veneto e hanno evidenziato tracce di PFAS nel 32% degli alimenti analizzati, sebbene al di sotto dei limiti recentemente entrati in vigore.<\/p>\n\n<p>La ricerca di Greenpeace mostra inoltre che, nonostante le Autorit\u00e0 europee invitino ad acquisire pi\u00f9 dati sulla presenza dei PFAS, il Ministero della Salute comunica all\u2019Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare (EFSA) solo pochi dati. Per questo motivo, Greenpeace ha deciso di inviare all\u2019EFSA i dati ottenuti dalla Regione Veneto.<\/p>\n\n<p>\u00abLe evidenze di una diffusa contaminazione da PFAS sono in aumento e per questo motivo servono campionamenti e dati che chiariscano i rischi a cui possiamo essere esposti. Non ci sono alternative a un\u2019eliminazione &#8211; progressiva ma rapida &#8211; dei PFAS. L\u2019obiettivo ultimo dev\u2019essere azzerare il rischio. Senza vietare questi inquinanti, la contaminazione continuer\u00e0\u00bb, conclude Giann\u00ec.<\/p>\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/30930\/pfas-nel-cibo-litalia-rimane-indietro-con-monitoraggi-e-analisi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">QUI<\/a> <\/strong>disponibile il report completo.<\/p>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia i monitoraggi sui livelli di PFAS negli alimenti che mangiamo sono ancora scarsi e mal distribuiti sul territorio. Ecco un nuovo report di Greenpeace Italia<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":22472,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[43],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-30935","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-pfas","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30935"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30938,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30935\/revisions\/30938"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30935"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=30935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}