{"id":31174,"date":"2026-06-18T11:39:29","date_gmt":"2026-06-18T09:39:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=31174"},"modified":"2026-06-18T12:54:44","modified_gmt":"2026-06-18T10:54:44","slug":"caldo-estremo-le-giornate-di-forte-stress-da-calore-sono-passate-dal-39-al-62-svela-nuova-indagine-di-greenpeace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31174\/caldo-estremo-le-giornate-di-forte-stress-da-calore-sono-passate-dal-39-al-62-svela-nuova-indagine-di-greenpeace\/","title":{"rendered":"Caldo estremo, le giornate di forte stress da calore sono passate dal 39% al 62%, svela nuova indagine di Greenpeace"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre il nostro Paese si prepara ad affrontare una seconda intensa ondata di calore in meno di un mese, una nuova indagine di Greenpeace Italia svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32\u00b0C, soglia oltre cui l\u2019organismo entra in condizioni di forte stress da calore mettendo a rischio la salute delle persone, \u00e8 passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025. Nell\u2019estate del 2025 le Regioni con la quota pi\u00f9 alta di giornate oltre questa soglia sono state Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia. \u00c8 quanto emerge dal <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/06\/cc4025d5-report-caldo-in-citta-e-isole-di-calore-2026.docx.pdf\">rapporto di Greenpeace Italia<\/a> \u201cL&#8217;estate che scotta\u201d, realizzato a partire dai dati messi a disposizione dai ricercatori Stefano Tersigni e Alessandro Cimbelli di ISTAT. L\u2019associazione ambientalista denuncia come questa situazione sia dovuta alla crisi climatica, alimentata dalle aziende dei combustibili fossili, principali responsabili del surriscaldamento globale.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer far fronte al problema del caldo estremo in citt\u00e0 e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e al contempo concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione\u00bb, dichiara Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia. \u00abNonostante l\u2019aumento delle temperature e degli eventi meteorologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, aggravando il riscaldamento globale e scaricando sulle persone pi\u00f9 vulnerabili i costi delle proprie strategie orientate solo al profitto\u00bb.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto di Greenpeace Italia analizza i capoluoghi di Regione usando anche i dati sulle temperature delle superfici urbane e sulle cosiddette isole di calore, cio\u00e8 zone della citt\u00e0 che risultano pi\u00f9 calde rispetto alle aree circostanti a causa della presenza di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono il calore. Il report analizza anche i dati sullo stress termico a livello nazionale e regionale.<br><br>Nei capoluoghi di Regione, la media delle temperature superficiali massime registrate nell&#8217;estate del 2025 ha mostrato valori allarmanti: dieci citt\u00e0 su venti hanno superato i 40\u00b0C, con picchi oltre i 44\u00b0C a Roma, Torino e Cagliari. Questo indicatore non misura la temperatura dell\u2019aria n\u00e9 la temperatura percepita, bens\u00ec la temperatura fisica della superficie urbana, cio\u00e8 quella di elementi come asfalto, tetti, muri ed aree verdi, e contribuisce quindi a descrivere la vivibilit\u00e0 delle citt\u00e0 e l\u2019esposizione al caldo nei diversi quartieri. Le conseguenze sulla popolazione sono infatti significative. Circa l\u201987% degli abitanti dei capoluoghi di Regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove in estate la media delle temperature massime superficiali supera i 40\u00b0C. Tra questi ci sono circa 283 mila bambini sotto i 5 anni e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni, categorie particolarmente vulnerabili al caldo estremo.<br><br>A rendere i centri urbani invivibili sono anche le isole di calore urbane: circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di Regione vivono in quartieri caratterizzati da isole di calore intense o molto intense, tra cui 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. A rischio sono anche le persone senza dimora o chi vive in abitazioni poco isolate o senza accesso al raffrescamento, e chi lavora molte ore all\u2019aperto. La presenza di asfalto, cemento ed edifici, ma anche poco verde e bassa ventilazione, contribuiscono a rendere le citt\u00e0 pi\u00f9 calde rispetto alle aree rurali circostanti. Con l\u2019eccezione di Bari, tutti i capoluoghi di Regione registrano temperature superficiali urbane pi\u00f9 alte rispetto alle aree extraurbane. Il caso pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra la media delle temperature superficiali massime ha superato i 15 \u00b0C.<br><br>A Roma, il 40% dei residenti \u00e8 esposto a isole di calore intense o molto intense e il 99% della popolazione vive in zone dove d\u2019estate la temperatura superficiale massima supera, in media, i 40\u00b0C. Ancora pi\u00f9 critica la situazione di Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e il 98% dei residenti vive in aree interessate da pericolose isole di calore. Una situazione simile richiede interventi urgenti a tutela delle persone.<br><br>\u00abIl quadro \u00e8 preoccupante e ci aspettiamo l\u2019ennesima estate con caldo da record. Per questo servono misure urgenti: Greenpeace chiede al governo italiano di introdurre una tassazione dei profitti delle aziende dei combustibili fossili e di usare le risorse raccolte per finanziare misure di transizione energetica e adattamento climatico, per proteggere anzitutto le persone delle fasce sociali pi\u00f9 vulnerabili, e abbandonare rapidamente le fonti fossili a partire da un piano di phase-out del gas entro il 2035\u00bb, conclude Spadini.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/31164\/lestate-che-scotta-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>QUI<\/strong><\/a> <strong>PER LEGGERE E SCARICARE IL REPORT<\/strong><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/drive\/u\/0\/folders\/1RDLXkqNd-EOhIPIDejZTup4EoVda5b8B\"><strong>QUI<\/strong><\/a><strong> <\/strong><strong>GRAFICI E MAPPE ISOLE DI CALORE NEI CAPOLUOGHI\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova indagine di Greenpeace Italia svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32\u00b0C \u00e8 passata dal 39% al 62% in circa trent&#8217;anni<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":31175,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20],"tags":[29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-31174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31174"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31181,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31174\/revisions\/31181"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31174"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=31174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}