{"id":31463,"date":"2026-07-22T11:28:57","date_gmt":"2026-07-22T09:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=31463"},"modified":"2026-07-22T11:29:01","modified_gmt":"2026-07-22T09:29:01","slug":"assolti-attivisti-di-greenpeace-che-avevano-protestato-contro-deforestazione-nel-2021-a-ravenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31463\/assolti-attivisti-di-greenpeace-che-avevano-protestato-contro-deforestazione-nel-2021-a-ravenna\/","title":{"rendered":"Assolti attivisti di Greenpeace che avevano protestato contro deforestazione nel 2021 a Ravenna"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" title=\"Action at Soy Plant at the Port of Ravenna\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/4164b7d4-azioni_gp1swlvi-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-21088\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/4164b7d4-azioni_gp1swlvi-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/4164b7d4-azioni_gp1swlvi-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/4164b7d4-azioni_gp1swlvi-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/4164b7d4-azioni_gp1swlvi-510x340.jpeg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2024\/02\/4164b7d4-azioni_gp1swlvi.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 conclusa con un\u2019assoluzione l\u2019ultima udienza del processo contro attivisti e attiviste di Greenpeace Italia che nel novembre 2021 avevano partecipato a un\u2019azione di protesta nonviolenta presso lo stabilimento di Ravenna della multinazionale dell&#8217;agroalimentare Bunge, coinvolta nel commercio di prodotti legati alla deforestazione dell\u2019Amazzonia.&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Greenpeace Italia accoglie con soddisfazione l\u2019assoluzione delle persone coinvolte, che conferma la piena legittimit\u00e0 e la natura nonviolenta dell\u2019azione. La decisione ribadisce un principio fondamentale: denunciare la distruzione delle foreste e il legame tra i consumi europei e la deforestazione non pu\u00f2 essere considerato un reato. In un contesto di crisi climatica e perdita accelerata di biodiversit\u00e0, lo spazio democratico della protesta \u00e8 essenziale. Greenpeace Italia continuer\u00e0 a utilizzare l\u2019azione diretta nonviolenta per chiedere giustizia climatica e impedire l\u2019importazione di prodotti legati alla deforestazione.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNel novembre 2021 abbiamo scelto di rendere visibile un problema che continuava a rimanere nascosto: il legame tra le importazioni europee di soia, gli allevamenti intensivi e la distruzione di foreste ed ecosistemi fondamentali per il clima e la biodiversit\u00e0. La protesta nonviolenta dei nostri attivisti e delle nostre attiviste era fondata su dati scientifici e sull&#8217;interesse della collettivit\u00e0. Il problema non \u00e8 chi denuncia queste responsabilit\u00e0, ma chi continua ad alimentarle\u00bb, dichiara Giorgia Girometti, Co-direttrice Programma (Campagne, Attivismo e Volontariato) di Greenpeace Italia.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;azione si era svolta presso lo stabilimento Bunge del porto di Ravenna, attraverso cui transita circa la met\u00e0 della soia importata in Italia, destinata in larga parte alla produzione di mangimi per gli allevamenti intensivi. Gli attivisti e le attiviste provenienti da diversi Paesi europei avevano scalato i silos dello stabilimento, aperto grandi striscioni con la scritta &#8220;Soia che distrugge le foreste&#8221;, dipinto sui silos la scritta &#8220;Contiene foreste&#8221; e bloccato simbolicamente l&#8217;ingresso dell&#8217;impianto con un grande maiale in legno riciclato. L&#8217;obiettivo era denunciare il ruolo dei grandi trader agricoli e chiedere a Bunge e alle istituzioni europee di interrompere il legame tra i consumi europei e la distruzione di ecosistemi come l\u2019Amazzonia e il Cerrado, causata dall&#8217;espansione di immense piantagioni di soia destinata in larga parte agli allevamenti intensivi comunitari.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quasi cinque anni di distanza, Greenpeace ritiene che quell&#8217;allarme fosse fondato e oggi ancora pi\u00f9 urgente. All\u2019inizio di quest\u2019anno, infatti, ABIOVE, l&#8217;associazione brasiliana che riunisce i principali esportatori di soia, tra cui anche Bunge, ha annunciato l&#8217;uscita dalla Amazon Soy Moratorium, mentre in Europa avanzano proposte di deregolamentazione che rischiano di indebolire gli strumenti di responsabilit\u00e0 ambientale delle imprese e il Regolamento europeo per fermare la deforestazione importata (EUDR).<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo prosegue il rilancio dell\u2019accordo UE-Mercosur, destinato ad aumentare gli scambi di prodotti ad alto rischio di deforestazione. Mentre la comunit\u00e0 scientifica ribadisce che fermare la distruzione delle foreste \u00e8 indispensabile per affrontare la crisi climatica e quella della biodiversit\u00e0, Greenpeace continuer\u00e0 a utilizzare l&#8217;azione diretta nonviolenta per chiedere regole pi\u00f9 efficaci, trasparenza nelle filiere e responsabilit\u00e0 da parte delle imprese che traggono profitto dalla distruzione degli ecosistemi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le persone coinvolte nel processo avevano partecipato alla protesta nonviolenta presso lo stabilimento della multinazionale Bunge.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":14500,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,55],"tags":[36],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-31463","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-entra-in-azione","tag-foreste","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31463","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31463"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31464,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31463\/revisions\/31464"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31463"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=31463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}