{"id":6212,"date":"2019-09-26T19:06:54","date_gmt":"2019-09-26T17:06:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/?p=6212"},"modified":"2025-07-02T09:29:11","modified_gmt":"2025-07-02T07:29:11","slug":"il-monte-bianco-ha-dichiarato-lemergenza-climatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.greenpeace.org\/italy\/storia\/6212\/il-monte-bianco-ha-dichiarato-lemergenza-climatica\/","title":{"rendered":"Il Monte Bianco ha dichiarato l\u2019emergenza climatica"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-6213 size-full\" src=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/09\/3f38dcbf-dsc01548.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/09\/3f38dcbf-dsc01548.jpg 1440w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/09\/3f38dcbf-dsc01548-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/09\/3f38dcbf-dsc01548-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/09\/3f38dcbf-dsc01548-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.greenpeace.org\/static\/planet4-italy-stateless\/2019\/09\/3f38dcbf-dsc01548-453x340.jpg 453w\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" \/> Ghiacciaio Planpicieux &#8211; Monte Bianco &#8211; Foto del Comune di Courmayeur<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha dichiarato ufficialmente l\u2019<strong>emergenza climatica<\/strong>. Non \u00e8 stato il governo a farlo, ma il <strong>ghiacciaio Planpincieux<\/strong> del <strong>Monte Bianco<\/strong>, che si sta sciogliendo ed \u00e8 a rischio crollo. Un potenziale disastro climatico che sovrasta le chiacchiere politiche, i giri di parole delle grandi aziende che \u201cdifendono\u201d il <strong>clima<\/strong> continuando a bruciare petrolio e gas, e mette tutti noi di fronte a una drammatica realt\u00e0: l\u2019<strong>emergenza climatica<\/strong> \u00e8 in Italia, oggi. Secondo l&#8217;IPCC, se continueremo con le emissioni degli ultimi decenni, entro la fine di questo secolo le Ande, le Alpi europee e le catene montuose dell\u2019Asia settentrionale perderanno fino all\u201980 per cento dei loro <strong>ghiacciai<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019emergenza <strong>climatica<\/strong> viene dunque sancita da un ghiacciaio.<\/p>\n<p>Dirette streaming, giornalisti in loco, abitanti in allarme, e politica che parla dell\u2019importanza di affrontare la <strong>questione climatica<\/strong>. Parla, appunto, ma non fa nulla. Perch\u00e9 l\u2019<strong>emergenza climatica<\/strong>, secondo la classe politica che governa e ha governato fino ad ora, va affrontata con equilibrio, non sacrificando lo sviluppo e cercando di salvaguardare tutti gli interessi in campo. Riassumendo: secondo chi ci governa l\u2019<strong>emergenza climatica<\/strong> va affrontata a parole, ma non con i fatti, altrimenti rischiamo di far innervosire aziende che da anni fanno profitti inquinando la nostra aria, la nostra terra, i nostri mari, il nostro Pianeta. Gli allarmi sul <strong>cambiamento climatico<\/strong> sono <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/entry\/abbiamo-perso-44-anni-quanti-ne-devono-passare-ancora-prima-di-reagire_it_5d4bf6a0e4b01e44e475e7b2\">vecchi di decenni<\/a>, ma ben poco si \u00e8 voluto fare.<\/p>\n<p>Non sappiamo cosa succeder\u00e0 al <strong>ghiacciaio Planpincieux<\/strong>, speriamo che tutto si risolva per il meglio. Senza dubbio per\u00f2 il problema si riproporr\u00e0 le prossime estati, anche in altri <strong>ghiacciai<\/strong> e in altri luoghi. Ma in ogni caso, l\u2019emergenza climatica in corso porta con s\u00e9 un monito: \u00e8 finito il tempo delle parole. \u00c8 l\u2019ora dei fatti.<\/p>\n<p>Vogliamo provvedimenti concreti, e visto che il ghiacciaio rischia di cadere simbolicamente sulla testa di tutti noi, il governo italiano deve smettere di accumulare promesse, e fare subito quattro semplici cose:<\/p>\n<ul>\n<li>Comunicare il piano di chiusura di ogni centrale a carbone, considerando che tutto il settore chiuder\u00e0 finalmente i battenti entro il 2025. Occorre chiarire quando ogni centrale terminer\u00e0 di operare e cosa sar\u00e0 dell\u2019impianto che si andr\u00e0 a chiudere: se l\u2019idea \u00e8 sostituire le <strong>centrali a carbone<\/strong> con impianti a gas, significa che ci si sta ostinando a commettere gli stessi gravi errori del passato. <strong>Basta fossili!<\/strong><\/li>\n<li><strong>Azzerare i sussidi alle fonti fossili<\/strong>. Nel <strong>decreto clima<\/strong> che si discuter\u00e0 la prossima settimana dovrebbe esserci la proposta di diminuire i <strong>soldi pubblici<\/strong> che finiscono a fonti sporche di energia del 10 per cento ogni anno, per i prossimi 4 anni, per poi azzerarli entro il 2040. Questo, nella migliore delle ipotesi, significherebbe che per almeno altri 20 anni verrebbero finanziati i cambiamenti climatici con i soldi pubblici. \u00c8 qualcosa che non possiamo permetterci. Occorre un piano che azzeri questi sussidi al massimo entro\u00a05 anni (2025), cominciando ad esempio dai fondi elargiti per attivit\u00e0 di ricerca ed estrazione di<strong> idrocarburi<\/strong>. E tutti i soldi risparmiati dovranno essere dirottati su <strong>energie rinnovabili<\/strong> e <strong>efficienza energetica<\/strong>;<\/li>\n<li>Chiarire come e quando verranno fermate le attivit\u00e0 estrattive, specificando che fine faranno le vecchie piattaforme da dismettere. Al momento c\u2019\u00e8 una moratoria sui nuovi permessi, ma tra pochi mesi questa pausa finir\u00e0, e porzioni di mare e territorio del nostro Paese rischiano di finire di nuovo in mano ai petrolieri. Il governo deve indicare chiaramente che i <strong>combustibili fossili<\/strong> (<strong>gas e petrolio<\/strong> in questo caso) devono rimanere dove sono: sottoterra.<\/li>\n<li>Modificare subito il <strong>Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC)<\/strong>. Secondo la scienza restano 11 anni per mettere in campo azioni concrete contro i <strong>cambiamenti climatici,<\/strong> e 10 di questi 11 anni sono contenuti nel PNIEC che verr\u00e0 approvato entro dicembre. Non sono ammessi errori, e insistere con un piano miope come quello attualmente in bozza non \u00e8 tollerabile: servono obiettivi di riduzione delle emissioni pi\u00f9 ambiziosi, mentre invece il governo sta puntando addirittura ad aumentare l\u2019uso del gas, un combustibile fossile spacciato come \u201camico del clima\u201d e che invece emette CO2, alimentando la crisi climatica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Chiediamo al governo italiano di non limitarsi solamente a parlare di <strong>emergenza climatica<\/strong>, ma di iniziare da subito a mettere in pratica questi quattro punti, che devono essere solo l\u2019inizio di una seria <strong>politica climatica<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"EmptyMessage\">Block content is empty. 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