{"id":5489,"date":"2019-06-03T14:19:48","date_gmt":"2019-06-03T12:19:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=5489"},"modified":"2025-07-02T09:29:28","modified_gmt":"2025-07-02T07:29:28","slug":"mayday-sos-plastica-tour-a-tavolara-per-la-liberazione-di-una-tartaruga-vittima-della-plastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/5489\/mayday-sos-plastica-tour-a-tavolara-per-la-liberazione-di-una-tartaruga-vittima-della-plastica\/","title":{"rendered":"Liberata una tartaruga vittima della plastica, ma c&#8217;\u00e8 un mondo sommerso da salvare!"},"content":{"rendered":"<p>Con il <a href=\"https:\/\/sostieni.greenpeace.it\/campagna\/mayday\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=blog&amp;utm_campaign=oceans&amp;utm_content=tartarugatavolara_03062019\">MAYDAYSOSPLASTICA tour<\/a> siamo approdati all\u2019Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, una delle aree pi\u00f9 preziose dei nostri mari, al nord della Sardegna.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dfsJyEusEXM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Qui nel weekend -dalla spiaggia di Spalmatore a <strong>Tavolara<\/strong> &#8211; abbiamo liberato insieme al personale dell\u2019Area Marina Protetta e del <strong>Centro di Recupero del Sinis (CReS)<\/strong> una<strong> tartaruga <em>Caretta caretta<\/em><\/strong> vittima della plastica. \u00c8 stata chiamata <em>Hermaea, <\/em>dall\u2019antico nome di Tavolara, ed \u00e8 un esemplare subadulto di circa dieci anni, ritrovato, in serie difficolt\u00e0, a fine febbraio da un pescatore al largo dell\u2019isola. Portata al CReS ad Oristano, la <strong>tartaruga<\/strong>, monitorata quotidianamente dagli esperti del centro, aveva espulso per circa un mese plastica: l\u2019animale aveva ingerito pezzi di buste, <strong>plastica<\/strong> dura e filamenti di teli da agricoltura che avevano seriamente compromesso la sua capacit\u00e0 di nutrirsi. L\u2019animale aveva inoltre una pinna danneggiata da un filo di rete da pesca. Dopo tre mesi di cure e specializzata riabilitazione in vasca l\u2019animale \u00e8 stato rimesso in mare.<\/p>\n<h3><strong>Le tartarughe si intossicano di plastica: ecco perch\u00e9<\/strong><\/h3>\n<p>Sono sempre pi\u00f9 numerose le tartarughe soccorse in mare. Dall\u2019inizio dell\u2019anno gi\u00e0 otto gli esemplari portati al Centro di Recupero del Sinis, ben tre ritrovate nell\u2019area di Tavolara: tutte durante la riabilitazione in vasca hanno espulso frammenti di plastica. Gli esperti ci dicono che la percentuale di tartarughe colpite da questo tipo di <strong>inquinamento<\/strong> \u00e8 in drammatico aumento e negli ultimi quattro anni tutti gli esemplari curati dalla rete di recupero sarda avevano ingerito <strong>plastica<\/strong>. Purtroppo, la plastica che si accumula nell\u2019 apparato digerente causa infiammazioni che producono muco e riducono la loro capacit\u00e0 di immergersi e andare alla ricerca di prede. Le tartarughe si indeboliscono e iniziano a galleggiare in superficie dove, cercando di nutrirsi, finiscono per ingerire altra plastica che trovano a pelo d\u2019acqua. Quelle che non vengono soccorse spesso muoiono per denutrizione.<\/p>\n<h3><strong>Stiamo decimando le creature marine a colpi di plastica<\/strong><\/h3>\n<p>Le tartarughe sono un vero e proprio indicatore dello stato di salute dei nostri mari e la storia che ci raccontano \u00e8 allarmante. Vedere <em>Hermaea<\/em> tornare a nuotare libera nel mare ci ha riempito il cuore di gioia, ma non possiamo evitare di chiederci \u201c<em>fino a quando star\u00e0 bene<\/em>?\u201d, vista la quantit\u00e0 di plastica che continuiamo a trovare in mare e sulle spiagge durante le nostre attivit\u00e0 di pulizia. Purtroppo, questo inquinamento sta diventando una minaccia sempre pi\u00f9 seria per i nostri mari e le creature che lo abitano, dalle tartarughe ai cetacei. Basti ricordare i <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/5401\/mayday-sos-plastica-ecco-la-strage-dei-cetacei\/\">capodogli ritrovati spiaggiati<\/a> sulle nostre coste negli ultimi mesi: due esemplari con lo stomaco pieno di plastica. Fino a quando le grandi aziende non ridurranno la massiva <a href=\"https:\/\/attivati.greenpeace.it\/petizioni\/no-plastica-aziende\/?utm_source=greenpeace.org&amp;utm_medium=blog&amp;utm_campaign=oceans&amp;utm_content=tartarugatavolara_03062019\">produzione di plastica usa e getta<\/a> da cui adesso dipendono, non sar\u00e0 possibile garantire agli animali marini un ambiente sicuro e sano in cui vivere.<\/p>\n<h3><strong>I cambiamenti climatici colpiscono anche il mare<\/strong><\/h3>\n<p>Ma i nostri mari sono in pericolo non solo per l\u2019aumento dell\u2019<strong>inquinamento<\/strong>: un\u2019altra gravissima minaccia \u00e8 quella dei <strong>cambiamenti climatici<\/strong>. Il riscaldamento del pianeta sta portando anche\u00a0 a un aumento delle temperature delle acque superficiali e profonde del nostro <strong>Mediterraneo<\/strong>, con estati molto calde che possono causare delle vere e proprie \u201conde di calore\u201d anche in mare, generando gravissime conseguenze e episodi di mortalit\u00e0 di massa di alcune specie, come denunciato nel nostro rapporto \u201c<a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/b249c210-mediterraneo-clima.pdf\">Un mare d\u2019inferno &#8211; Il Mediterraneo e il cambiamento climatico<\/a>\u201d. Ed \u00e8 quello che adesso stiamo documentando con i nostri occhi, immergendoci durante il tour in aree che avevamo gi\u00e0 visitato dieci anni fa.<\/p>\n<p>Sotto la superficie del mare si nascondono tesori inestimabili come le praterie di <strong>Posidonia<\/strong> o pareti con spugne multicolori e <strong>gorgonie<\/strong>, simbolo dei ricchissimi ecosistemi che ospita il nostro Mediterraneo. Purtroppo, insieme a questi tesori quello che stiamo incontrando sono segnali allarmanti di perdita di biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5490 size-full\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/b9ac0ff6-pinna_nobilis_morte.jpeg\" alt=\"Pinna nobilis - Egidio Trainito\/Greenpeace\" width=\"100%\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/b9ac0ff6-pinna_nobilis_morte.jpeg 567w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/b9ac0ff6-pinna_nobilis_morte-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/b9ac0ff6-pinna_nobilis_morte-510x340.jpeg 510w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/p>\n<p>La <em>Pinna nobilis <\/em>o nacchera di mare, il pi\u00f9 grande mollusco bivalve del Mediterraneo nonch\u00e9 una delle specie simbolo dei nostri fondali, \u00e8 una specie protetta (la sua raccolta \u00e8 vietata) perch\u00e9 particolarmente sensibile agli impatti umani. Dieci anni fa si trovava comunemente in diverse aree protette, ma negli ultimi anni \u00e8 stata colpita da gravissime morie. Quello che abbiamo trovato sia a Ventotene che a Tavolara \u00e8 un vero e proprio cimitero. Le nacchere sono ormai quasi tutte morte a causa di un protozoo flagellato (e secondo alcuni anche di un micobatterio) che colpisce la loro ghiandola digestiva e non gli permette di alimentarsi. Come mai? Gli esperti non sanno ancora darci risposte certe, l\u2019epidemia \u00e8 iniziata in Spagna e si \u00e8 diffusa in molte zone del Mediterraneo. Quel che \u00e8 scuro \u00e8 che l\u2019aumento delle temperature \u00e8 tra i fattori determinanti per la diffusione dei patogeni. Il riscaldamento globale sta cambiando i delicati equilibri che regolano gli ecosistemi marini permettendo a organismi fino ad ora latenti di manifestarsi e, come in questo caso, uccidere specie preziose.<\/p>\n<h3><strong>Temperature da record anche in acqua: \u00e8 un incendio senza fiamme <\/strong><\/h3>\n<div id=\"attachment_5491\" style=\"width: 2010px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5491\" class=\"wp-image-5491 size-full\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/fe62eb44-papa2_12.jpg\" alt=\"Egidio Trainito\/Greenpeace\" width=\"2000\" height=\"1333\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/fe62eb44-papa2_12.jpg 2000w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/fe62eb44-papa2_12-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/fe62eb44-papa2_12-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/fe62eb44-papa2_12-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/fe62eb44-papa2_12-510x340.jpg 510w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><p id=\"caption-attachment-5491\" class=\"wp-caption-text\">Egidio Trainito\/Greenpeace<\/p><\/div>\n<p>E\u2019 quello che sta succedendo anche alla\u00a0<em>Paramuricea clavata<\/em>\u00a0della Secca del\u00a0Papa, uno dei siti di immersione pi\u00f9 belli\u00a0di Tavolara, famoso in tutto il mondo proprio per le sue numerose e immense gorgonie rosse. Quello che abbiamo trovato immergendoci in questi giorni con gli esperti dell\u2019Area Marina Protetta \u00e8 una situazione quasi spettrale. Le gorgonie delle aree pi\u00f9 superficiali sono tutte morte o ammalate. Purtroppo, queste morie sono state osservate dagli esperti nell\u2019area gi\u00e0 da diversi anni, ma\u00a0il\u00a0fenomeno si sta verificando con sempre maggior frequenza e forza. Dalla prima moria di gorgonie nel 1998, se ne sono susseguite altre nel 2003, 2008, 2011 e 2013, sempre con maggiore frequenza, fino ad arrivare a un fenomeno osservato adesso su base annuale che colpisce organismi a sempre maggiori profondit\u00e0, come ci ha raccontato Egidio Trainito, esperto conoscitore dell\u2019area da oltre trent\u2019anni.<\/p>\n<div id=\"attachment_5492\" style=\"width: 1290px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5492\" class=\"wp-image-5492 size-full\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/611a2472-mroiagorgonie2.jpg\" alt=\"Egidio Trainito\/Greenpeace\" width=\"1280\" height=\"857\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/611a2472-mroiagorgonie2.jpg 1280w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/611a2472-mroiagorgonie2-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/611a2472-mroiagorgonie2-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/611a2472-mroiagorgonie2-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/611a2472-mroiagorgonie2-508x340.jpg 508w\" sizes=\"auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><p id=\"caption-attachment-5492\" class=\"wp-caption-text\">Egidio Trainito\/Greenpeace<\/p><\/div>\n<p>Immergendoci a una profondit\u00e0 di circa 30 metri le gorgonie appaiono\u00a0tutte sofferenti, a tratti grigie invece che del loro bellissimo colore rosso.\u00a0Gli animali che le costituivano sono morti e rimane solo uno scheletro nudo dove si insediano altri organismi che accelerano il soffocamento delle aree ancora vitali, ingigantendo il fenomeno.\u00a0Al momento\u00a0solo colonie\u00a0al di sotto dei 40 metri rimangono indenni. Perch\u00e9? Qualcuno parla di un &#8220;incendio senza fiamme&#8221;, un insieme di fattori scatenati dall\u2019aumento delle temperature, che vanno dalla riduzione della disponibilit\u00e0 di cibo di cui si nutrono questi animali,\u00a0causa di notevole\u00a0stress, alla comparsa di agenti patogeni, vibrioni in particolare, presenti allo stato latente e resi vitali dalle alte temperature. In passato le colonie di gorgonie rosse erano molto numerose, oggi questa specie molto fragile e ad accrescimento lento sta soffrendo le conseguenze del riscaldamento globale un po&#8217; in tutto il Mediterraneo e assistiamo a un suo graduale declino.<\/p>\n<p>Dalle tartarughe ai capodogli agli organismi che incontriamo sott\u2019acqua ci sta arrivando un messaggio che \u00e8 sempre pi\u00f9 chiaro: i nostri mari sono a rischio, e se non interveniamo in tempo rischiamo di arrivare a un punto di non ritorno. E\u2019 necessario agire in fretta, abbassando le nostre emissioni di CO2 per mantenere l\u2019aumento delle temperature sotto il grado e mezzo, tutelando con Santuari marini le aree pi\u00f9 sensibili e riducendo l\u2019inquinamento dei nostri mari.<\/p>\n<p>Per questo il nostro viaggio nel Mar Tirreno continua, il tour MAYDAYSOSPLASTICA si sposta adesso nell\u2019Arcipelago Toscano per monitorare i livelli di microplastica al largo dell\u2019Elba insieme ai ricercatori del CNR IAS e della Universit\u00e0 delle Marche e esplorare i suoi mondi sommersi. Continuate a seguirci!<\/p>\n\t\t\t<section\n\t\t\tclass=\"boxout post-2625 \"\n\t\t\t\n\t\t>\n\t\t\t<a\n\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\tdata-ga-action=\"Image\"\n\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\tclass=\"cover-card-overlay\"\n\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/piu-mare-meno-plastica\/\" \n\t\t\t><\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t<img\n\t\t\t\t\t\tsrc=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/460ec95d-gp0strf5f_medium_res-1024x683.jpg\"\n\t\t\t\t\t\tsrcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/460ec95d-gp0strf5f_medium_res-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/460ec95d-gp0strf5f_medium_res-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/460ec95d-gp0strf5f_medium_res-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/460ec95d-gp0strf5f_medium_res-510x340.jpg 510w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2018\/11\/460ec95d-gp0strf5f_medium_res.jpg 1200w\"\n\t\t\t\t\t\tsizes=\"(min-width: 1000px) 358px, (min-width: 780px) 313px, 88px\"\n\t\t\t\t\t\talt=\"\" title=\"\"\n\t\t\t\t\/>\n            \t\t\t<div class=\"boxout-content\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a\n\t\t\t\t\t\tclass=\"boxout-heading medium\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-action=\"Title\"\n\t\t\t\t\t\tdata-ga-label=\"n\/a\"\n\t\t\t\t\t\thref=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/piu-mare-meno-plastica\/\"\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t>\n\t\t\t\t\t\tPi\u00f9 mare, meno plastica!\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p class=\"boxout-excerpt\">Il mare non \u00e8 una discarica: chiedi alle aziende di abbandonare l\u2019usa e getta.<\/p>\n\t\t\t\t                                    <a\n                        class=\"btn btn-primary\"\n                        data-ga-category=\"Take Action Boxout\"\n                        data-ga-action=\"Call to Action\"\n                        data-ga-label=\"n\/a\"\n                        href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/attivati\/piu-mare-meno-plastica\/\"\n                        \n                    >\n                        Partecipa\n                    <\/a>\n                \t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/section>\n\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi raccontiamo cosa sta succedendo sul fondo del mare<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":5495,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[18,21,22,25],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-5489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","tag-mare","tag-inquinamento","tag-biodiversita","tag-consumi","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5489"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":28200,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5489\/revisions\/28200"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5489"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=5489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}