{"id":31269,"date":"2026-07-02T13:32:54","date_gmt":"2026-07-02T11:32:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=31269"},"modified":"2026-07-02T13:33:03","modified_gmt":"2026-07-02T11:33:03","slug":"greenpeace-italia-legambiente-e-wwf-italia-rispondono-alla-lettera-aperta-di-stefano-allavena-e-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31269\/greenpeace-italia-legambiente-e-wwf-italia-rispondono-alla-lettera-aperta-di-stefano-allavena-e-altri\/","title":{"rendered":"Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia rispondono alla lettera aperta di Stefano Allavena e altri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno, e men che mai le nostre tre associazioni ambientaliste, pensa di \u201cbruciare la Gioconda\u201d per produrre energia. Ma mentre discutiamo di questa immagine provocatoria, l\u2019Italia e l\u2019Europa stanno vivendo, ancora una volta, anche quest\u2019anno, giorni segnati da temperature estreme, citt\u00e0 roventi, rischi<br>crescenti per la salute, il lavoro, l\u2019agricoltura e la vita quotidiana delle persone. La vera domanda, oggi, non \u00e8 se vogliamo sacrificare il paesaggio alla transizione energetica, ma se siamo disposti a lasciare che la crisi climatica comprometta, in modo permanente, proprio quei paesaggi, quei patrimoni e quelle comunit\u00e0 che diciamo di voler difendere.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aprire un conflitto tra le fonti rinnovabili e la tutela del paesaggio, oggi che la crisi climatica si manifesta in tutta la sua gravit\u00e0 sulla sicurezza delle persone, sui bilanci delle famiglie, sul futuro dei pi\u00f9 giovani e sulla stessa idea di programmazione energetica ed economica del nostro Paese, \u00e8 l\u2019errore pi\u00f9 grande che si possa compiere.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tutela del paesaggio, della biodiversit\u00e0 e dei territori \u00e8 parte della nostra storia. Per questo chiediamo rinnovabili ben pianificate e progettate, nei luoghi giusti, evitando progetti sbagliati e consumo inutile di suolo. Ma pianificare non pu\u00f2 voler dire bloccare: rinviare l\u2019uscita dalle fonti fossili significa aggravare<br>la crisi che minaccia clima, salute e territori.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da sempre il movimento ecologista ha fatto delle rinnovabili il fulcro del proprio modello energetico. Le ha scelte perch\u00e9 sono pulite, democratiche, pi\u00f9 sicure e meno costose delle fonti fossili che, tra l\u2019altro, alimentano anche pesanti tensioni geopolitiche e terribili guerre in tutto il mondo. Le ha scelte perch\u00e9<br>sono l\u2019unico antidoto sostenibile, nei tempi e nei costi, per abbassare la febbre che riscalda il Pianeta e che nel Mediterraneo cresce pi\u00f9 velocemente che altrove.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo modello pu\u00f2 garantire bollette pi\u00f9 competitive, come dimostra quanto accaduto in Spagna, ai 5 milioni di italiane e italiani in povert\u00e0 energetica, che faticano ad arrivare alla fine del mese, e alle imprese messe in ginocchio dall\u2019aumento dei prezzi dell\u2019energia. Per questo sarebbe assurdo metterlo<br>in discussione sulla base di una contrapposizione astratta tra transizione energetica e tutela del paesaggio.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non corrisponde alla realt\u00e0 affermare che Greenpeace, Legambiente e WWF siano pronte ad accettare qualsiasi progetto. Abbiamo detto, e continueremo a dire, no quando occorre farlo. Da sempre ci battiamo, con iniziative, dichiarazioni e documenti formali, perch\u00e9 Stato e Regioni facciano il proprio<br>dovere individuando aree idonee alle rinnovabili: prima di tutto in localizzazioni che non entrino in conflitto con la storia, la natura e la bellezza di questo Paese; e, in ogni caso, valutando con rigore dove l\u2019impatto sia tollerabile rispetto a un\u2019esigenza ormai inderogabile: rottamare subito le fonti fossili e climalteranti, dannose anche per la salute delle persone.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella lettera aperta c\u2019\u00e8 chi si dice stupito di non vederci impegnati contro eolico e fotovoltaico. Potremmo dirci altrettanto stupiti di vedere tanta chiusura verso queste fonti energetiche, peraltro senza l\u2019indicazione di un\u2019alternativa credibile. Cos\u00ec come potremmo dirci stupiti di non vedere la responsabilit\u00e0 collettiva di costruire, per le generazioni che verranno dopo di noi, un modello energetico sicuro, democratico, accessibile, sostenibile e compatibile con la tutela dei territori.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La priorit\u00e0 degli ambientalisti non \u00e8 contrapporre la bellezza alla transizione, ma impedire che l\u2019inazione climatica renda pi\u00f9 fragile tutto ci\u00f2 che vogliamo proteggere: i paesaggi, gli ecosistemi, le economie locali, la salute delle persone e, soprattutto, il diritto di chi verr\u00e0 dopo di noi a vivere in un Paese ancora abitabile.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ultima precisazione. Abbiamo un tratto distintivo che accomuna il DNA delle nostre tre associazioni. Nella nostra storia, quando la scienza ha indicato la luna, non abbiamo mai fatto l\u2019errore di guardare il dito. E, anche sulla lotta alla crisi climatica, prendendo con la dovuta seriet\u00e0 i ripetuti allarmi del mondo scientifico, ci siamo messi all\u2019opera, con rigore, coraggio e soprattutto coerenza, senza fare sconti a nessuno, per liberare il paese e il pianeta dalla dittatura delle fossili, nell\u2019interesse delle future generazioni.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiara Campione, direttora esecutiva Greenpeace Italia<br>Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente<br>Luciano Di Tizio, presidente WWF Italia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuno, e men che mai le nostre tre associazioni ambientaliste, pensa di \u201cbruciare la Gioconda\u201d per produrre energia. 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