{"id":3261,"date":"2018-11-15T13:28:53","date_gmt":"2018-11-15T13:28:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=3261"},"modified":"2021-12-01T13:42:45","modified_gmt":"2021-12-01T12:42:45","slug":"in-difesa-dei-mari-e-delle-balene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/3261\/in-difesa-dei-mari-e-delle-balene\/","title":{"rendered":"In difesa dei mari e delle balene"},"content":{"rendered":"<p>Greenpeace \u00e8 da sempre impegnata nella difesa di tutti i<strong> mari<\/strong> del pianeta, e del <strong>Mediterraneo<\/strong> in particolare. Abbiamo solcato con le nostre navi tutti<strong> i mari e gli oceani<\/strong>, dall\u2019Oceano Antartico impegnati <strong>contro le baleniere<\/strong> all\u2019Artico per proteggere le aree pi\u00f9 remote e sensibili, fino al nostro Mediterraneo, minacciato dalla <strong>pesca eccessiva<\/strong> e distruttiva e dall\u2019inquinamento.<\/p>\n<p>Per salvare i nostri mari dobbiamo fermare chi li minaccia e li impoverisce e dobbiamo fare pressione su governi e istituzioni per istituire <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/8fb003d8-riserve-marine-sintesi.pdf\">un\u2019efficace rete di santuari marini<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1904\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/044b73bf-chisiamo-gp0c4d_medium_res.jpg\" alt=\"\" width=\"1199\" height=\"791\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/044b73bf-chisiamo-gp0c4d_medium_res.jpg 1199w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/044b73bf-chisiamo-gp0c4d_medium_res-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/044b73bf-chisiamo-gp0c4d_medium_res-768x507.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/044b73bf-chisiamo-gp0c4d_medium_res-1024x676.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/044b73bf-chisiamo-gp0c4d_medium_res-510x336.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1199px) 100vw, 1199px\" \/><\/p>\n<h4>Difendiamo le balene<\/h4>\n<p>La difesa delle <strong>balene<\/strong> caratterizza la nostra storia: nel 1975 Greenpeace lanci\u00f2 la sua campagna contro la <strong>caccia alle balene<\/strong>, affrontando le <strong>baleniere<\/strong> in mare aperto, fermando gli arpioni con i gommoni e portando per la prima volta le immagini di questa terribile e inaccettabile caccia nelle case della gente. Ritrovatasi faccia a faccia con la realt\u00e0 della <strong>caccia commerciale alle balene<\/strong>, l\u2019opinione pubblica inizi\u00f2 a reagire e protestare contro le baleniere. E cos\u00ec nel 1982 l\u2019<strong>IWC<\/strong> (la Commissione Baleniera Internazionale (ovvero organismo internazionale istituito per tutelare le popolazioni di cetacei) approv\u00f2 una <strong>moratoria alla caccia commerciale delle balene<\/strong>, in vigore dal 1986.<\/p>\n<p>Nonostante il divieto e il fatto che la specie sia tuttora minacciata di estinzione, l\u2019IWC non \u00e8 ancora stata in grado di fermare le nazioni <strong>baleniere<\/strong>: Norvegia, Islanda e Giappone continuano a violare ogni anno la moratoria, con la giustificazione di fare una caccia a \u201c<em>scopi scientifici<\/em>\u201d. Una scappatoia inaccettabile al divieto di caccia che di scientifico non ha niente e che di fatto consente ogni anni a questi Paesi di uccidere centinaia di <strong>balene<\/strong> nell\u2019area.<\/p>\n<p>Ma la <strong>caccia commerciale<\/strong> purtroppo non \u00e8 l&#8217;unico pericolo che le <strong>balene<\/strong> devono fronteggiare. I cambiamenti climatici, l&#8217;inquinamento chimico e acustico, l\u2019aumento del traffico marittimo, lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche sono tutti impatti provocati dall\u2019uomo che mettono in serio pericolo la sopravvivenza delle ultime popolazioni di <strong>balene<\/strong> rimaste. La <strong>pesca<\/strong> industriale sottrae alle balene preziose risorse alimentari fondamentali come il krill e le espone al rischio di essere accidentalmente catturate dai pescherecci.<\/p>\n<h4>Una rete di Santuari Marini<\/h4>\n<p>Ecco perch\u00e9 per le balene e per tutelare tutti gli ecosistemi marini pi\u00f9 sensibili, \u00e8 necessario istituire una rete di <strong>Santuari Marini<\/strong>. Sempre pi\u00f9 dati scientifici indicano che l&#8217;istituzione di una rete di <strong>santuari marini<\/strong> su larga scala &#8211; che protegga le specie e gli ecosistemi marini dagli impatti delle attivit\u00e0 umane &#8211; pu\u00f2 contrastare la crisi del patrimonio ittico e garantire un\u2019efficace tutela delle risorse.<\/p>\n<p>I <strong>Santuari Marini<\/strong> sono aree proibite a qualsiasi uso estrattivo (ad es. pesca o estrazioni minerarie e di idrocarburi) e di scarico. All&#8217;interno possono esserci delle zone dove non \u00e8 concessa alcuna attivit\u00e0 umana, ad esempio zone che fungono da aree per la ricerca scientifica o dove ci sono habitat e specie particolarmente sensibili che vanno protette.<\/p>\n<p>In altre zone costiere, invece, pu\u00f2 essere autorizzata una pesca su piccola scala, non distruttiva, sostenibile e gestita con la piena partecipazione di tutte le comunit\u00e0 locali interessate. Solo questo tipo di gestione eco-sistemica pu\u00f2 garantire il recupero del patrimonio che stiamo rischiando di perdere e un futuro sostenibile del mare e delle popolazioni che dipendono da esso.<\/p>\n<h4>La tutela dei Poli<\/h4>\n<p>Dall\u2019<strong>Artico<\/strong> all\u2019<strong>Antartico<\/strong>, Greenpeace \u00e8 attiva anche per proteggere le aree pi\u00f9 estreme della terra. I Poli sono infatti indicatori importanti dello stato di salute del nostro Pianeta e ci mandano un allarme molto chiaro: stiamo compromettendo la capacit\u00e0 della Terra di sostenere la vita cosi come la conosciamo.<\/p>\n<p>\u00c8 gi\u00e0 molto tardi per evitare effetti profondi e negativi sugli ecosistemi polari, ma se agiamo subito siamo ancora in tempo per invertire la situazione e evitare ulteriori effetti disastrosi.<\/p>\n<p>Dobbiamo fermare la pesca industriale e distruttiva che sta letteralmente svuotando e mettendo in ginocchio i nostri mari, dobbiamo mettere un freno all\u2019industria estrattiva di combustibili fossili (petrolio, gas, ma anche carbone) e tutelare questi habitat delicati e preziosi da tutte le minacce umane che rischiano di compromettere per sempre le nostre ultime frontiere selvagge. E per Greenpeace i <strong>Santuari marini<\/strong> sono la migliore soluzione possibile per entrambi i Poli.<\/p>\n<div id=\"attachment_3275\" style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3275\" class=\"size-full wp-image-3275\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/039e1777-gp01cv7.jpg\" alt=\"Antarctica Whaling Tour - (1991\/1992). \u00a9 Robin Culley\" width=\"1200\" height=\"794\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/039e1777-gp01cv7.jpg 1200w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/039e1777-gp01cv7-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/039e1777-gp01cv7-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/039e1777-gp01cv7-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/039e1777-gp01cv7-510x337.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><p id=\"caption-attachment-3275\" class=\"wp-caption-text\">MV GREENPEACE inflatable protesting against Japanese whaling ship NISSHIN MARU, Southern Ocean (Greenpeace Witness book page 121)<\/p><\/div>\n<h4>Il Mediterraneo<\/h4>\n<p>Il <strong>Mediterraneo<\/strong> \u00e8 un mare ricco di <strong>biodiversit\u00e0<\/strong>, un bacino chiuso, fortemente antropizzato e quindi anche estremamente fragile. Rappresenta meno dell&#8217;1% dei mari del Pianeta ma ospita circa il 9%&nbsp; della <strong>biodiversit\u00e0 marina<\/strong> di tutto il mondo. Un tesoro straordinario che va protetto ma che purtroppo subisce ancora gli impatti devastanti dell\u2019inquinamento e delle attivit\u00e0 umane come la <strong>pesca<\/strong> eccessiva, illegale e distruttiva &#8211; che sta letteralmente svuotando i nostri mari e in particolare il nostro Mediterraneo. Le risorse ittiche un tempo abbondanti oggi <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/8fb003d8-riserve-marine-sintesi.pdf\">sono sempre pi\u00f9 al collasso<\/a> e ad essere a rischio non \u00e8 pi\u00f9 solo il futuro del mare nostrum ma anche quello dei pescatori, delle comunit\u00e0 costiere e di tutte quelle economie che dipendono dalla salute e vitalit\u00e0 del mare.<\/p>\n<h4>Il Santuario dei Cetacei<\/h4>\n<p>I governi del Mediterraneo hanno preso impegni per la tutela di questo fragile ecosistema ma i risultati non sono all&#8217;altezza delle attese. E\u2019 il caso ad esempio del <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/d31e8ac4-riserve-marine-mediterraneo.pdf\">Santuario dei Cetacei<\/a>: una riserva che purtroppo \u00e8 rimasta solo sulla carta!<br \/>\nCreato a seguito di un Accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco nel 2002<br \/>\nper tutelare i cetacei che popolano questo tratto di mare, \u00e8 riconosciuto come Area a Protezione Speciale dalla della Convenzione di Barcellona. Ancora oggi per\u00f2 \u00e8 di fatto una riserva marina solo sulla carta: nessuna tutela specifica dell\u2019area, nessun progetto coerente, nessun controllo mirato.<\/p>\n<p>E cos\u00ec <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/2495fa5f-baleneaperdere.pdf\">mentre i cetacei sembrano diminuire<\/a>,&nbsp;le minacce invece aumentano: dai progetti per la creazione di impianti industriali in pieno Santuario (come il <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/b2f80286-gas-pisa.pdf\">rigassificatore offshore<\/a> al largo di Livorno), all\u2019inquinamento acustico, a <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/f64af591-report-divieto-balenazione.pdf\">quello organico<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/b9c3e698-veleni-a-galla.pdf\">chimico<\/a> , che non solo colpisce le creature che popolano il santuario ma <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/f53dcff4-sogliole-santuario.pdf\">risalendo la catena alimentare<\/a> anche l\u2019uomo. Per non parlare del crescente <strong>traffico marittimo<\/strong>: ad oggi solo <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/3376\/bocche-di-bonifacio-un-anno-dopo-servono-fatti-non-parole\/\">il traffico nello <strong>stretto di Bonifacio<\/strong> \u00e8 debolmente controllato<\/a> mentre la mancanza di regole ha portato negli ultimi anni a <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/3392\/si-espande-la-contaminazione-da-idrocarburi-nel-santuario-dei-cetacei\/\">diversi incidenti nell\u2019area<\/a> tra quelli piu tragici e famosi <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/1301\/dieci-cose-da-dire-sulla-costa-concordia\/\">quello della costa Concordia<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_3278\" style=\"width: 1210px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3278\" class=\"size-full wp-image-3278\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/a14cab87-gp01jah.jpg\" alt=\"Fin Whales at Pelagos Sanctuary for Mediterranean Marine Mammals. \u00a9 Paul Hilton\" width=\"1200\" height=\"734\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/a14cab87-gp01jah.jpg 1200w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/a14cab87-gp01jah-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/a14cab87-gp01jah-768x470.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/a14cab87-gp01jah-1024x626.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/a14cab87-gp01jah-510x312.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><p id=\"caption-attachment-3278\" class=\"wp-caption-text\">A fin whale is pictured swimming close to the Greenpeace ship Arctic Sunrise, 20 miles off the north coast of Corsica, in the Pelagos Sanctuary for Mediterranean Marine Mammals.<\/p><\/div>\n<h4>Il Canale di Sicilia<\/h4>\n<p>Un&#8217;altra area di altissimo valore ecologico e biologico che ancora aspetta un\u2019adeguata ed efficace protezione \u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/cc18d656-tesori-mediterraneo.pdf\">Canale di Sicilia<\/a>. Proprio nel Canale vi sono aree uniche come i banchi d\u2019alto mare, formazioni vulcaniche, canyon sottomarini e una <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/9cb36bf6-i-tesori-sommersi-del-canale-di-sicilia.pdf\">vita marina<\/a> unica al mondo. Qui si trovano invertebrati, <strong>pesci<\/strong>, <strong>cetacei<\/strong>, coralli e importanti aree di pesca.<\/p>\n<p>Purtroppo a causa di un <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/3428\/in-azione-nel-canale-di-sicilia-per-fermare-la-pesca-eccessiva\/\">eccessivo prelievo di pesca<\/a> e della mancata protezione delle aree di riproduzione dei pesci, la maggior parte delle popolazioni ittiche sono ormai <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/3405\/fra-poco-spariranno-il-nostro-nuovo-report\/\">al limite dello sfruttamento o gi\u00e0 eccessivamente sfruttate<\/a>.<br \/>\nMa non \u00e8 solo la pesca a minacciare questi habitat. Il <strong>traffico navale<\/strong>, l\u2019inquinamento e &#8211; non ultimi \u2013 le esplorazioni petrolifere per <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/3439\/canale-di-sicilia-il-ministero-autorizza-le-trivelle-noi-continuiamo-la-nostra-battaglia\/\">l\u2019estrazione e lo sfruttamento di idrocarburi<\/a> con progetti proprio sui banchi al largo delle coste della Sicilia, rischiano di distruggere una delle aree pi\u00f9 sensibili del nostro Mediterraneo. C&#8217;\u00e8, quindi, urgente bisogno di stimolare processi che portino a un&#8217;efficace tutela di aree fondamentali per la salute e il futuro dei nostri mari e per <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/1286\/una-pesca-sostenibile\/\">garantire la sostenibilit\u00e0<\/a> ambientale, sociale ed economica delle attivit\u00e0 di pesca per garantire la conservazione delle risorse.<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-5144 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani-510x278.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/04\/9b422b65-proteggiamo-gli-oceani.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tProteggi gli Oceani\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Cambiamenti climatici, pesca eccessiva, estrazioni minerarie, trivellazioni, plastica: i nostri oceani subiscono di tutto per colpa dell\u2019avidit\u00e0 umana. Spesso sono proprio le zone d\u2019Alto Mare, al di fuori della giurisdizione degli Stati costieri,  a diventare prede degli interessi di pochi Stati ricchi e potenti o di aziende spregiudicate. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore? Non possiamo accettarlo: per difendere il fragile e meraviglioso ecosistema marino, serve creare una rete di Santuari d\u2019Alto mare su scala planetaria.<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/proteggi-gli-oceani\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo solcato con le nostre navi tutti i mari e gli oceani, dall\u2019Oceano Antartico impegnati contro le baleniere all\u2019Artico per proteggere le aree pi\u00f9 remote e sensibili, fino al nostro Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":1904,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"not set","p4_local_project":"","p4_basket_name":"not set","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[17],"tags":[18,22],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-3261","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-proteggi","tag-mare","tag-biodiversita","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3261"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15060,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3261\/revisions\/15060"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1904"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3261"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=3261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}