{"id":3589,"date":"2017-11-21T10:00:45","date_gmt":"2017-11-21T10:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=3589"},"modified":"2019-11-06T09:53:08","modified_gmt":"2019-11-06T08:53:08","slug":"pfos-verona-acqua-potabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/comunicato-stampa\/3589\/pfos-verona-acqua-potabile\/","title":{"rendered":"PFOS, Greenpeace presenta un esposto: superati i limiti nell&#8217;acquedotto di Verona"},"content":{"rendered":"<div class=\"leader\">\n<div>Greenpeace denuncia oggi, con un esposto alla Magistratura, come gli sforamenti dei limiti di PFOS (Perfluoro Ottan Sulfonato) nell\u2019acqua potabile erogata dalla centrale di Porta Palio, che serve Verona, siano a volte passati sotto silenzio e a volte siano stati comunicati alla popolazione con modalit\u00e0 incongrue. In particolare, tramite un\u2019istanza di accesso agli atti presso la Direzione della Sezione Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Regione Veneto, Greenpeace ha evidenziato due anomalie: il 21 febbraio 2017, a fronte di uno sforamento dei limiti non \u00e8 successo nulla, mentre il 9 marzo 2017, i limiti sono stati superati in pi\u00f9 pozzi ma sono state comunicate ai cittadini solo alcune delle informazioni note alle Autorit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p>I dati analitici di ARPAV relativi allo scorso 21 febbraio (rapporto di prova nr. 541371), hanno mostrato una concentrazione di PFOS pari a 41 nanogrammi per litro, ben al di sopra della concentrazione consentita nell\u2019acqua potabile in Veneto pari a 30 nanogrammi per litro.<\/p>\n<p>Di questo superamento non vi \u00e8 traccia sui siti web dell\u2019ente gestore, della AULSS 9 di Verona e della Regione Veneto, n\u00e9 tantomeno risultano evidenze pubbliche di chiusura del pozzo inquinato. Greenpeace ritiene che non siano state messe in atto, da parte delle Autorit\u00e0, le misure necessarie per tutelare efficacemente la salute umana da eventuali danni causati dall\u2019esposizione alla sostanza PFOS oltre i limiti adottati dalla stessa Regione Veneto. Per questo motivo l\u2019organizzazione ambientalista ha presentato un esposto in Procura.<\/p>\n<p>\u201cQuanto emerso dalla consultazione dei dati ufficiali di ARPAV \u00e8 gravissimo e pone seri interrogativi sulle capacit\u00e0 delle autorit\u00e0 regionali di gestire situazioni di rischio per la salute dei cittadini. Riteniamo che siamo di fronte all\u2019adozione di pratiche scorrette e negligenti da parte delle istituzioni deputate a tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini. Invitiamo la Procura a verificare se sussistano ipotesi di reato\u201d commenta Giuseppe Ungherese, Responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.<\/p>\n<p>Inoltre, dall\u2019analisi dei dati ottenuti da ARPAV emergono evidenti contraddizioni in merito allo sforamento del parametro PFOS dello scorso 9 marzo nella centrale di Porta Palio. In questo caso l\u2019ente gestore, Acque Veronesi S.c.a.r.l., tramite un comunicato diffuso a mezzo stampa il 14 marzo, ha reso pubblico il superamento di 3 nanogrammi rispetto ai limiti adottati in Veneto, comunicando che questo sarebbe avvenuto in un solo pozzo della centrale di Porta Palio. Al contrario, la consultazione dei dati ufficiali di ARPAV ottenuti da Greenpeace ha evidenziato un superamento in due pozzi della stessa centrale, in uno dei quali con valori di PFOS quasi doppi (52 nanogrammi per litro) rispetto ai limiti vigenti. La notizia di questo superamento veniva diffusa anche dalla Regione Veneto, e nello specifico dall\u2019Assessore all\u2019Ambiente Bottacin e da quello alla Sanit\u00e0 Coletto, facendo riferimento per\u00f2 a un superamento del parametro PFOS di lieve entit\u00e0 in un unico pozzo.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019opacit\u00e0 e la scarsa trasparenza dimostrata dalle istituzioni rafforza, ancora una volta, il sentimento comune di tanti cittadini che nutrono scarsa fiducia nell\u2019operato delle Autorit\u00e0. Da mesi con una petizione chiediamo alla Regione di intervenire subito sulle fonti di immissione di PFAS nell\u2019ambiente per evitare che continui l\u2019esposizione dei cittadini a sostanze chimiche cos\u00ec pericolose per la salute\u201d conclude Ungherese.<\/p>\n<p>Il PFOS \u00e8 una delle sostanze pi\u00f9 pericolose del gruppo dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), tanto da essere regolamentato a livello internazionale nell\u2019ambito della Convenzione di Stoccolma. Il PFOS \u00e8 un noto interferente endocrino che pu\u00f2 accumularsi nel corpo umano e, proprio a causa della sua pericolosit\u00e0 per la salute, la Regione Veneto ha stabilito per questa sostanza il limite pi\u00f9 basso nell\u2019acqua potabile rispetto a tutti gli altri PFAS.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Denunciamo come gli sforamenti dei limiti di PFOS nell&#8217;acqua potabile erogata dalla centrale di Porta Palio, che serve Verona, siano a volte passati sotto silenzio.<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":1616,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17],"tags":[21,30],"p4-page-type":[23],"class_list":["post-3589","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","tag-inquinamento","tag-salute","p4-page-type-comunicato-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3589"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3590,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3589\/revisions\/3590"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3589"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=3589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}