{"id":5570,"date":"2019-06-17T13:32:35","date_gmt":"2019-06-17T11:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=5570"},"modified":"2019-11-06T09:51:48","modified_gmt":"2019-11-06T08:51:48","slug":"perche-mangiare-meno-carne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/5570\/perche-mangiare-meno-carne\/","title":{"rendered":"5 motivi per ridurre il consumo di carne"},"content":{"rendered":"<p>Com\u2019\u00e8 possibile che la difesa del <strong>Pianeta<\/strong> passi per il nostro piatto? I motivi in realt\u00e0 sono diversi, ma hanno tutti in comune almeno un paio di aspetti.<\/p>\n<p>Innanzitutto mangiare \u00e8 una delle pochissime attivit\u00e0 che riguarda da vicino ciascuno di noi e che ci coinvolge ogni giorno, pertanto le scelte sul <strong>cibo<\/strong> che consumiamo possono avere un grande impatto. In secondo luogo, il cibo che consumiamo &#8211; anche quando viene prodotto in luoghi simili a fabbriche &#8211; necessita di materie prime e, in particolare, della materia prima per eccellenza: la terra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-5571\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/30559de0-less-meat-less-heat-1024x768.png\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/30559de0-less-meat-less-heat-1024x768.png 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/30559de0-less-meat-less-heat-300x225.png 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/30559de0-less-meat-less-heat-768x576.png 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/30559de0-less-meat-less-heat-1821x1366.png 1821w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/30559de0-less-meat-less-heat-453x340.png 453w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2><strong>Per il clima<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il settore agricolo \u00e8 responsabile di circa <strong>un quarto delle emissioni globali di gas serra<\/strong>, delle quali oltre il 60% provengono dalla produzione, ormai sempre pi\u00f9 intensiva, di carne e derivati animali. Se non facciamo nulla questa percentuale continuer\u00e0 ad aumentare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da dove vengono questi gas serra? Le emissioni legate alla produzione intensiva di carne derivano dai gas generati dagli animali durante i processi digestivi e dal deposito e spandimento delle enormi quantit\u00e0 di letame prodotte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019impatto sul clima, per\u00f2, passa anche attraverso la produzione di mangimi, che ha un <strong>impatto distruttivo sulle foreste e sul cambio di uso del suolo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ridurre drasticamente il consumo di carne e compiere acquisti alimentari che premiano le produzioni ecologiche, aiuta a combattere il cambiamento climatico, proprio come andare a lavoro in bicicletta e ridurre il nostro consumo di energia.<\/span><\/p>\n<h2><strong>Per la tua salute<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 2015 l\u2019Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato la carne rossa come \u201c<strong>probabilmente cancerogena per gli esseri umani\u201d<\/strong> e la carne lavorata come \u201ccancerogena per gli esseri umani\u201d, ed \u00e8 ormai noto che un consumo eccessivo di carne contribuisca all\u2019aumento dell\u2019obesit\u00e0 e delle possibilit\u00e0 di sviluppare malattie croniche non trasmissibili come le malattie cardiovascolari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019uso di antibiotici negli allevamenti intensivi \u00e8 inoltre una delle cause dell\u2019aumento dell\u2019antibiotico-resistenza, che l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (OMS) ha recentemente definito \u201c<strong>un\u2019emergenza sanitaria globale\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi ha poi impatti potenzialmente molto pericolosi sulla salute delle persone, tanto che in Italia questi impianti sono la seconda causa di inquinamento da polveri fini (i pericolosi PM) e le enormi quantit\u00e0 di liquami prodotte finiscono sempre pi\u00f9 spesso per inquinare terreni e corsi d\u2019acqua, mettendo a rischio anche le falde acquifere.<\/span><\/p>\n<h2><strong>Per il benessere degli animali<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le immagini della \u201cfattoria felice\u201d che compaiono praticamente su tutti i libri per l\u2019infanzia sono purtroppo sempre pi\u00f9 rare nella realt\u00e0. Il 72% degli animali allevati in Europa proviene da <strong>aziende intensive di grandi dimensioni<\/strong>, e l\u2019Italia anche in questo caso non fa eccezione. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Parliamo di impianti che sembrano vere e proprie fabbriche, all\u2019interno delle quali si trovano per\u00f2 animali vivi che nella maggior parte dei casi non vedranno mai la luce del sole, non potranno mai correre o accudire i propri piccoli e che spesso non riescono neanche a muoversi o girarsi. Gli allevamenti intensivi visti da dentro somigliano pi\u00f9 ad un incubo che ad una fattoria, anche per gli stessi operatori che vi lavorano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Solo una riduzione drastica del consumo di carne permetterebbe modelli di produzione pi\u00f9 ecologici e attenti al benessere animale.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5572\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/f66d9165-allevamenti-intensivi.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/f66d9165-allevamenti-intensivi.jpg 500w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/06\/f66d9165-allevamenti-intensivi-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<h2><strong>Per salvare le foreste<\/strong><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel periodo 2010-2015, la produzione di materie prime agricole ha causato la distruzione di 30 milioni di ettari di foresta: un\u2019area equivalente alle dimensioni dell&#8217;Italia. L&#8217;ottanta per cento della deforestazione globale \u00e8 causata dall\u2019agricoltura industriale, e l\u2019aumento della produzione e del consumo di carne \u00e8 una delle maggiori minacce per la sopravvivenza delle foreste primarie rimaste. Si stima infatti che il 75-80% della superficie agricola globale sia dedicata alla coltivazione di colture destinate a nutrire gli animali stipati negli allevamenti intensivi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La distruzione delle foreste implica <strong>perdita di biodiversit\u00e0<\/strong> e, sempre pi\u00f9 spesso, violazioni dei diritti fondamentali dei popoli che le abitano da generazioni. Ma significa anche perdita dei nostri principali \u201cpolmoni\u201d: le foreste catturano infatti circa un terzo dell\u2019anidride carbonica derivante dalla combustione di gas, petrolio e carbone. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ridurre la quantit\u00e0 di carne che mangiamo significa pertanto permettere all\u2019umanit\u00e0 e al Pianeta di respirare meglio.<\/span><\/p>\n<h2>Per un pianeta verde<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il termine \u201c<strong>estinzione di massa<\/strong>\u201d \u00e8 ormai uscito dallo scenario futurista dei film post-apocalittici per entrare nel mondo della realt\u00e0. I dati ci dicono che circa l\u201980% di tutte le specie minacciate di uccelli e mammiferi terrestri \u00e8 messo in pericolo dalla perdita di habitat causata dalle attivit\u00e0 agricole. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La necessit\u00e0 di <strong>produrre mangimi in massicce quantit\u00e0<\/strong> richiede una vasta superficie agricola ed \u00e8 all\u2019origine del diffondersi di monocolture trattate spesso con pesticidi, i cui residui permangono nel terreno e nell\u2019acqua anche per molti anni dopo il loro uso e rappresentano una minaccia anche per insetti fondamentali per la sopravvivenza del Pianeta, come le api e gli insetti impollinatori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ridurre drasticamente il consumo di carne alleggerirebbe la pressione del settore agricolo sull\u2019ambiente, permettendo di produrre meno e meglio, e di liberare terre e risorse per produzioni ecologiche.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p>Riduci il tuo consumo di carne. Per un clima migliore, per gli animali e per la tua salute! Informati, scegli e partecipa. #WorldMeatFreeWeek #WMFWeek #SettimanaSenzaCarne<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 la difesa del Pianeta passa anche per il nostro piatto<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":5576,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ep_exclude_from_search":false,"p4_og_title":"","p4_og_description":"","p4_og_image":"","p4_og_image_id":"","p4_seo_canonical_url":"","p4_campaign_name":"","p4_local_project":"","p4_basket_name":"","p4_department":"","footnotes":""},"categories":[20,17,24],"tags":[],"p4-page-type":[19],"class_list":["post-5570","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-denuncia","category-proteggi","category-scegli","p4-page-type-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5570","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5570"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5583,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5570\/revisions\/5583"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5570"},{"taxonomy":"p4-page-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/wp-json\/wp\/v2\/p4-page-type?post=5570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}