{"id":31880,"date":"2026-10-02T16:05:54","date_gmt":"2026-10-02T14:05:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=31880"},"modified":"2026-10-02T16:06:11","modified_gmt":"2026-10-02T14:06:11","slug":"nellestate-2026-le-temperature-marine-hanno-battuto-ogni-record-con-rischi-di-alluvioni-e-uragani-mediterranei-in-autunno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31880\/nellestate-2026-le-temperature-marine-hanno-battuto-ogni-record-con-rischi-di-alluvioni-e-uragani-mediterranei-in-autunno\/","title":{"rendered":"Nell\u2019estate 2026 le temperature marine hanno battuto ogni record, con rischi di alluvioni e uragani mediterranei in autunno\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019estate appena trascorsa ha fatto registrare temperature eccezionalmente elevate nei mari italiani, con un forte accumulo di calore che pu\u00f2 contribuire ad alimentare eventi meteorologici estremi durante l\u2019autunno. \u00c8 quanto emerge <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/10\/2e81ab72-mare-caldo-estate-2026-mediabriefing-3.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dai primi dati relativi all\u2019estate 2026<\/a> analizzati in 6 delle 14 aree marine coinvolte nel progetto Mare Caldo di Greenpeace, che monitora gli impatti dei cambiamenti climatici nei mari italiani. <strong>Le sei aree considerate sono l\u2019Isola d\u2019Elba (Toscana) e le Aree Marine Protette di Portofino (Liguria), Miramare (Friuli-Venezia Giulia), Isole Tremiti (Puglia), Plemmirio e Ustica (Sicilia)<\/strong>, selezionate per avere un quadro rappresentativo dei diversi settori dei mari italiani. Da maggio 2026 in poi, in tutte le aree considerate si sono verificate diverse ondate di calore marine, con picchi che hanno superato in alcuni casi di quasi 5\u00b0C la media climatologica degli ultimi 30 anni. Le temperature marine superficiali della scorsa estate sono state pi\u00f9 elevate di circa 1\u00b0C rispetto all\u2019estate precedente, con fenomeni pi\u00f9 intensi e persistenti tra giugno e agosto.&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il picco pi\u00f9 alto si \u00e8 registrato all\u2019Isola d\u2019Elba<\/strong>, durante un\u2019ondata di calore durata 68 giorni, che ha portato le temperature superficiali a superare di 4,95\u00b0C la media storica. Anomalie elevate si sono registrate anche nell\u2019Area Marina Protetta (AMP) di Miramare in Alto Adriatico, con +4,63\u00b0C, nell\u2019AMP di Portofino in Mar Ligure, con +4,36\u00b0C e nell\u2019AMP di Ustica nel Canale di Sicilia, con +4,54\u00b0C. L\u2019analisi, condotta con il contributo scientifico di Riccardo Martellucci dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), ha integrato dati di temperatura superficiale del mare (SST) e dati di modello (Med-Physics) del Copernicus Marine Service, permettendo di descrivere sia l\u2019evoluzione delle temperature in superficie sia quella lungo la colonna d\u2019acqua.\u00a0<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019estate che abbiamo appena vissuto \u00e8 stata una &#8220;cartolina dal futuro&#8221;: abbiamo sperimentato in una stagione ci\u00f2 che potremo vivere ripetutamente tra una ventina di anni\u00bb, <strong>dichiara Antonello Pasini, fisico climatologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). <\/strong>\u00abIl calore che il Mediterraneo assorbe in quantit\u00e0 sempre maggiori, purtroppo, non rimane nel mare. L\u2019acqua che evapora alimenta la formazione delle nubi e della pioggia, mentre l\u2019energia trasferita in atmosfera contribuisce a far diventare pi\u00f9 violenti i fenomeni meteorologici, con la formazione di supercelle temporalesche, venti molto forti, trombe d&#8217;aria o marine, veri e propri tornado, fino ai cosiddetti &#8220;uragani mediterranei\u201d. Questi fenomeni estremi saranno pi\u00f9 probabili nel prossimo autunno, quando un mare ancora caldo andr\u00e0 ad amplificare il contrasto con l\u2019aria pi\u00f9 fredda e le perturbazioni che arrivano da latitudini maggiori\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUn mare che si riscalda \u00e8 un problema per la biodiversit\u00e0, per il clima e anche per noi sulla terraferma\u00bb, <strong>dichiara Valentina Di Miccoli della campagna mare di Greenpeace Italia<\/strong>. \u00abLe conseguenze delle temperature elevate registrate in tutto il Mediterraneo sono gi\u00e0 visibili nei fondali, dove aumentano i segni di stress termici su gorgonie e coralli e la presenza di specie aliene e termofile. L&#8217;unica soluzione per rallentare questo processo \u00e8 proteggere gli ecosistemi marini con aree protette e ridurre drasticamente le emissioni di gas serra in atmosfera che alimentano la crisi climatica\u00bb.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle scorse settimane, i sub di Greenpeace si sono immersi nei fondali dell\u2019AMP Isola di Ustica, dove <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/31750\/ustica-greenpeace-documenta-segnali-di-forte-stress-e-morie-tra-le-specie-marine-dovuti-al-caldo-estremo-mai-visti-impatti-cosi-evidenti-sui-fondali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">hanno documentato estesi fenomeni di necrosi, sbiancamento e mortalit\u00e0<\/a> a carico di diverse specie dovuti probabilmente al caldo estremo di questa estate. Da quando ha avviato il progetto Mare Caldo nel 2019, Greenpeace non aveva mai riscontrato degli impatti cos\u00ec evidenti fino a 40 metri di profondit\u00e0. L\u2019acqua era particolarmente calda anche per i subacquei, che hanno portato simbolicamente dei ventagli durante l\u2019immersione per \u201crinfrescarsi\u201d. <a href=\"https:\/\/we.tl\/t-pzD9rH9Zvo5TCVU6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong><em>Le immagini sono disponibili QUI.<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2026\/10\/2e81ab72-mare-caldo-estate-2026-mediabriefing-3.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi il report completo con i dati dell&#8217;estate 2026<\/a>.<\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Greenpeace diffonde i nuovi dati del progetto &#8220;Mare Caldo&#8221; che monitora gli impatti dei cambiamenti climatici nei mari italiani<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":31881,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"Le temperature marine hanno battuto ogni record nell'estate 2026","p4_og_description":"L'accumulo di calore nel mare pu\u00f2 contribuire ad alimentare alluvioni ed uragani durante l'autunno","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_seo_meta_title":"","p4_seo_meta_description":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,29],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-31880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-clima","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31880"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31882,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31880\/revisions\/31882"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31880"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=31880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}