{"id":5788,"date":"2019-07-12T15:53:14","date_gmt":"2019-07-12T13:53:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=5788"},"modified":"2024-02-23T10:08:57","modified_gmt":"2024-02-23T09:08:57","slug":"dichiarare-lemergenza-climatica-o-no-questo-e-il-dilemma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/5788\/dichiarare-lemergenza-climatica-o-no-questo-e-il-dilemma\/","title":{"rendered":"Dichiarare l\u2019emergenza climatica o no? Questo \u00e8 il dilemma"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5790\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/8805f7c0-gp0sttjh3_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/8805f7c0-gp0sttjh3_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/8805f7c0-gp0sttjh3_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/8805f7c0-gp0sttjh3_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/8805f7c0-gp0sttjh3_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Dichiarare l\u2019<strong>emergenza climatica<\/strong> o non farlo, questo \u00e8 il dilemma della politica italiana sul clima. Beh, ormai fa poca differenza, l\u2019emergenza \u00e8 qua, che il governo nazionale e quelli locali lo accettino o no. Piuttosto, il punto \u00e8 di agire in fretta per fronteggiare questa emergenza.<\/p>\n<p>D\u2019altronde la<strong> grandine<\/strong> sulle spiagge in piena estate, le <strong>tempeste<\/strong> in Emilia e nelle Marche, i venti oltre i 150 km orari, le <strong>ondate di calore<\/strong> seguite dal <strong>crollo delle temperature<\/strong>, gli <strong>incendi<\/strong>, i morti, i feriti e i dispersi altro non sono che l\u2019evidenza del fatto che l\u2019<strong>emergenza climatica<\/strong> la viviamo ormai sempre pi\u00f9 spesso.<\/p>\n<p>Certo, <strong>dichiarare l\u2019emergenza climatica<\/strong> sarebbe un buon segno da parte di un governo che sul tema si sta impegnando poco o nulla. Anche se \u00e8 paradossale che la mozione sia arrivata dal PD, partito che in tutti gli anni di governo ha contribuito pesantemente ad aggravare i cambiamenti climatici facendo favori all\u2019industria fossile, soprattutto gas e petrolio (ricordate il referendum sulle trivelle?), e <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/rapporto\/891\/rinnovabili-nel-mirino\/\">bloccando completamente la crescita delle energie rinnovabili<\/a>. In pratica, l\u2019<strong>emergenza climatica in Italia<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 ridotta ad un mero strumento di lotta politica e campagna elettorale. E intanto i disastri legati al clima che cambia aumentano.<\/p>\n<p>Per questo non vogliamo solo che l\u2019emergenza climatica venga dichiarata da comuni, regioni e governo nazionale, ma soprattutto che vengano intraprese azioni urgenti e concrete per affrontare questo fenomeno.<\/p>\n<p>Ma cosa devono fare i governi nazionali e locali per approcciare seriamente il tema dei <strong>cambiamenti climatici<\/strong>? L\u2019Italia (cos\u00ec come l\u2019Unione Europea) deve pi\u00f9 che dimezzare le proprie emissioni al 2030, e arrivare ad emissioni nette zero entro il 2040. Ma come si pu\u00f2 fare?<\/p>\n<p>Iniziamo da ci\u00f2 che dovrebbe fare il governo italiano.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Basta combustibili fossili! <\/strong><strong>Gas, petrolio e carbone<\/strong> sono i primi responsabili delle <strong>emissioni di gas serra<\/strong> e oggi ricevono in Italia<strong> sussidi per 16,8 miliardi<\/strong> ogni anno secondo uno studio del ministero dell\u2019Ambiente. Occorre invertire subito la rotta, <strong>abbandonare il carbone entro il 2025<\/strong> come gi\u00e0 programmato, bloccare per sempre le<strong> trivellazioni<\/strong> nei nostri mari e fermare inutili investimenti sul <strong>gas<\/strong>: se passano <a href=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/4755\/ecco-perche-il-piano-del-governo-sul-clima-non-funziona\/\">i piani del governo contenuti nel Piano Nazionale Energia e Clima<\/a> la <strong>transizione<\/strong> rischia di essere bloccata per decenni. Contemporaneamente si deve investire di pi\u00f9 nelle <strong>energie rinnovabili, nei sistemi di accumulo, nell\u2019efficienza energetica e nelle interconnesioni di rete<\/strong>. Cos\u00ec arriveremo ad avere un\u2019Italia 100% rinnovabile. Ci guadagnerebbe l\u2019ambiente, ma anche tutti noi, sia in termini di salute (meno inquinamento dell\u2019aria tanto per fare un esempio) che per la creazione di nuovi posti di lavoro. <a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/la-crisi-del-clima-e-ancora-risolvibile-lo-dice-il-nuovo-super-modello-di-leonardo-di-caprio\/\">Tutto questo \u00e8 tecnicamente ed economicamente possibile<\/a>. Manca solo la volont\u00e0 politica e delle grandi aziende che da decenni fanno profitti inquinando il Pianeta.<\/li>\n<li><strong>Mobilit\u00e0 sostenibile! <\/strong>Occorre cambiare il sistema della mobilit\u00e0, privilegiando la mobilit\u00e0 alternativa (ad esempio bici, anche elettriche), la <strong>mobilit\u00e0 condivisa (servizi di bike, scooter e car sharing)<\/strong> e quella<strong> pubblica<\/strong>. E bisogna contemporaneamente spostare tutto sul vettore elettrico, abbandonando i motori a combustione interna e anche le false soluzioni come il metano, il GPL e i biocarburanti. Per fare tutto cominciamo a bandire i diesel (la tipologia di motore pi\u00f9 inquinante che c\u2019\u00e8) dalle nostre citt\u00e0 entro il 2021, vietando la vendita di nuove<strong> auto diesel<\/strong> entro il 2028. Contemporaneamente si deve creare un\u2019infrastruttura di ricarica capillare in tutto lo stivale e supportare comuni, regioni e privati cittadini che decidono di investire nelle auto elettriche abbandonando anche quelle a benzina. Perch\u00e9 farlo? Pensate solo che l\u2019inquinamento da NO2 (derivante in massima parte dai trasporti) causa in Italia ogni anno oltre 17mila morti premature.<\/li>\n<li><strong>Basta allevamenti intensivi!<\/strong> La produzione ed il consumo di <strong>carne<\/strong> vanno dimezzati a livello globale entro il 2050, altrimenti non potremo rispettare gli Accordi di Parigi. L\u2019Italia e l\u2019Europa devono fare la propria parte, essendo tra i pi\u00f9 forti consumatori al mondo di carne procapite. Tutti possiamo fare la differenza, consumando meno carne e privilegiando prodotti locali provenienti da allevamenti ecologici ed estensivi. Ma ovviamente \u00e8 anche il sistema di produzione a dover cambiare, e in particolare la Politica Agricola Comune deve smettere subito di finanziare con soldi pubblici <strong>allevamenti intensivi<\/strong> che hanno vantaggi solo per pochi e un <strong>impatto ambientale enorme<\/strong> a carico della collettivit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>STOP deforestazione!<\/strong> Le<strong> foreste<\/strong> sono il polmone del Pianeta, <strong>assorbono CO2 e \u201cpuliscono\u201d l\u2019aria<\/strong> che respiriamo. Eppure, quotidianamente siamo complici della deforestazione, che distrugge anche habitat di specie a rischio estinzione, per fare spazio a monocolture &#8211; come la palma da olio (presente nei cosiddetti <strong>biocarburanti<\/strong>) &#8211; o agli allevamenti intensivi. Per queste ragioni serve uno stop immediato alla deforestazione, da mettere in campo entro il 2020. E si devono poi ripiantare 500 milioni di ettari foreste entro il 2030. Dobbiamo preservare i polmoni del Pianeta, altrimenti non vinceremo la sfida del <strong>cambiamento climatico<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Proteggiamo i nostri mari!<\/strong> Gli <strong>oceani<\/strong> hanno assorbito circa il 30% della CO2 emessa dalle attivit\u00e0 umane e il 90% del calore generato dal <strong>riscaldamento climatico<\/strong>. Tutto questo sta mettendo i nostri mari sotto pressione, come se non bastassero altre forme di inquinamento, la pesca eccessiva e altre minacce. La componente biologica ha un ruolo fondamentale nella <strong>capacit\u00e0 degli oceani di assorbire CO2<\/strong>. Per questo \u00e8 importante proteggere le funzioni fondamentali del pi\u00f9 grande ecosistema del Pianeta, ad esempio istituendo una rete di aree marine protette che tuteli almeno il 30% della superficie degli oceani.<\/li>\n<li><strong>Basta plastica usa e getta<\/strong>! La <strong>plastica<\/strong> \u00e8 un derivato del petrolio. Finisce nei nostri mari e fiumi, mette a rischio le specie che la ingeriscono (compresi gli umani, perch\u00e9 anche noi ingeriamo le microplastiche), e contribuisce anche al <strong>cambiamento climatico<\/strong>. Le proiezioni dell\u2019industria petrolchimica prevedono una crescita esponenziale della produzione di plastica\u2026 che secondo le stime al 2050 sar\u00e0 responsabile del 20 per cento della richiesta globale di <strong>petrolio<\/strong>. Ovviamente per usare altrimenti quei <strong>combustibili fossili<\/strong> che non potremo pi\u00f9 bruciare nelle nostre auto e per produrre energia. Ma gi\u00e0 oggi il ciclo di vita della plastica genera a livello globale un enorme<strong> impatto in termini di CO2 prodotta<\/strong>, pari a quella immessa nell&#8217;ambiente da 189 centrali a carbone da 5 mila megawatt. Per questo occorre ridurre la produzione di plastica, iniziando da quella usa e getta che le grandi multinazionali degli alimenti e delle bevande continuano a produrre in quantit\u00e0 sempre maggiori.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il governo non vuole dichiarare l\u2019emergenza climatica? Non importa, inizi facendo queste cinque cose (e l\u2019elenco non \u00e8 ovviamente esaustivo), altrimenti sar\u00e0 ricordato come il governo del cambiamento\u2026 climatico!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5789\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/e65c58f7-gp0sttjh6_web_size_with_credit_line.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/e65c58f7-gp0sttjh6_web_size_with_credit_line.jpg 800w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/e65c58f7-gp0sttjh6_web_size_with_credit_line-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/e65c58f7-gp0sttjh6_web_size_with_credit_line-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/07\/e65c58f7-gp0sttjh6_web_size_with_credit_line-510x340.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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