{"id":31750,"date":"2026-09-18T12:22:30","date_gmt":"2026-09-18T10:22:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=31750"},"modified":"2026-09-18T12:22:33","modified_gmt":"2026-09-18T10:22:33","slug":"ustica-greenpeace-documenta-segnali-di-forte-stress-e-morie-tra-le-specie-marine-dovuti-al-caldo-estremo-mai-visti-impatti-cosi-evidenti-sui-fondali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31750\/ustica-greenpeace-documenta-segnali-di-forte-stress-e-morie-tra-le-specie-marine-dovuti-al-caldo-estremo-mai-visti-impatti-cosi-evidenti-sui-fondali\/","title":{"rendered":"Ustica, Greenpeace documenta segnali di forte stress e morie tra le specie marine dovuti al caldo estremo: \u201cMai visti impatti cos\u00ec evidenti sui fondali\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni scorsi, i sub di Greenpeace Italia si sono immersi per la prima volta nelle acque dell\u2019Area Marina Protetta (AMP) Isola di Ustica insieme a due biologi marini per studiare e documentare lo stato di salute dell\u2019habitat di coralligeno nei fondali. L\u2019Area Marina Protetta, che quest\u2019anno ha celebrato 40 anni, dal 2025 partecipa al progetto Mare Caldo di Greenpeace che monitora l\u2019impatto dei cambiamenti climatici sulle specie marine con dei termometri subacquei. L\u2019immersione ha permesso di osservare estesi fenomeni di necrosi, sbiancamento e mortalit\u00e0 a carico di diverse specie dovuti al caldo estremo di questa estate.&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolarmente grave \u00e8 risultata la situazione delle colonie di <em>Cladocora caespitosa<\/em>, un corallo del Mediterraneo che a Punta Galera, tra 5 e 10 metri di profondit\u00e0, \u00e8 stato trovato totalmente morto. Sono stati riscontrati segni evidenti di necrosi avanzate sulle gorgonie <em>Paramuricea clavata<\/em> ed <em>Eunicella cavolini<\/em>, mentre sono state rilevate morie parziali del corallo <em>Astroides calycularis<\/em> e del briozoo <em>Myriapora truncata<\/em>. Inoltre, per la prima volta durante il progetto Mare caldo, \u00e8 stato documentato uno sbiancamento della <em>Posidonia oceanica \u201c<\/em>il polmone del Mediterraneo\u201d; questo fenomeno \u00e8 ancora in fase di studio ma risulta collegato alle alte temperature dell\u2019acqua. Infine, durante le immersioni \u00e8 stata evidente anche la proliferazione di specie termofile, in particolare del pesce pappagallo <em>Sparisoma cretense<\/em> e del vermocane <em>Hermodice carunculata<\/em> che, oltre a essere tossico, causa profondi squilibri nel funzionamento degli ecosistemi costieri, nutrendosi di diverse specie gi\u00e0 colpite dagli effetti diretti del cambiamento climatico.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuello che abbiamo osservato sott\u2019acqua nei quattro siti di immersione che abbiamo indagato a Ustica non \u00e8 per niente confortante. \u00c8 stata la prima volta che abbiamo riscontrato degli impatti cos\u00ec evidenti fino a 40 metri di profondit\u00e0\u00bb, dichiara Valentina Di Miccoli della campagna Mare di Greenpeace italia. \u00abGli organismi erano impattati lungo tutta la colonna d\u2019acqua, molto calda anche per noi subacquei. Le aree marine protette aiutano a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici in mare, ma non basta: dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni di gas serra se vogliamo salvare il Mediterrraneo\u00bb.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle tre stazioni di monitoraggio siciliane della rete Mare Caldo, ovvero le AMP Isola di Ustica, di Capo Milazzo e del Plemmirio, i termometri subacquei di Greenpeace hanno registrato alcune delle maggiori anomalie nella temperature marina superficiale in Italia. <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31520\/mare-caldo-nel-2025-ondate-di-calore-marine-anche-a-40-metri-di-profondita-con-gravi-rischi-per-la-vita-sui-fondali-italiani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Gli ultimi dati, raccolti nel 2025<\/a>, mostrano picchi durante il periodo giugno-luglio di +3,46\u00b0C sopra la soglia climatologica nell\u2019AMP Capo Milazzo, +2,94\u00b0C nell\u2019AMP del Plemmirio e di +1,77\u00b0C nell\u2019AMP di Ustica. Valori cos\u00ec elevati sono stati registrati nello stesso anno solo in Sardegna, anche se episodi prolungati di ondate di calore, fino a 40 metri di profondit\u00e0, sono stati osservati in tutte le aree del progetto Mare Caldo. Nato nel 2019, il progetto attualmente coinvolge 14 stazioni di monitoraggio in tutta Italia, di cui 13 Aree Marine Protette. Ustica \u00e8 la pi\u00f9 lontana dalla costa e per questo risulta estremamente importante per studiare l&#8217;andamento delle temperature e gli effetti sulla biodiversit\u00e0 anche in aree remote dei mari italiani.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/09\/eaf4a63a-amp-ustica-mare-caldo-report.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi il report preliminare completo con i risultati dei monitoraggi.<\/a><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Area Marina Protetta, che quest\u2019anno ha celebrato 40 anni, dal 2025 partecipa al progetto Mare Caldo di Greenpeace.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":31751,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-31750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31752,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31750\/revisions\/31752"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31750"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=31750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}